Guide - articoli in archivio

  • Oro nell’antica Roma: estrazione e raffinazione

  • L’oro, nel mondo romano, aveva grande importanza: secondo Plinio il Vecchio(1) era al decimo posto della scala dei prodotti naturali più preziosi per l’uomo. Era prezioso anche per la sua simbologia: d’oro erano i mitici pomi delle Esperidi, gli alberi del favoloso regno di Atlante, il vello conquistato da Giasone (2), il cocchio del Sole, il ramo che dovette strappare Enea per entrare nel mondo dei morti e le laminette orfiche (3). Il leggendario re Mida chiese di trasformare in oro tutto ciò che avesse toccato e sappiamo dalle fonti letterarie di re del mondo antico molto ricchi, come Creso,

  • Oro nell’antica Roma: lavorazione

  • Nel mondo romano si utilizzavano i termini di faber aurarius per indicare colui che lavorava l’oro e chi commerciava prodotti di oreficeria e aurifex, un termine piuttosto generico. Altre figure hanno funzioni più specialistiche: il brattiarius era specializzato nella battitura dell’oro, il barbaricarius ricamava con l’oro (in epoca tardo antica con questa parola si indicava il decoratore di armi) e l’inaurator era il doratore. C’erano poi artigiani specializzati nella realizzazione di determinati gioielli, come l’anularius (per gli anelli) e l’armillarius (per i braccialetti). A questi si affiancava spesso il caelator, ossia il cesellatore (1) o lo scalptor, che incideva le

  • Musica nell’antica Roma: introduzione

  • La musica rivestì un ruolo importante nella vita culturale e sociale di Roma (1). La sua nascita risentì profondamente degli influssi etruschi e italici (in cui era abbinata a spettacoli indigeni quali l’atellana e il fescennino) e, in seguito alla conquista romana del mondo greco, in misura ancora maggiore, di quelli ellenici. Dai Greci i Romani ripresero alcuni strumenti musicali, con medesime funzioni ma nomi diversi, e in generale gli schemi, la grammatica e tutto il sistema teorico, trasmesso poi fino al medioevo cristiano (2). Rispetto alla semplice raffinatezza della musica greca, che utilizzava pochi strumenti per accompagnare il canto, la

  • Istituto Archeologico Germanico di Roma

  • L’Istituto Archeologico Germanico è il più antico centro di ricerca sulle culture antiche, e la sua fondazione risale al 1829.  Nato con lo scopo di favorire le ricerche archeologiche e le campagne di scavo, con una vocazione internazionale volta ad incoraggiare la comunicazione tra Paesi attraverso una stretta collaborazione, l’Istituto promosse dal 1874 delle sezioni distaccate in altre capital mondiali: da Roma a Atene, da Madrid a Teheran,  e numerose furono le iniziative promosse per uno sviluppo capillare delle scienze archeologiche. La sede romana è stata riaperta agli studiosi il 25 gennaio del 2010, consentendo la ripresa delle attività dopo tre anni di chiusura;

  • Castello medievale: fenomeno dell’incastellamento

  • Il fenomeno dell’incastellamento Intorno alla fine del IX secolo gran parte dell’Europa occidentale fu interessata da un fenomeno che gli storici chiamano incastellamento, ovvero il moltiplicarsi di castelli e opere di fortificazione che si protrasse fino al XII secolo, provocando notevoli cambiamenti nell’assetto politico ed economico del mondo medievale. Le movimentate vicende storiche dell’epoca, in particolare il pericolo delle continue incursioni ad opera di popoli venuti da lontano, come i temuti pirati Saraceni, i Normanni scesi dal Nord, e i Magiari di origine ungarica, spinsero i potenti signori e i ricchi proprietari terrieri a costruire le loro dimore su alture

  • Castello medievale: vita di corte

  • In questi ambienti umili e dimessi il signore del castello ed il suo seguito conducevano una vita semplice e modesta; gran parte della giornata del feudatario era dedicata all’amministrazione e al controllo del suo castello, in particolari dei suoi terreni, in tempo di guerra la principale preoccupazione diveniva invece la difesa del proprio feudo. Le distrazioni dei signori medievali non erano quindi molte: regolarmente si recavano con la loro famiglia ad assistere alla messa nella cappella del castello, ospitavano nobili e vassalli a banchetto e, quando erano liberi da obblighi e preoccupazioni, si dilettavano soprattutto nella caccia e nella falconeria;

  • Castello medievale: glossario dei termini di architettura

  • Glossario di architettura dei castelli medievali  ARMERIA luogo di deposito delle armi, situato nell’alta corte del castello insieme alla scuderia. BALUARDO elemento difensivo angolare diffuso a partire dal XV secolo; poteva avere forma quadrangolare o cilindrica e proteggeva le parti della fortificazione più esposte al tiro e all’attacco dei nemici, coi tiri delle artiglierie che erano ospitate al suo interno. BASTIONE sinonimo di baluardo (vedi sopra). CAMMINAMENTO DI RONDA passaggio ricavato dietro ai merli delle mura e delle torri percorso dalle sentinelle che vigilavano sul castello. CASTELLO esteso complesso di edifici fortificato a scopo difensivo; in esso alloggiava la guarnigione

  • Castello medievale: elementi di architettura

  • Il castello ha caratterizzato per secoli la storia medioevale, subendo nel tempo profonde trasformazioni che ne hanno mutato l’aspetto e le funzioni. I primi castelli del IX secolo sono molto lontani dall’immaginario comune per cui pensiamo a ricche residenze “da favola”, in realtà si trattava di semplici e rudimentali costruzioni fortificate, il cui fulcro era un possente torrione centrale, localizzate su alture ancora realizzate in legno o terra battuta, il cui unico scopo era difensivo; solo più tardi, intorno alla fine del X secolo, si cominciarono ad utilizzare materiali da costruzione più resistenti, come la pietra o i mattoni, che

  • Etruschi: il tempio

  • Per gli Etruschi il tempio era un luogo sacro destinato alla celebrazione dei culti, alle preghiere e alle offerte agli dei. La devozione verso le divinità, che nella cultura etrusca si credeva decidessero le sorti di ogni uomo e l’esito di ogni evento, si espletava in lunghi rituali che spesso terminavano in un sacrificio animale celebrato sull’altare contenuto o annesso al tempio, vero fulcro della pratica cultuale; i riti sacri venivano espletati dai sacerdoti, considerati mediatori tra la sfera umana e quella divina. Per quanto riguarda l’architettura templare etrusca, l’uso di materiali deperibili ha quasi sempre compromesso la conoscenza delle

  • Etruschi: la fine della civiltà

  • Conclusosi nel III sec. a.C. l’estenuante conflitto con Roma, le città etrusche sconfitte continuarono ad esistere sebbene completamente legate all’Urbe da pesanti vincoli che ne compromisero la libertà politica: nacque la cosiddetta Etruria federata. In base a questo nuovo ordinamento politico stabilito dai vincitori le città etrusche, unite a Roma da patti di alleanza (foedera), dovevano rinunciare ad intraprendere iniziative politiche senza l’autorizzazione dei Romani, erano obbligati a riconoscere come alleati o nemici gli stessi che lo erano per Roma, in caso di guerra dovevano fornire aiuti militari, erano tenuti a mantenere le istituzioni vigenti nelle proprie città per evitare