Guide - articoli in archivio

  • Armi etrusche

  • Le armi degli Etruschi Tutte le armi adottate nel villanoviano continuarono ad essere usate dai guerrieri etruschi; la consolidata abilità degli artigiani etruschi nella lavorazione dei metalli portò ad una sempre maggiore perfezione nella realizzazione di armamenti che si arricchirono notevolmente nelle forme. Uno dei cambiamenti più spiccati nella produzione delle armi fu l’introduzione del ferro che talvolta soppiantò del tutto l’uso del bronzo; per l’acquisizione di nuove tecniche e modelli fu invece fondamentale l’influenza subita dalle popolazioni orientali, che portò spesso all’adozione di forme originali, del tutto nuove poi rielaborate in ambiente etrusco. Armi etrusche: asce, spade, lance Ascia

  • Armi villanoviane

  • Armi villanoviane Le testimonianze archeologiche giunte fino ai nostri giorni attestano la progressiva formazione di un esercito etrusco organizzato a partire dall’epoca villanoviana (IX – VIII sec. a.C.); in questo periodo la società etrusca cominciò ad assumere tratti di marcate differenziazioni che risultavano evidenti anche nel possesso dell’armamento dei guerrieri: l’aristocrazia, che costituiva il nerbo dell’esercito, era dotata già nel villanoviano di un equipaggiamento di armi da difesa e da offesa; elmi bronzei e placche bronzee quadrangolari sul torace per proteggersi, lance, spade e pugnali per attaccare; la presenza di morsi per cavalli in alcune tombe particolarmente sfarzose sembrerebbe indicare

  • Etruschi: in guerra

  • Gli Etruschi e la guerra La presenza di armi all’interno delle tombe è ben documentata in epoca villanoviana già nel IX sec. a.C.; in questo periodo però il possesso di un armamento rappresentava il simbolo di un rango sociale elevato e solo col tempo divenne appannaggio di veri e propri capi militari, appartenenti esclusivamente al ceto aristocratico, ad indicare la progressiva formazione di un esercito etrusco organizzato. Nel secolo successivo, in seguito al contatto con altri popoli, prima italici poi dell’area mediterranea, si rese necessario reclutare nuove forze militari anche nelle classi meno abbienti Questo processo si compì definitivamente tra

  • Ercolano. Papiri della Villa dei Pisoni

  • Poco fuori le mura dell’antica Herculaneum, sorge quella che doveva essere una delle più belle residenze che in età romana si affacciavano sul golfo di Napoli. Oggi la villa è denominata dei Papiri o dei Pisoni, ed è nota in tutto il mondo per i 1000 papiri carbonizzati ritrovati nelle sue stanze, oltre a una ricca collezione di statue di bronzo e di marmo come dovevano esserci anche in altre domus tra la fine della repubblica e l’inizio dell’impero. Se però, altre biblioteche private non ci sono giunte, questa di Ercolano, a causa dell’evento catastrofico che la sconvolse nel 79

  • Cina. Dinastia Han Occidentale

  • periodo: (206 a.C.-8 d.C.) Nel 206 a.C., la fine della dinastia Qin aprì, in Cina, la via dell’ascesa ad una nuova dinastia che avrebbe avuto la capacità di durare ben quattrocento anni: la dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.). Sotto il governo degli imperatori Han e soprattutto grazie ad alcune figure di particolare rilievo, come Wudi (141-87 a.C.), l’impero espanse i propri confini a spese di popoli non Cinesi confinanti. Verso sud, gli eserciti Han giunsero fino al moderno Vietnam, conquistando la Cordigliera Truong Son, ad essi nota come la Fortezza del Cielo, mentre a nord-ovest si espansero nel Corridoio Gansu,

  • Papiri storici

  • Papirologia: papiri allo studio La scienza papirologica si è sviluppata a partire dal XX secolo, grazie ai contributi di studiosi di rilievo, che hanno delineato termini e contenuti della disciplina, e alla concomitante, intensa pubblicazione di numerose ed importanti collezioni. A partire dagli studi dello storico e papirologo tedesco Ulrich Wilcken (1862-1944), a cavallo tra Ottocento e Novecento, si è, inoltre, delineata una sempre più opportuna definizione della papirologia che, come ben sintetizzato da Orsolina Montevecchi in “Paesaggio Politico” (opera reperibile su Google Books), “si occupa dei documenti greci (e dei pochi latini), e perciò si estende cronologicamente dalla seconda

  • Papiro

  • In gracilitate fastigatum: il papiro alla sfida dei secoli “Si affusola graziosamente verso l’estremità superiore”: con queste parole, lo scrittore romano Plinio il Vecchio, nella sua opera Naturalis Historia (XIII, 71-82), descrive l’agile pianticella del papiro, che trova il suo habitat ideale nelle zone ricche d’acqua, come, in primo luogo, l’area intorno al corso del fiume Nilo. Ma anche se l’Egitto rappresenta senza dubbio il territorio privilegiato per lo sviluppo di tale esemplare erbaceo appartenente alla famiglia botanica delle Cyperaceae, già gli stessi autori antichi, tra cui il medesimo Plinio, non esitano a segnalarne la presenza anche in altri luoghi

  • Sardegna preistorica: paleolitico

  • Pérfugas, selci paleolitiche. Immagine estratta da “La civiltà dei Sardi, dal Paleolitico all’età dei nuraghi” Lilliu 2003. Per formulare un discorso organico sulla preistoria in Sardegna si può iniziare con l’indicare le diverse fasi in cui comunemente è suddiviso l’arco cronologico, dalla più antica alla più recente: Il Paleolitico, il Mesolitico, il Neolitico e l’Eneolitico, detto anche Calcolitico (1). La storia infatti è stata suddivisa in fasi in base ad un qualche evento che è stato un punto di svolta nella storia stessa dell’uomo e che ha portato ad un’evoluzione rispetto al periodo precedente. Il Paleolitico (45.000-10.000 a. C.) Il

  • Sardegna preistorica: mesolitico

  • Il Mesolitico (10.000- 6.000 a.C.) Il termine Mesolitico è formato da due parole di origine greca mesos, che significa “di mezzo”, e lithos che vuol dire “pietra”, ed indica il periodo della Pietra Intermedia, ovvero quella parte della preistoria che sta tra il Paleolitico (la fase più antica) e il Neolitico (la fase più recente). Alcuni autori suddividono ulteriormente il periodo in due fasi: l’Epipaleolitico (10.000-8.000 a.C.) e il Mesolitico detto anche Epipaleolitico recente (8.000-6000 a.C.). Caratteri generali Durante il Mesolitico avvengono i cambiamenti climatici che vedono la fine dell’era chiamata Pleistocene e quindi delle glaciazioni (l’ultima è quella del

  • Biblioteche nell’antichità

  • L’origine del termine biblioteca deriva dall’unione di due parole greche: ??????? (opera) e ???? (teca, ripostiglio). Il termine ??????? era inteso secondo un’accezione più ampia comprendendo l’insieme dell’opera letteraria e non il supporto sul quale si scriveva che invece era indicato con il termine ?????? (bíblos) che si riferiva alla corteccia all’interno del papiro usata per tale scopo. Successivamente anche il vocabolo Biblios venne ad indicare il “libro”, mentre Bibliov continuò ad essere identificativo delle opere letterarie contenute. Primo supporto per gli scritti fu come si è detto il papiro poi sostituito dalla pergamena ricavata da pelli di capra, pecora