Capolavori - articoli in archivio

  • Giulio Cesare: De Bello Civili

  • De Bello Civili Il commentario De Bello Civili ha per oggetto gli avvenimenti degli anni 49 e 48 a.C. e comprende le campagne contro Pompeo e i pompeiani condotte in Italia, Spagna, Africa e Oriente, fino alla battaglia di Farsàlo. La narrazione si interrompe lasciando in sospeso l’esito della guerra di Alessandria. Fin dalle prime righe, Cesare non perde occasione per ribadire di essere stato costretto allo scontro e per precisare il fatto che egli non è un sobillatore, ma che il suo unico scopo è riportare la pace. Questi tentativi di giustificare il suo operato sono dovuti al fatto che

  • Xian. Statue dell’esercito di terracotta

  • Le statue dell’esercito di terracotta di Xian Le tre fosse contengono la fanteria, la cavalleria e il quartier generale dell’imperatore Qin Shi Huangdi, che regnò in Cina dal 259 al 210 a.C. Alcuni sono stati ritrovati interi, altri acefali o senza braccia e gambe o completamente distrutti; comunque ci hanno permesso di avere un’idea più chiara di come fosse realmente organizzato un esercito cinese nel III a.C. Tali sculture sono state realizzate da maestri artigiani, aiutati dai loro allievi, infatti alcuni di essi hanno firmato le statue e si sono così potuti individuare ben 85 nomi di artisti. Statua raffigurante

  • Ramayana

  • Cos’è il Ramayana Il Ramayana è un antico poema epico scritto in sanscrito. Esso è attribuito al saggio indù Valmiki Maharishi e costituisce una parte importante della Sm?ti, un insieme di testi sacri della religione induista. Il Ramayana è uno dei due grandi poemi epici dell’India e del Nepal, l’altro è il Mahabharata. Il poema descrive i doveri delle relazioni, raffigurando personaggi modello come il padre ideale, il servo ideale, il fratello ideale, la moglie ideale e il re ideale. Il nome Ramayana è composto dalle parole Rama e ayana (“andare, avanzare”), e significa quindi “il viaggio di Rama”. Il

  • Ramayana: i libri

  • I libri del Ramayana L’epopea del Ramayana è tradizionalmente suddivisa in diversi libri, che si occupano cronologicamente dei maggiori eventi della vita di Rama. Essi sono: B?la K???a Ayodhya K???a Ara?ya K???a Kishkindha K???a Sundara K???a Yuddha K???a Uttara K???a Il Kanda Bala descrive la nascita di Rama, la sua infanzia, e il matrimonio con Sita. Il Kanda Ayodhya descrive i preparativi per l’incoronazione di Rama, e il suo esilio nella foresta. La terza parte, l’ Aranya Kanda, descrive la vita nella foresta di Rama, e il rapimento di Sita da parte del re demone Ravana. Il quarto libro, il

  • Anfora di Eleusi

  • Anfora del Pittore di Polifemo da Eleusi La grande Anfora del Pittore di Polifemo, proveniente dalla necropoli di Eleusi e oggi conservata nel locale Museo Archeologico (Sala 1), costituisce uno dei più famosi esempi della nascente ceramografia attica. Rinvenuto durante uno scavo, nel 1954, questo reperto è stato collocato dagli studiosi attorno alla metà del VII secolo a.C., in un momento storico in cui la produzione vascolare dell’Attica era ancora strettamente rivolta verso l’interno, inconsapevolmente chiusa all’esperienza di una fabbricazione industriale (a differenza, per esempio, dei raffinati aryballoi – vasi per profumi – esportati dalla città di Corinto sui mercati

  • Doriforo di Policleto

  • Il Doriforo di Policleto Il Doriforo di Policleto, oggi conservato al Museo Archeologico di Napoli, è una copia di età romana di una statua greca creata intorno al 445 a. C. La statua fu ritrovata nel 1797 nella Palestra Sannitica di Pompei, realizzata nel II sec. a. C., luogo in cui si allenavano gli atleti. (1) Siamo a conoscenza del Doriforo di Policleto e delle sue altre opere grazie a Plinio il Vecchio, che visse tra il 23 ed il 79 d. C., egli nella sua “Storia Naturale” narra dell’esistenza del maestro. (2) Policleto, allievo di Agelada, era uno scultore

  • Oinochoe di Tragliatella

  • L’Oinochoe di Tragliatella Con il termine oinochoe si indica una tipologia vascolare la cui funzione é connessa con il consumo del vino, essa presenta corpo globulare simile a quello di una brocca e bocca triloba o a beccuccio. L’esemplare detto di Tragliatella, il cui nome deriva dal suo luogo di rinvenimento, fu scoperto in una tomba etrusca presso l’antica Caere nel 1878. Si tratta di un’oinochoe a bocca triloba con ansa pronunciata e superficie decorata a graffito su fondo chiaro, il cui stile e iconografia rimandano alla produzione etrusco-corinzia del gruppo dei Vasi Policromi, stabilendo così una datazione tra il

  • Hydria Ricci

  • L’ hydria Ricci L’hydria Ricci si attribuisce ad un pittore nord-ionico, denominato del Louvre E 739, insediatosi in Etruria intorno alla metà del VI secolo a.C., allorquando alcuni artigiani originari della Ionia si trasferirono appunto a Caere e a Vulci, adattandosi alle richiesta della nuova committenza e contribuendo al rinnovamento della ceramica e della pittura locali. In particolare si è riconosciuto nel pittore dell’hydria Ricci uno degli artisti presenti a Caere dopo la battaglia di Alalia; particolare questo che obbliga ad una riflessione sul clima storico immaginabile a Caere dopo lo scontro e al possibile rapporto della città etrusca con

  • Iscrizione di Cornelio Scipione Asiageno Comato

  • Elogio di Cornelio Scipione Asiageno Comato (Musei Vaticani) L’Iscrizione di Cornelio Scipione Asiageno Comato I resti di un sarcofago in lastre di tufo dell’Aniene sono stati rinvenuti in una rientranza della parete sinistra della tomba di Scipione Barbato nel sepolcro degli Scipioni. L’iscrizione appartenente alla sepoltura ha permesso l’attribuzione a un Cornelio Scipione Asiageno ed è la seguente: rnelius L. f. L. n. pio Asiagenus Comatus annoru(m) Gnatus XVI “Cornelio Scipione Asiageno Comato figlio di Lucio, nipote di Lucio, morto a 16 anni”. La tavola di tufo conserva solo la parte destra dell’elogio funebre. L’epitaffio di quattro versi ci dà

  • Iscrizione di Lucio Cornelio Scipione

  • Iscrizione di Lucio Cornelio Scipione, figlio dell’Ispallo (Musei Vaticani). Iscrizione di Lucio Cornelio Scipione, figlio di Gneo Cornelio Scipione Ispallo Tra le iscrizioni rinvenute nel sepolcro degli Scipioni a Roma ci soffermiamo sull’elogio di Lucio Cornelio Scipione, probabilmente figlio di Gneo Cornelio Scipione Ispallo e di Paulla Cornelia, la cui tomba (indicata in pianta con la lettera D) si trova nel corridoio centrale dell’ipogeo (galleria 7-8) che porta alla sepoltura di Scipione Barbato. Il sarcofago è monolitico e in pietra gabina, ed è collocato proprio di fronte a quello di Barbato, capostipite della famiglia romana. La tipologia consente di datarlo