Luoghi in Italia - articoli in archivio

  • Tarquinia: Tomba dei Tori

  • La Tomba dei Tori di Tarquinia La Tomba dei Tori contribuisce, insieme ad altre 6000 sepolture circa, alla composizione della necropoli di Monterozzi, collocata su una collina ad est di Tarquinia. La Tomba, databile al 540 a.C. circa, è stata scoperta nel 1892, e subito si è distinta per la singolarità della sua planimetria. Attraverso un corridoio a gradini si giunge infatti alla camera principale, dalla forma quasi quadrata, nella cui parete di fondo si aprono gli accessi alle due celle rettangolari minori. Le pitture Un accurato e sobrio apparato pittorico decora le pareti delle camere secondarie tramite fregi a

  • Cividale del Friuli: storia in epoca longobarda

  • Cividale e la fase longobarda Cividale del Friuli attualmente è un piccolo comune della provincia di Udine sorto ai piedi dei colli del Friuli orientale e sulle sponde del fiume Natisone. Nonostante la fondazione romana col nome di Forum Iulii, che dette poi il nome all’intera regione, tuttavia fu durante il regno longobardo che questo centro incrementò la propria fortuna politica ma anche artistica e architettonica. Invasioni di Attila e Teoderico in Friuli In età imperiale, tra il regno di Diocleziano e quello di Costantino I, vennero costruiti una serie di fortificazioni, chiamate Claustra Alpium Iuliarum, per proteggere il confine

  • Cividale del Friuli: arte e architettura longobarda

  • Arte e architettura longobarda a Cividale I secoli in cui i Longobardi tennero la sede del loro ducato friulano a Cividale, fu un periodo davvero florido per le arti, dalla scultura all’architettura. Sappiamo da un diploma carolingio del 792 che il duca Rodoaldo eresse, verso la fine del VII secolo, la chiesa di San Giovanni in Xenodochio, ancora visibile sull’omonima piazza, anche se estremamente rimaneggiata alla metà del secolo XIX. Il duca costruì l’edificio ecclesiastico accanto a uno xenodochio, ovvero un ospizio per pellegrini, ora non più esistente. La cinta muraria, più volte citata precedentemente, doveva essere quella già presente

  • Santa Maria Capua Vetere: Mitreo

  • Mitreo. ‘Mitra che uccide il toro’, particolare del dipinto sulla parete di fondo Il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere Il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere è quello meglio conservato tra gli edifici dedicati al culto del dio persiano Mitra, che si diffuse tra il I e il II secolo d.C. Si trova nei pressi dell’Anfiteatro Campano. L’edificio fu scoperto nel 1922, ed è costituito da una sala rettangolare sotterranea che misura 23 x 3 m circa e presenta una pavimentazione in cocciopesto misto a frammenti di marmo. Sui lati lunghi ci sono i banchi per gli iniziati al

  • Santa Maria Capua Vetere: storia

  • Storia di Santa Maria Capua Vetere Santa Maria Capua Vetere è situata nella fertile pianura campana, un tempo denominata “Terra di Lavoro”, riparata dal monte Tifata nei pressi del fiume Volturno. L’aspetto odierno di questa cittadina si caratterizza per la presenza di ampie strade all’interno di una planimetria estremamente regolare, costituendo un abitato che, nel corso degli anni, si esteso verso nord, ossia in direzione di Sant’Angelo in Formis, e poi verso sud, quindi raggiungendo il confine con Aversa, in particolare la zona dei Lagni. Attualmente, la città è sede di un tribunale e di due delle facoltà universitarie di

  • Urbanistica di Bononia: Bologna romana

  • La città etrusca di Felsina, che sorgeva sulle propaggini collinari, fu invasa nel IV sec. a.C. dai Galli Boi. Mutò così il proprio nome in Bononia, che fu mantenuto anche dalla città romana che sorse, però, in pianura. L’avanzamento dei romani nel III sec. a.C. fu interrotto dalla guerra annibalica. Una volta che questa giunse a termine, i Romani procedettero alla fondazione di una serie di città allo sbocco delle valli appenniniche. In particolare, la colonia di Bononia fu fondata nel 189 a.C., due anni dopo, nel 187 a.C., fu costruita la via Aemilia. La città venne rifondata una seconda

  • Urbanistica di Aquileia romana

  • La città romana sorse nei pressi dell’area in cui, nel 186 a.C., si erano stanziati i Galli Transalpini, che, successivamente all’intervento di Roma, si ritirarono nuovamente al di là delle Alpi. Queste notizie ci sono fornite da Livio il quale riporta anche che la colonia di diritto latino di Aquileia fu fondata nel 181 a.C. (1). Il luogo della fondazione fu scelto principalmente per due motivi: quelli di ordine strategico, in funzione del controllo dei valichi alpini orientali; e quelli economici, infatti la città sorse presso il fiume navigabile Natisone allo sbocco della via dell’ambra. La deduzione fu affidata a

  • Urbanistica di Bergomum: Bergamo romana

  • Recenti ritrovamenti dimostrano che la città di Bergamo era già frequentata dal V sec. a.C., mentre la conquista romana cominciò nel III secolo e si rafforzò in quello successivo. Durante la guerra sociale, nell’89 a.C., grazie alla lex Pompeia la popolazione ottenne la cittadinanza latina come tutti i Celti abitanti fra il Po e le Alpi. In questo periodo la città ricevette un primo assetto territoriale. La cittadinanza romana fu concessa da Cesare nel 49 a.C. Nel 42 a.C. con la lex Rubria la città di Bergomum abbandonò la stato di provincia e, assumendo lo statuto di municipium, fu ascritta

  • Livorno e l’acqua

  • Livorno. Storia dell’approvvigionamento idrico della città Viste le condizioni ambientali del territorio livornese, a sud del Sinus Pisanus (1), ove si aveva la presenza di numerosi corsi d’acqua, ci fu un susseguirsi di numerosi insediamenti sin dal III – II sec. a.C. concentrati nella zona portuale del Sinus (3) e di Pian di Porto (3), più a sud. Si pensa risalga al I sec. a.C. il considerevole aumento di popolazione avvenuto in queste aree, a questo periodo quindi risale anche l’aumento della richiesta d’acqua potabile(4). Nella pianura infatti, l’acqua disponibile non dava garanzie di potabilità e le acque sotterranee non

  • Nocera Superiore. Cinta muraria

  • La cinta muraria di Nocera Superiore (Sa) Il mito racconta che Nuceria Alfaterna fu fondata dalla popolazione dei Sarrasti, mentre la storia ci dice che i fondatori di questo importante centro furono gli Etruschi che, sul finire del VII sec. a. C., unirono tutti i villaggi di capanne sparsi nell’agro nocerino-sarnese per contrastare l’espansione greca, formando una dodecapoli con a capo proprio Nuceria. La città fu così un importante centro dell’entroterra campano per molti secoli anche grazie al controllo sulle più importanti vie di comunicazione che portavano alle città di Stabia, Pompei, Capua e Reggio Calabria. Nel V sec. a.