Luoghi in Italia - articoli in archivio

  • Pavia, chiesa di Sant’Eusebio: capitelli longobardi nella cripta

  • I capitelli longobardi nella cripta di Sant’Eusebio a Pavia La cripta della Chiesa di Sant’Eusebio a Pavia è l’esempio straordinario dei nuovi impulsi dati alla cultura artistica locale da parte dei Longobardi. Con i suoi capitelli, la cripta rappresenta l’emblematico esempio della fine dell’arte antica. La Chiesa di Sant’Eusebio nacque come cattedrale ariana per volontà del re longobardo Rotari nel corso del VII secolo, e in seguito intitolata a Sant’Eusebio dopo la conversione al cattolicesimo e la nomina, a Pavia, di Anastasio. Nel corso del 1920 l’antica chiesa, già sconsacrata, fu abbattuta per consentire la costruzione del palazzo delle poste.

  • Modena, Duomo: decorazione della facciata

  • La facciata scolpita del Duomo di Modena Nel corso del Medioevo l’interesse che investe la decorazione delle facciate è un fenomeno piuttosto tardo. La decorazione degli interni rivestiva maggiore importanza in relazione alla concezione della Chiesa come spazio chiuso e riservato ai soli fedeli, lontano dai pericoli e dalle tentazioni dell’ambiente esterno. Esempio emblematico di facciata scolpita è il Duomo di Modena, edificio ascrivibile allo stile romanico, la cui costruzione prese avvio nel 1099 grazie ai lavori dell’architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo. La facciata diverrà luogo di comunicazione del potere ecclesiastico nei confronti delle nuove realtà sociali il cui

  • Minori: villa romana

  • Nell’antichità, geograficamente, la costiera amalfitana si presentava diversamente rispetto a oggi. La costa era decisamente rientrata e, così come nella zona vesuviana, dalla spiaggia era possibile raggiungere direttamente l’ingresso delle villa. Anche questa zona del salernitano, grazie alle sue caratteristiche climatiche, orografiche e paesaggistiche fu considerata il luogo ideale per l’edificazione delle tipiche ville d’ozio. La villa romana di Minori rappresenta una di queste. La villa romana di Minori La villa si data al I sec. d.C., con precisione, grazie alle attestazioni archeologiche, tra il 30 e il 60 d.C., è ignaro il nome del proprietario che di certo fu

  • Roma: colonna Traiana

  • La colonna Traiana La Colonna Traiana, la più originale espressione del rilievo storico romano, è l’unico monumento del Foro dedicato all’imperatore a essere giunto praticamente intatto fino a noi. Fu inaugurata il 12 maggio del 113 d.C. per celebrare la vittoria di Traiano e Roma nelle due guerre daciche del 101-102 e del 105-106, quasi una trascrizione figurata in marmo dei Commentarii de bello dacico, narrazione in prosa delle due guerre, redatti da Traiano stesso verosimilmente su modello di quelli di Cesare, di cui purtroppo quasi nulla ci è pervenuto tranne un unico frammento riportato da Prisciano, un erudito del

  • Roma: foro di Traiano

  • Il Foro di Traiano è l’ultimo cronologicamente e il più vasto e grandioso fra i Fori Imperiali edificati a Roma. Fu costruito tra il 107 e il 112, anno dell’inaugurazione, e la realizzazione è generalmente attribuita all’architetto e ingegnere militare di Traiano Apollodoro di Damasco il quale, per recuperare terreno nella zona ormai completamente occupata da edifici, eseguì il taglio della sella montuosa che univa Campidoglio e Quirinale, aprendo un varco verso il Campo Marzio (1). L’impresa, probabilmente iniziata già sotto Domiziano parallelamente alla sistemazione del Foro di Nerva, fu proseguita da Traiano e realizzata ex manubiis, ovvero finanziata con il

  • Calvi Risorta: Cales

  • Cales, cenni storici Calvi Risorta, centro antico della Campania settentrionale, in provincia di Caserta, è situato ai piedi del monte Maggiore lungo la direttrice dell’Autostrada del Sole. L’antica Cales, importante centro degli Aurunci, poi città romana, sorgeva su un altopiano fra agro Falerno, che si estende a sud della via Appia (1), e agro Stellatino; i suoi resti si rinvengono in corrispondenza del km 187 della via Casilina, in località Calvi Vecchia. Le conoscenze sul sito preromano derivano dai materiali rinvenuti, soprattutto ceramici, i quali attestano che durante l’età del Ferro ci fu un aumento della popolazione con conseguente nascita

  • Tivoli, Villa Adriana: visita ai monumenti

  • I monumenti di Villa Adriana Pecile È un vasto quadriportico (235 x110 m) si trova a ovest del Teatro marittimo e della Sala dei Filosofi. Probabilmente è un ippodromo destinato alle corse dei carri. È disposto da ovest a est e la sua parte occidentale è supportata da terrapieni per compensare la pendenza naturale; all’interno delle mura di sostegno si trovano più camere destinate ai locali di servizio. I lati brevi sono curvilinei e al centro c’è un giardino con piscina. L’orientamento permetteva di sfruttare il portico sia come passeggiata estiva (lato nord) sia come passeggiata invernale (lato sud). Il

  • Tivoli, Villa Adriana

  • Villa Adriana Villa Adriana si presenta come una serie di padiglioni disposti nella natura secondo un ordine apparentemente casuale (in relatà accuratamente studiato, adattando i vari assi ai dislivelli del terreno e ai punti di vista). I lavori, che si svolsero in due fasi (118-125 / 125-133), si limitarono inizialmente alla ristrutturazione della vecchia villa rebubblicana, con l’aggiunta di Terme, di un Ginnasio (il portico nord del Pecile con la biblioteca, la cosiddetta Sala dei Sette Sapienti), della sala per i banchetti ufficiali (edificio a tre esedre) e delle terme per il personale (Grandi Terme). Tutto il resto appartiene alla

  • Tivoli, Villa Adriana: storia

  • Storia di Villa Adriana Realizzata dall’architetto Apollodoro di Damasco per l’imperatore Adriano a partire dal 117 a.C come residenza imperiale lontana da Roma, Villa Adriana è la più importante e complessa villa a noi rimasta dell’antichità romana. Occupa, con un’estensione di 120 ettari (quasi quanto Pompei), un’ ampia valle alle pendici dei Monti Tiburtini,a sud-ovest di Tivoli. Villa Adriana conobbe un periodo glorioso fino alla tarda antichità ma, dopo esser stata saccheggiata dal re degli Ostrogoti (Totila), divenne “Tivoli Vecchio” ossia fu ridotta a cava di mattoni e di marmo per Tivoli, importante sede vescovile. Alla fine del Quattrocento, lo

  • Tarquinia: tomba dei Demoni Azzurri

  • Rinvenuta nel 1985, sotto la strada che oggi porta all’ingresso della necropoli di Monterozzi, la tomba dei Demoni Azzurri risale alla seconda metà del V secolo a.C. (430-400 a.C. circa). L’eccezionalità di questo monumento funerario sta nelle scelte iconografiche del pittore che realizzò gli affreschi parietali: fanno infatti la loro comparsa, per la prima volta, figure demoniache dell’aldilà. I demoni azzurri di Tarquinia Sulla parete di fondo è dipinto un banchetto, ipoteticamente ambientato nell’oltretomba, con tre coppie maschili e una coniugata, su 4 klinai. La scena è il centro verso cui convergono i fregi figurati delle pareti laterali che mostrano