Capolavori - articoli in archivio

  • Mosaico del Grande Palazzo Imperiale di Istanbul

  • Il Museo del Mosaico (Büyük Saray Mozaikleri Müzesi) Il Palazzo Imperiale di Costantantinopoli. Storia e problemi topografici: Allo stato attuale sono poche e di difficile identificazione le emergenze monumentali del Grande Palazzo, definito, per tali ragioni, “uno dei maggiori problemi topografici di Costantinopoli”. Il ???? ???????? si estendeva in posizione scenografica sulle pendici meridionali della prima collina del promontorio costantinopolitano occupando, nella sua massima espansione, l’area compresa tra S. Sofia, l’ippodromo e le mura lungo la riva del Mar di Marmara a sud. Costruito, o quanto meno iniziato da Costantino, non si presentava come una struttura unitaria, ma piuttosto come

  • L’Arringatore

  • Statua etrusca in bronzo di Aule Meteli, detta l’Arringatore La qualità di quest’opera, e il numero esiguo di prodotti in bronzo dotati delle medesima peculiarità, unita alla consapevolezza che molta parte delle opere in metallo di grandi dimensioni, sono purtroppo perse, apre la sensazione che manchi un tassello importante, per la comprensione di questa forma d’arte. Per questo, riveste un fascino ancor più spiccato, esaminare le sfaccettature di questo esemplare ritrovato nel 1566. La località in cui è stato rinvenuto non è sicura, non si esclude la possibilità che provenga da un posto situato sulla sponda del lago Trasimeno o

  • Mosaici bizantini di Cipro

  • I Mosaici dell’isola di Cipro Grazie alla sua posizione geografica, Cipro ha rivestito un ruolo di primaria importanza nei traffici commerciali, sia in età romana che in età bizantina. A Cipro si sono conservate decorazioni musive parietali risalenti al VI-VII secolo, sfuggite al periodo dell’iconoclastia, grazie soprattutto all’indipendenza della chiesa cipriota dagli editti imperiali sulla proibizione delle immagini sacre. I mosaici di Cipro sono una rara e preziosa testimonianza dell’arte bizantina pre-iconoclasta, le cui testimonianze sono andate in gran parte perdute. La Panagia Kanakaria a Lythrankomi La chiesa si trova nella zona nord dell’isola, e i suoi mosaici sono stati

  • Cristo nel labirinto di Alatri

  • Cristo nel labirinto dell’ex convento di Alatri La chiesa di San Francesco ad Alatri, in provincia di Frosinone, risale alla seconda metà del XIII secolo – prima metà del XIV. Venne costruita dai frati francescani stanziati nell’attiguo convento. L’interno subì trasformazioni barocche e custodisce tutt’oggi una preziosa reliquia: un mantello medievale attribuito a San Francesco d’Assisi. La facciata presenta un grande rosone con sedici colonnine. È nell’ex convento che si trova un particolare affresco, un unicum, scoperto nel 1996. L’affresco rappresenta un Cristo pantocratore al centro di un labirinto composto da dodici cerchi concentrici neri ed altrettanti bianchi. Cristo è

  • Trono Ludovisi

  • Trono Ludovisi Il Trono Ludovisi è un blocco di marmo, databile tra il 460 e il 450 a.C., rinvenuto a Roma nel 1887, durante i lavori della Villa Ludovisi, nell’area in cui sorgevano gli horti sallustiani. Si tratta di un bassorilievo con scene figurate lungo i tre lati, la cui inconsueta forma non ha permesso di stabilire con certezza quale fosse la sua funzione. Alcuni sostengono che appartenesse al trono della statua di una divinità; altri che fosse parte integrante di un tempio o di una edicola o, ancora, parte di una balaustra. Il trittico presenta sul lato lungo una

  • Mahabharata

  • Il Mahabharata Il Mahabharata è uno dei due grandi poemi epici in sanscrito dell’antica India, l’altro è il Ramayana. L’epopea fa parte dell’ itihasa, termine che indica le scritture epiche induiste. Oltre alla sua narrazione epica della guerra di Kurukshetra e del le sorti dei Kaurava e d ei Pandava, il Mahabharata contiene molto materiale filosofico e devozionale, come ad esempio la discussione dei quattro ” obiettivi di vita” o Purusarta. Questi ultimi sono elencati come dharma (giusta azione) a rtha ( scopo) kama (piacere ) moksha ( liberazione) Tra le opere principali e le storie che fanno parte del

  • Trama del Mahabharata

  • La trama del Mahabharata L’antenato Shantanu del re Janamejaya, il re di Hastinapura, ha un breve matrimonio con la dea Ganga e genera un figlio, Devavrata (chiamato poi Bhishma, un grande guerriero ), che diventa l’erede al trono. Molti anni dopo, mentre il re Shantanu si trova a caccia, vede Satyavati, la figlia del capo dei pescatori, se ne innamora e la chiede in sposa a suo padre. Il padre rifiuta di acconsentire al matrimonio, a meno che Shantanu non prometta di proclamare re qualsiasi futuro figlio che avrà Satyavati. Per risolvere il dilemma del padre, Devavrata accetta di abbandonare

  • Musa Pensosa

  • La Musa Pensosa La Musa Pensosa è una copia romana di età antonina (ultimo quarto del II secolo d.C.) di un originale di epoca tardo ellenistica, conservata nel Museo della Centrale Montemartini di Roma (1). Realizzata in un unico blocco di pregiato marmo pario, raffigura Polimnia, ovvero “dai molti canti”, una delle Muse incarnanti i diversi rami del sapere e dell’arte, protettrice degli inni sacri ed eroici. Fin dalle prime testimonianze letterarie e iconografiche (risalenti al VII-VI secolo a.C.) le Muse sono presentate come divinità ispiratrici del canto dei poeti e tali rimarranno fino alle loro ultime apparizioni nei testi

  • Sarcofago degli sposi da Cerveteri

  • Il sarcofago degli sposi Il Sarcofago degli sposi è un capolavoro dell’arte etrusca raffigurante un uomo e una donna semidistesi su un letto funebre nella posizione dei banchettanti. L’atteggiamento e, in particolare, il gesto del braccio maschile che cinge le spalle della donna lasciano supporre che si tratti di sposi. Fu ritrovato a Cerveteri, nell’estremità occidentale della necropoli della Banditaccia di proprietà dei principi Ruspoli, nel 1881 dai fratelli Boccanera, in una fra le innumerevoli tombe della zona, purtroppo depredate. In essa furono scoperti diversi frammenti di vasi corinzi e più di quattrocento di questo grande sarcofago fittile. Tali frammenti,

  • Giulio Cesare: De bello Gallico

  • De bello Gallico Il commetario De bello Gallico è dedicato alla campagna di conquista in Gallia, iniziata nel 58 a.C. e conclusa nel 52 a.C. Ognuno dei libri dei quali è composta l’opera è incentrato su un anno di guerra, secondo il modello dell’antica annalistica. Secondo alcuni, Cesare avrebbe scritto l’opera solo alla fine delle conquiste, riunendo gli appunti che aveva precedentemente dettato ai propri segretari o che gli erano giunti dai luogotenenti; secondo altre ipotesi, invece, l’autore avrebbe scritto l’intera opera solo successivamente, componendo il commentario per gruppi di capitoli o di libri, negli spazi di tempo liberi da