Capolavori - articoli in archivio

  • Iscrizione di Lucio Cornelio Scipione, questore

  • Iscrizione di Lucio Cornelio Scipione, figlio dell’Asiatico (Musei Vaticani). Iscrizione di Lucio Cornelio Scipione, questore nel 167 a.C. Nella parte sinistra dell’ingresso principale al sepolcro degli Scipioni si trovano i resti di un sarcofago in lastre di tufo dell’Aniene, scoperto in occasione della campagna di scavi del 1780-1782. L’iscrizione proveniente dalla tomba ha permesso l’identificazione del defunto, si tratta quasi certamente di Lucio Cornelio Scipione, figlio di Scipione Asiatico, quindi nipote dell’Africano e cugino di Publio Cornelio Scipione, di cui rimane un iscrizione nel sepolcro. Albero genealogico degli Scipioni. Riportiamo di seguito l’elogio: L. Corneli(us) L. f. P. Scipio

  • Ombra della Sera

  • “Ombra della sera”, statuetta etrusca in bronzo, III secolo a.C., Volterra, Museo Guarnacci La statuetta dell’Ombra della Sera Questo nome così misterioso venne coniato dal poeta e vate Gabriele D’Annunzio: “Ombra della Sera” è da allora il nome della celebre statuetta bronzea proveniente dall‘antica Volterra, l’etrusca città di Velathri. Proprio la conformazione oblunga di questo manufatto suscita sensazioni collegate alle ombre, all’allungarsi dei profili umani sul fare della sera. Volterra era nota nel mondo antico per le proprie potenzialità artistiche e produttive sia nel campo della lavorazione del bronzo (toreutica) sia nella produzione di artefatti in alabastro. Datata tra III

  • Spello. Rescritto Costantiniano

  • Il Rescritto Costantiniano di Spello Il Rescritto Costantiniano di Spello (CIL X, 5265) è da annoverare tra i più noti documenti epigrafici latini fin dal momento della sua scoperta, avvenuta nel 1733 presso le rovine del teatro. Il testo è inciso su una grossa lastra di marmo (160 cm x 56 cm) e la questione che da subito si rivelò interessante riguarda la conversione dell’imperatore Costantino, in quanto nel documento vengono menzionati riti esplicitamente pagani e per tale motivo i primi studiosi, tra i quali Muratori, ritennero falso il documento, fino all’intervento di Mommsen, che alla metà dell’800, ne dimostrò

  • Tavola di Polcevera

  • Il contesto della Tavola di Polcevera A partire dalla fine dell’Età del Ferro (VIII secolo a.C.), in Italia, si deliniano dei veri e propri popoli o delle compagini, che preesistono alla conquista che venne attuata da Roma fin dal IV secolo a.C. Nell’Italia nord-occidentale troviamo i Liguri, che erano divisi in varie tribù e occupavano la zona compresa fra l’attuale Liguria fino a Nizza, l’odierno Piemonte, parte della Lombardia, le Alpi Apuane e la Lunigiana. Per molto tempo il ligure è stata ritenuta una lingua non indoeuropea, in realtà essa ha molte affinità con il celtico, la lingua parlata dai

  • Disco di Festo

  • Agli inizi del XX secolo vennero intraprese campagne archeologiche sull’isola di Creta, ma gli scavi dell’epoca erano meno rigorosi di quelli odierni, in quanto i mezzi tecnici e le infrastrutture, di cui si sevivano gli archeologi di allora, erano insufficienti a garantire loro di svolgere un lavoro preciso e privo di disordine. Il 2 giugno 1900 l’archeologo Luigi Pernier iniziò a scavare a Festo, vicino Haghia Triada, sulla costa sud di Creta. Alla fine della seconda campagna di scavo erano già venute alla luce le parti più importanti del palazzo e, a partire dal 1909, poteva considerarsi chiuso il primo

  • Giganti di Mont’e Prama: la mostra

  • La prima mostra dei “giganti di pietra” di Mont’e Prama Per la prima volta nell’ambito della mostra “La pietra e gli eroi. Le sculture restaurate di Mont’e Prama” – che ha avuto luogo all’interno del Centro di Restauro e Documentazione della Soprintendenza per i beni Archeologici delle provincie di Sassari e Nuoro, dal 23 Novembre al 30 Dicembre 2011 – è stato mostrato il restauro effettuato sulle sculture rinvenute negli anni settanta a Mont’e Prama. L’esposizione però, è stata anche l’occasione per poterle esibire tutte insieme, ponendo l’accento su uno tra i più significativi aspetti della cultura materiale della civiltà Nuragica.

  • Tavole iguvine

  • Le tavole iguvine di Gubbio Nella zona compresa fra la riva orientale del fiume Tevere e la parte confinante a sud con il paese dei sabini, si parlava una lingua che ci è giunta con il nome di umbro. La documentazione della lingua umbra antica è affidata quasi interamente al rinvenimeto delle tavole iguvine, che sono così chiamate dal luogo del loro ritrovamento nella città di Iguvium, antica Gubbio e che sono considerate il più importante testo rituale di tutta l’antichità classica. Ritrovamento delle tavole Sono state rinvenute nel 1444 nell’antica area del teatro di Augusto, ma secondo un anonimo

  • Stele di Novilara

  • Stele da Novilara, Museo Archeologico Nazionale di Ancona A circa 6,5 km a nord di Ancona si trova la frazione di Novilara, che a partire dall’Età del Ferro (IX-VIII secolo a.C.) è stato il centro più importante del territorio, abitato da popolazioni chiamate Piceni. La necropoli di Novilara I primissimi scavi in questa zona furono effettuati nel 1873, in modo quasi del tutto clandestino, nel fondo Servici, dal conte Dario Bonamini. A partire dal 28 luglio 1892 fino al 9 giugno 1893 vennero eseguite delle vere e proprie campagne di scavo, grazie ai fondi governativi, sia nel territorio Servici che

  • Tavolozza di re Narmer

  • La tavolozza di Narmer (re della I dinastia identificato con Menes) è un importante documento storico che ha contribuito fortemente alla conoscenza della scrittura geroglifica e della storia dell’antico Egitto, più precisamente testimoniando secondo molti studiosi il processo di unificazione tra il Basso e l’Alto Egitto. Recenti scoperte archeologiche sembrano aver confutato questa teoria: alcuni scavi condotti da archeologi tedeschi vicino alla città di Abido, nella necropoli di Umm el-Qaab, hanno dimostrato che ben quattordici predecessori di Narmer, lì sepolti, avevano regnato su un Egitto non più diviso già forse da 200 anni. Realizzata in scisto, l’opera è datata alla

  • Coppa di Nestore ed epica omerica

  • Gli studi relativi alla coppa risalgono al momento della sua scoperta nell’isola di Ischia nel 1955 e da quel momento tante idee e proposte si sono succedute nel tempo riguardo il vero significato della particolare iscrizione metrica che essa riporta. Ma andiamo per gradi, iniziando dalla collocazione cronologica e topografica di questa grande scoperta. Questa kotyle (coppa) fa parte di un ricco corredo di una tomba a cremazione, della necropoli della Valle San Montano, appartenente ad un individuo molto giovane di sesso maschile (visto che nel corredo è stata trovata anche una fibula serpeggiante in argento, che solitamente connota proprio