Luoghi in Italia - articoli in archivio

  • Altavilla Irpina. Museo Civico della Gente Senza Storia

  • Altavilla Irpina (Av), il Museo Civico della Gente Senza Storia Altavilla Irpina è stata abitata fin dalla preistoria come testimoniano i reperti recuperati in località Tufara. Probabilmente la sua posizione geografica, tra l’antica Beneventum e Abellinum, ha favorito il suo sviluppo, particolarmente in età romana, facendo di Altavilla il centro più importante della valle del Sabato. Si ritiene perciò, in virtù della sua importanza, che la città sia stata menzionata da Virgilio nell’Eneide con il nome di Poetilia. Il nome moderno della città deriverebbe, invece, dal centro medievale di Altacauda. Con questo nome è menzionato un feudo nelle cronache di

  • Mirabella Eclano. Aeclanum

  • Mirabella Eclano (Av). Storia e archeologia. I primi ad abitare il pianoro rettangolare di Aeclanum, fu una popolazione di stirpe osca nel V sec. a. C. A questa si aggiunsero gli Irpini che, in cerca di terreni fertili da coltivare, durante una primavera sacra si mossero dal Molise sotto la guida di un lupo sacro. Al periodo osco si riferiscono epigrafi, dove si citano Mamers (Marte), una costruzione voluta da Magio Falcio e il dio Fauno. Inoltre dello stesso periodo sono un’ara di tufo dedicata alla dea Mefite pertinente a tempio che doveva trovarsi sulla Via Appia. Aeclanum divenne quindi

  • Roma. Heliogabalium

  • I resti dell’Heliogabalium e la chiesa di San Sebastiano al Palatino Il Tempio del Sole di Eliogabalo a Roma La chiesa di San Sebastiano al Palatino è stata costruita sulle fondamenta del pronao di un tempio, di cui oggi rimane solo il basamento. Sono i resti del santuario che l’imperatore Marco Aurelio Antonino (Eliogabalo), fece erigere nel lato nord orientale del Palatino, dedicandolo alla divinità solare di origine siriana El-Gabal. L’imperatore Eliogabalo (218 – 222 d.C.) Sestio Vario Avito Bassiano nacque nella città siriana di Emesa da una nipote di Giulia Domna e divenne giovanissimo gran sacerdote del culto del

  • Spello. Topografia romana e principali strutture superstiti

  • Topografia antica di Spello L’abitato romano di Spello occupò sia l’altura alle falde del Monte Subasio, dove sorse il nucleo più antico, che rimase il centro amministrativo-religioso, sia la pianura sottostante, come denunciano i resti di murature e di mosaici rinvenuti in campagna. La città aveva una forma triangolare, con le pendici est ed ovest molto scoscese e ai piedi del sito correva la via Flaminia in direzione di Perusia (Perugia), ma un collegamento diretto esisteva anche con il centro di Mevania (Bevagna). L’estensione e la topografia dell’abitato sulla collina sono chiaramente indicati dalle mura, ancora esistenti per lunghi tratti,

  • Spello

  • Spello romana L’antica città di Spello (Hispellum, Colonia Iulia Hispellum, Flavia Constans) L’antica Hispellum era un centro della VI Regione Augustea (Umbria e Tuscia), posta sul sito dell’odierna Spello (in provincia di Perugia). Ricordata in diverse fonti antiche venne annoverata da Silio Italico (VIII, 459, e VI, 187) tra le città umbre che mandarono aiuti a Roma durante la seconda guerra punica ed in seguito anche da Plinio il Vecchio (Nat. Hist. III, 113), da Strabone (V, 2, 10) e da Tolomeo (III, I, 47). Dal gromatico Igino Spello è indicata come un perfetto esempio di quelle colonie che formarono

  • Spello. Mura romane

  • Le mura di Spello Le mura di Spello sono formate da struttura cementizia molto spessa e compatta, rivestita da una parte e dall’altra da un paramento regolarissimo di blocchetti rettangolari (opus vittatum) di pietra calcarea locale di colore rosa, mentre le porte sono costruite in opera quadrata con grossi blocchi di calcare grigiastro. Databili tra il 30 e il 20 a.C. e considerate opera di evergetismo dello stesso imperatore Augusto, in epoca tardoantica vennero restaurati alcuni tratti lungo il lato occidentale del percorso. Nella parte meridionale della città le mura sono assai ben conservate e su questo tratto si aprono

  • Spello. Anfiteatro romano

  • L’anfiteatro di Spello Numerose delle antiche città umbre conservano resti dei loro anfiteatri, come Ocriculum Interamna Nahars Spoletum Carsulae Tuder Mevania Asisium nella maggior parte dei casi fuori le mura e datati nell’ambito del I secolo d.C. . L’anfiteatro di Spello non faceva eccezione e sorgeva nella pianura, a fianco della strada presso Assisi, fuori dalla cinta urbana. Inserito in un grande contesto di rilievo monumentale, che comprendeva anche il vicino teatro, un complesso sacro, corrispondente all’area occupata dall’attuale Villa Fidelia ed un complesso termale; di tutti questi monumenti oggi non resta molto. In alcuni scavi fatti negli anni ’50

  • Spello. Santuario di Villa Fidelia

  • Il santuario di Villa Fidelia a Spello L’area pubblica a settentrione della città di Spello, compresa tra l’attuale Villa Fidelia-Costanzi, il sottostante teatro e l’anfiteatro, ha acquistato alla luce di nuove ricerche una risonanza notevole. Sull’estrema propaggine del Monte Subasio una villa di tipo rinascimentale sorge su un antico santuario, utilizzandone le strutture architettoniche impostate in modo scenografico sul pendio collinare. Del complesso sacro di epoca augustea, probabilmente sorto su delle preesistenze pertinenti ad un santuario italico, restano oggi due terrazzamenti a gradoni in opera cementizia rivestita vittata. Nel corso dei lavori per la costruzione della villa, intorno al 1600,

  • Spina etrusca

  • Cartina dell’area costiera di Spina nel V secolo a.C. Spina città etrusca L’antico emporio etrusco di Spina è stato grande protagonista di rinvenimenti di eccezionale valore storico. Il centro si trovava a 16 km dall’antica linea di costa in epoca etrusca ed era già noto presso gli autori classici come Strabone (Geogr., V, 1, 7) e Plinio il Vecchio (Nat. Hist., III, 16), anche se non più popolato. Dionigi d’Alicarnasso (Storie, I, 18) riferisce della sua fondazione a opera di genti pelasgiche ma la documentazione archeologica non risale oltre il VI secolo a.C. L’area delle Valli di Comacchio era attraversata

  • Manerbio. Necropoli romana

  • tomba 9, con resti di frantumazione rituale Manerbio (Bs): una necropoli romana di I-III secolo d.C. Situato in proprietà Trebeschi, il ritrovamento spettacolare della necropoli si deve a lavori stradali di collegamento con l’autostrada A21. L’attività di scavo iniziò nella primavera del 2002 e l’areale indagato (450 mq) consentì di studiare le 46 tombe riaffiorate dopo secoli di indisturbata quiete. L’area cimiteriale si estende senza sovrapposizioni e riutilizzi particolarmente accentuati. Il periodo di uso della necropoli va dagli inizi del I agli inizi del III secolo d.C. e offre raggruppamenti di sepolture secondo criteri cronologico-tipologici: dapprima si notano chiaramente, nella