Guide - articoli in archivio

  • Curarsi nel medioevo: Salvia

  • Salvia Salvia officinalis È’ una pianta erbacea a base legnosa originaria del Mediterraneo che cresce nei luoghi aridi e calcarei, non troppo soleggiati. Si utilizzano le foglie e le sommità fiorite che vengono poi essiccate lentamente, per mantenerne intatto il profumo. La parola salvia deriva dal latino “salvus” che significa sano, salvo. Difatti la salvia veniva considerata un rimedio universale: “perché mai dovrebbe morire un uomo nel cui giardino cresce la salvia?” recita il poemetto che riassume la regola della Scuola Salernitana. Tutti gli orti medievali che si rispettino dovevano avere della salvia, che, oltre che apprezzatissima come ingrediente culinario,

  • Curarsi nel medioevo: Ruta

  • Ruta Ruta graveolens È una pianta erbacea perenne dall’aspetto cespuglioso. Cresce in genere nelle zone molto assolate, anche se non manca a mezz’ombra. Ne vengono utilizzate le foglie, i petali e i semi. La ruta, a causa del suo odore pungente, veniva considerata in antichità una pianta protettiva: amuleto fondamentale contro streghe e spiriti maligni nonché erba benedetta per eccellenza nella notte di San Giovanni. La ruta era anche ritenuta una delle piante cosiddetti “femminili” come la menta e il prezzemolo, in quanto aiutavano le donne nella regolarizzazione del ciclo mestruale. Le proprietà che le venivano riconosciute erano quelle di

  • Curarsi nel medioevo: Rosmarino

  • Rosmarino Rosmarinus officinalis È un arbusto sempreverde che cresce allo stato spontaneo in tutto il Mediterraneo, di cui si utilizzano le foglioline e i fiori. Questi si colgono dai rami che non sono ancora lignificati, in primavera. I rametti, invece, si possono raccogliere tutto l’anno, si lasciano essiccare all’ombra e si conservano in recipienti di vetro o ceramica. Nel Medioevo la scuola Salernitana ricordava il rosmarino come un ottimo rimedio per attenuare il mal di stomaco, ma questo era anche molto apprezzato come elisir di giovinezza: la regina Isabella di Ungheria, vissuta nel XIV secolo, soleva fare lavaggi quotidianamente con

  • Curarsi nel medioevo: Prezzemolo

  • Prezzemolo Petroselium hortense Il prezzemolo fa parte della famiglia delle ombrellifere, è originario della Sardegna e conosciuto da tempi antichissimi. Le parti utilizzate di questa pianta sono le foglie, la radice, i fiori e i frutti. Il prezzemolo nel medioevo aveva una grandissima valenza officinale pur essendo fortemente tossico: bisognava assumerlo con attenzione in quanto avrebbe potuto addirittura causare la morte di chi lo utilizzava. L’agronomo duecentesco Pier de Crescenzi, oltre a ricordare le proprietà diuretiche della pianta, poneva l’attenzione sulla capacità del prezzemolo di poter provocare il mestruo, come anche, in dosi eccessive, la fuoriuscita della placenta e del

  • Curarsi nel medioevo: Pepe

  • Pepe Piper nigrum E’ una pianta rampicante, perenne e sempreverde originaria delle regioni tropicali asiatiche. Del pepe si usano le bacche, che si colgono quando sono un bel colore rosso, segno di maturazione. Vengono infine essiccate al sole, dove prendono il caratteristico aspetto nero rugoso e il pungente e aromatico profumo speziato. In antico il pepe era una delle spezie più pregiate e più costose, tant’è che veniva utilizzato come merce di scambio, come il sale o come l’ambra. Un detto romano, per indicare un prodotto molto costoso, diceva che era “caro come il pepe”. Possedere del pepe, inoltre, era

  • Curarsi nel medioevo: Papavero

  • Papavero Papaver rhoeas È una pianta erbacea perenne che può raggiungere i 70 cm di altezza. Cresce in genere nei campi come infestante ed è molto comune nei campi di orzo e di frumento, come anche lungo i bordi delle strade, tra le macerie, nei fossati, nei campi incolti. Di questa pianta di utilizzano le foglie, i semi e i petali, di un colore rosso smagliante. Mentre petali e semi vengono utilizzati una volta essiccati (i primi al sole, i secondi all’ombra, accuratamente disposti su piccoli strati) le foglie vengono utilizzate ancora fresche). In antichità il papavero era apprezzato molto

  • Curarsi nel medioevo: Noce moscata

  • Noce moscata Myristica fragrans È un albero sempreverde che ha origine in Indonesia, di cui si utilizzano il seme decorticato, la “noce”, e la parte che lo ricopre, il macis. Nel mondo medievale la noce moscata era una delle spezie più costose in assoluto: pare che il prezzo di una libbra ( che equivale a circa 340 gr) equivaleva a quello pagato per mezzo bue o tre montoni. Ildegarda annovera questa spezia tra gli ingredienti per alcuni piatti a base di farro, utilissimi nella pratica del digiuno. Secondo la monaca, questa pratica era fondamentale per preparare il corpo e l’anima

  • Curarsi nel medioevo: Mandorlo

  • Mandorlo Prunus amygdalus È un albero molto longevo, che sa adattarsi facilmente a diversi tipi di climi e terreni, per cui conosce una diffusione molto ampia dal punto di vista geografico. Del mandorlo di utilizzano i semi, raccogliendoli in estate quando, maturi, cadono dall’albero. Le mandorle possono essere di due varietà, quelle dolci e quelle amare. Solo le prime però sono commestibili, mentre le seconde, oltre ad avere un gusto sgradevole, vengono utilizzate sotto strettissima sorveglianza medica in forma di essenza, largamente diluita, a causa della sua tossicità. Nel mondo medievale le mandorle venivano considerate, oltre ad una squisita prelibatezza,

  • Curarsi nel medioevo: Liquirizia

  • Liquirizia Glycyrrhiza glabra È’ la radice di una piante erbacea perenne “rustica”, ossia resistente al gelo, e deve il suo nome al caratteristico sapore dolce, difatti, liquirizia, significa proprio “radice dolce”. Queste vengono raccolte in autunno, tra settembre e novembre, da piante di almeno tre anni e lasciate essiccare, mentre gli steli vengono utilizzati per essere canditi o per fare marmellate. La vendita di questa benefica radice, sia al gusto che al corpo è testimoniata dalla lista dei rimedi che avremmo potuto trovate nella spezieria del Vescovado di Pistoia, risalente al XV secolo, dove “il regolizio” era classificato, insieme al

  • Curarsi nel medioevo: Giusquiamio

  • Giusquiamio Hyociamus niger È una pianta spontanea, che cresce prevalentemente tra le rovine. Questa pianta, ci racconta Plinio, era un tempo dedicata ad Apollo e, oltre a curare la tosse, veniva utilizzata anche per adornare i vincitori olimpici. In antichità era nota anche come “erba del diavolo”, mentre le sfumature viola che caratterizzavano i suoi fiori erano note come “occhi del diavolo”. Si tratta di una pianta fortemente velenosa, per la presenza di alcuni composti che possono provocare allucinazioni e sensazioni di vertigini, difatti, questa pianta era utilizzata dalle “streghe” nei sabba, provocando sensazioni di volare e di essere in