Luoghi in Italia - articoli in archivio

  • Albenga romana: Albintimilium

  • Albintimilium: l’Albenga romana Ventimiglia costituiva con Albenga uno dei più importanti insediamenti abitati da popolazioni liguri, ed era chiamata da queste Albium Intemellium, ossia “città degli Intemelii”. L’abitato ligure, che sorse nel IV sec. a.C., occupava il pendio del Colle Sgarba situato alla destra del torrente Nervia. L’area passò sotto il controllo romano nel 180 a.C., sempre a quest’epoca sembra risalire il primo nucleo della città romana, probabilmente costituito da un accampamento che sorse a lato dell’abitato indigeno. La romanizzazione della città fu favorita dalla posizione di Albintimilium, che costituiva un nodo stradale della via Aurelia. Nell’89 a.C. gli Intemelii ottennero

  • Brescia romana: Brixia

  • Brixia: la Brescia romana Livio ci riferisce che l’insediamento indigeno costituiva il centro principale dei Cenomàni, popolazione di stirpe gallica stanziata nel territorio bresciano e veronese dal IV sec. a.C. Essi accolsero l’alleanza offerta dai Romani nel 225 a.C., ottenendo così di estendere il loro territorio fino all’Adda a danno degli Insubri. Tuttavia, successivamente alla decisione dei Romani di dedurre le colonie di Placentia e Cremona nel 218 a.C., si unirono agli Insubri nella lotta contro Roma, e vennero sconfitti nel 197 a.C. Nel 194 a.C. conclusero, quindi, un trattato di pace divenendo socii foederati con la clausola che gli

  • Cesena romana

  • Cesena in epoca romana L’occupazione del territorio di Cesena è attestata dal Neolitico tardo. Al momento dell’arrivo dei Romani l’area era abitata da diverse popolazioni: nella pianura vi erano insediamenti dei Boi e dei Senoni, mentre nel tratto appeninico della valle del Savio vi era la tribù umbra dei Sapinates. La prima occupazione romana, durante la quale fu eseguita la centuriazione del territorio, fu, probabilmente, successiva alla deduzione della colonia di Ariminum, avvenuta nel 268 a.C., e alla conquista di Sarsina avvenuta due anni dopo. I Romani si stabilirono sul colle Garampo, scelto per la sua funzione strategica a controllo

  • Sarsina: storia e topografia

  • Storia e topografia di Sarsina (Fo) Due anni dopo la fondazione di Rimini, nel 266 a. C., i Romani, dopo due impegnative campagne militari, assoggettarono gli abitanti di Sarsina e della valle del Savio, conosciuti con il nome di Sapinates. La città passò e rimase nella condizione di città federata mantenendo così una certa autonomia e poiché città federata non ricevette coloni. I Sapinates appartenevano al mondo culturale umbro, tanto che in età augustea il loro territorio, insieme con il vicino centro di Mevaniola, nella valle del Bidente, fu assegnato alla regione VI istituita da Augusto per comprendervi principalmente l’Umbria

  • San Paolo Belsito. Abitato preistorico e villa romana

  • Abitato preistorico e villa romana a San Paolo Belsito (Na) San Paolo Belsito si trova lungo l’asse stradale Nola-Lauro-Palma Campania che sembrerebbe ricalcare quello ancora più antico della Via Popilia. San Paolo fu abitata già nell’Età del Bronzo come testimoniato da molti reperti. Resti di una cinta fortificata e di materiali ceramici raccontano, infatti, di un vero e proprio villaggio di capanne, le cui tracce si persero completamente quando in età romana fu costruita una villa rustica. Nel 1995 un altro importante ritrovamento permise di fare ancora più chiarezza sulle vicende di questo sito. Due scheletri di un uomo e

  • Aquileia: rilievo del sulcus primigenius

  • Il rilievo del sulcus primigenius ad Aquileia Ad Aquileia, in un’asparagiaia di proprietà della famiglia Biasoli, durante il consueto lavorare la terra, fu ritrovata una lastra marmorea in due frammenti e con evidenti tracce di bruciatura, reimpiegata in una struttura d’età tardo antica. Si trattava di un unicum nel suo genere che rappresentava solo una parte di un corteo con alla testa una figura maschile cui seguivano due animali trascinanti un aratro. I due animali presentano un frontale che ne evidenzia una sacralità non però necessariamente connessa a riti sacrificali. Alle spalle di questo primo gruppo un altro uomo poggia

  • Atripalda. Specus Martyrum

  • Lo Specus Martyrum di Atripalda (Av) Intorno agli anni ’80 del secolo scorso, nel cuore di Atripalda, l’antica Abellinum, fu scoperta una necropoli romana con sepolture disposte su più livelli. Lo strato superiore della necropoli si scoprì ospitare sepolture di età paleocristiana testimoniando così non solo quello che già si sospettava da qualche tempo, la presenza della necropoli sotto il centro storico della città moderna, ma anche un utilizzo ininterrotto del cimitero. All’interno della necropoli furono individuati anche i resti di quella che doveva essere una grande basilica del IV sec. d. C., periodo di forti persecuzioni contro i cristiani.

  • Cerveteri: Tomba Regolini-Galassi

  • La Tomba Regolini-Galassi a Cerveteri Nella necropoli occidentale di Cerveteri, in località Sorbo, sorge la più sontuosa e celebre sepoltura orientalizzante etrusca. La tomba, risalente al 670 a.C. circa, è stata portata alla luce nel 1836 dall’arciprete Regolini e dal generale Galassi, che la scoprirono perfettamente intatta e completa del suo corredo di ori, argenti, bronzi, ceramiche e avori. Essa si colloca all’interno di un tumulo originario che a sua volta, nel corso del VI sec. a.C., venne racchiuso da un secondo tamburo di m 48 di diametro al fine di permettere l’escavazione di ulteriori bsepolture. Queste ultime, sottoposte irrimediabilmente

  • Tarquinia: Tomba della Caccia e Pesca

  • La Tomba della Caccia e della Pesca a Tarquinia La necropoli di Monterozzi, collocata su una collina ad est di Tarquinia, comprende circa 6000 sepolture databili fin dal VII secolo a.C. Del vasto complesso, dal quale proviene la più cospicua testimonianza di nuclei pittorici di arte etrusca, fa parte la Tomba della Caccia e della Pesca, rinvenuta nel 1873. La Tomba, databile al 530 a.C. circa, presenta due camere in asse tra loro con copertura a doppio spiovente, alle quali si accede tramite l’originale scalinata costituita da sei gradini. All’interno della sepoltura sono stati rinvenuti i resti di un corpo

  • Paestum: Tomba del Tuffatore

  • La Tomba del Tuffatore La Tomba del Tuffatore fu portata alla luce da Mario Napoli nell’estate del 1968 nella località di Tempa del Prete, a circa due chilometri a sud di Paestum. Fu il suo stesso scopritore a riconoscere il carattere fortuito del rinvenimento, e a comunicarne l’eccezionalità durante un convegno sulla Magna Grecia che accese le speranze del mondo scientifico verso una maggiore comprensione della pittura greca. Tuttavia essa rimane a tutt’oggi l’unico esempio di pittura greca di età classica e della Magna Grecia ma, al di là del suo inestimabile valore di testimonianza storica, non ha consentito di