Guide - articoli in archivio

  • Umbri: introduzione

  • Gli Umbri Il popolo degli Umbri si diffuse in un’area geografica molto vasta, che comprendeva la Romagna, parte delle Marche, l’area dell’Umbria alla sinistra del fiume Tevere e una parte degli Appennini. Lo sviluppo sociale ed economico dei questo popolo è stato fortemente influenzato dalla conformazione del territorio, composto da bacini pianeggianti a diverse altitudini. I villaggi erano prevalentemente posti in prossimità di sorgenti, valichi e delle vie utilizzate dai pastori per la transumanza del bestiame. Fonti letterarie La tradizione letteraria latina e greca è concorde nel far risalire l’origine del popolo umbro ad un’epoca molto remota, antecedente al II

  • Sanniti: introduzione

  • I Sanniti L’antico popolo dei sanniti occupava l’altopiano interno al centro dell’Italia meridionale delimitato a nord del fiume Sangro, a sud dal fiume Ofanto, a est dal Tavoliere delle Puglie e a ovest dalla pianura campana. In sostanza il territorio sannita corrispondeva all’attuale Campania settentrionale, all’alta Puglia, ad una parte del Molise, al basso Abruzzo e ad una zona della Lucania. Il territorio montuoso è la principale causa dell’isolamento dei sanniti, anche se la fertilità dei pascoli favorì l’allevamento e la nascita di vie montane per la transumanza. Fonti antiche Le fonti latine ci parlano dei sanniti soprattutto in relazione

  • Riti funerari in epoca romana

  • Morte e sepoltura in epoca romana La nascita e la morte sono sempre state per tutti i popoli antichi i due momenti essenziali della vita di un uomo e come in ogni epoca, anche l’uomo romano sperimentò la paura della morte. Tuttavia il trapasso rappresentò per lui un momento di aggregazione familiare e rafforzamento dei vincoli di sangue. La circostanza della morte, in particolare, non faceva emergere soltanto l’identità sociale del defunto, ma era l’occasione in cui venivano espressi con maggior chiarezza i valori morali e civili che cementano la vita della collettività. Il rituale funebre in epoca romana diviene,

  • Antichi segni di studio sui manoscritti medievali

  • Segni di studio lasciati in antico sui manoscritti medievali In questo articolo esaminiamo i segni che gli antichi studiosi lasciavano sulle pagine decodici miniati medievali durante la lettura. Nella foto di apertura, dal “ALESSANDRO ARIOSTO, De usuris,1486″ si possono notare una manicula e un Guillement in rosso. Il copista o, successivamente, lo studioso, oltre a segnalare eventuali errori sul testo con inserimenti di parole o segni di “espunzione” (uno o più punti in base alle lettere o alle parole sbagliate), possono mostrare passi particolarmente importanti del testo attraverso dei segni ausiliari, tracciati di solito ai lati , nei margini. Questi

  • Rilegatura dei manoscritti medievali

  • La rilegatura dei manoscritti nei monasteri medievali I fascicoli, completati nel testo, nel disegno e nella correzione, venivano cuciti tra loro e poi tutti insieme, prima di essere assicurati alla “coperta”. Ma prima di questi passaggi, ci si preoccupava di dare indicazioni al rilegatore sulla successione corretta da seguire, poiché, trattandosi di un lavoro meccanico, c’era il rischio di confondersi. Per ovviare a questo problema (anche se spesso accadeva lo stesso) nacque la numerazione dei fascicoli, molto diversa da quella che utilizziamo tutt’oggi. Il sistema più antico (VI-X secolo) consisteva nel numerare, con numeri romani, il verso (la seconda facciata)

  • Scrittura dei manoscritti medievali

  • La scrittura nei manoscritti nei monasteri medievali In questo articolo scopriremo il processo di impaginazione e soprattutto di scrittura di un testo manoscritto in epoca medievale. Rigatura delle pagine Punctoria Una volta tagliati i fogli bisognava disegnarne la rigatura, in modo tale da permettere un testo ben impaginato. La rigatura poteva avvenire in maniere differenti: a secco, attraverso punteruoli che scalfivano la superficie della pergamena (i punctoria), oppure con inchiostri colorati o grafite. La rigatura a secco veniva anche chiamata indiretta, perché si eseguiva sovrapponendo più fogli ma graffiando solo il primo: il solco fatto sul primo foglio lasciava impronte

  • Arya: testi sacri

  • I testi sacri degli Arya Nella seconda metà del secondo millennio a.C. gli Arya vedici scesero nelle pianure indiane attraverso i passi montani dell’Afghanistan. Non sappiamo molto delle loro origini né di altri popoli che fanno parte delle lingue indoeuropee o indogermaiche. Nel 1350 a. C. fu redatto in Asia occidentale, a Boghazköl, il trattato di pace nel quale si fa riferimento per la prima volta agli Arya. Nel trattato, concluso tra il re degli Ittiti e il governatore del regno dei Mitanni, venivano invocati come testimoni gli dei arya Mitra, Varuna, Indra e i Nasatya. Veda I Veda rappresentano

  • Australopithecus afarensis, famiglia A.L. 333

  • A.L. 333, la prima famiglia di Australopithecus afarensis Specimen: Frammenti di 13 individui Affiliazione tassonomica: Australopithecus afarensis Datazione: Pliocene Medio (3,2 Ma) Data e luogo di ritrovamento: 2 novembre 1975, località di Afar, Hadar, Etiopia Scopritori: Michael E. Bush Descrizione generale della “prima famiglia” Nell’autunno del 1975, circa un anno dopo il ritrovamento di “Lucy” (A.L. 288-1), nella località 333 di Afar (A.L.) ad Hadar lungo un pendio scosceso vennero riportati in luce alcuni frammenti ossei umani, provenienti tutti da uno stesso orizzonte geologico e inizialmente ritenuti pertinenti ad un unico individuo, ma che in un secondo momento apparvero chiaramente

  • Australopithecus afarensis Lucy

  • L’australopithecus afarensis Lucy Specimen: Afar Locality 288-1, “Lucy” Affiliazione tassonomica: Australopithecus afarensis Datazione: Pliocene Medio- Inizio tardo Pliocene (3,18 Ma) Data e luogo di ritrovamento: 30 novembre 1974, Hadar, depressione di Afar (500 km a nord-est di Addis Ababa), Etiopia Scopritori: Dr. Donald C. Johanson Descrizione generale di Lucy Scoperto nel 1974 dall’antropologo americano Donald C. Johanson, lo scheletro di questo ominide fossile è uno dei più completi individui appartenenti alla specie delle australopitecine fino ad oggi rinvenuti. Nonostante siano stati riportati in luce scheletri molto più completi o fossili molto più antichi di “Lucy”, il suo ritrovamento rimane comunque

  • Australopithecus afarensis A.L.129

  • A.L. 129 (1a + 1b) da Hadar Specimen: Articolazione di un ginocchio destro Affiliazione tassonomica: Australopithecus afarensis Datazione: Pliocene Medio (3,4 Ma) Data e luogo di ritrovamento: 30 ottobre 1972, Hadar, Etiopia Scopritori: Donald C. Johanson Descrizione generale Durante una breve visita di alcuni giorni al sito di Hadar, in Etiopia, nel 1972 un team internazionale di ricercatori riportarono in luce un incredibile numero di reperti fossili ben conservati e, in base ai resti animali presenti negli strati geologici (in particolare maiali ed elefanti), fu possibile ipotizzare che il sito fosse databile a 3,4 milioni di anni fa. Fino a