Mitologia - articoli in archivio

  • Bona Dea

  • Bona Dea Bona Dea ( letteralmente ‘la dea buona’ ) era una divinità romana considerata il corrispettivo di Fauno, sua sposa, sorella o figlia, chiamata a sua volta Fauna, Fatua o Oma, ed identificata anche colla divinità picena Cupra o Cypra. Era ritenuta protettrice della fecondità e della prosperità, in particolare nella vita privata; divinità profetica, il cui nome non doveva essere reso noto a nessuno all’infuori delle iniziate, rivelava le sue predizioni soltanto alle donne, così come Fauno rendeva partecipi dei propri oracoli unicamente gli uomini. Bona Dea e Damia Dietro la denominazione di Bona Dea potrebbero esserci Fauna,

  • Licantropi nel mondo greco e latino

  • Il licantropo è senza dubbio una delle creature mostruose più note e popolari, che da sempre ammalia, strega e suscita terrore in noi, e che, ancora oggi, gode di vasto successo a livello cinematografico e televisivo, basti pensare alle recenti saghe di Harry Potter, Twilight o Teen Wolf. Fino alle soglie dell’età moderna il lupo era ritenuto un animale molto pericoloso, e dunque non stupisce che nelle favole ( come il lupo di Cappuccetto Rosso ) esso sia per gli uomini la minaccia più grande, o che si ritenga essere in grado di trasformarsi in esseri umani sanguinari ( lupo

  • Ebe

  • Ebe, dea della giovinezza ( lo stesso nome ??? significa “ giovinezza ”) appartenente al pantheon greco,nata da Zeus ed Era e sorella di Ares ed Ilizia. Ebe era la coppiera degli dei prima che il ruolo passasse a Ganimede – non a caso uno dei suoi epiteti era Ganimeda, vale a dire “ colei che allieta ” – ( Iliade IV, 1 ssg. ): ‘Seduti intorno a Zeus, gli dei stavano a convegno / sul pavimento d’oro, e fra loro Ebe veneranda / mesceva come vino il nettare; quelli con le coppe d’oro / brindavano gli uni agli altri,

  • Ilizia

  • Ilizia Nella mitologia greca Ilizia, nata da Zeus ed Era, era la dea che presiedeva ai parti, protettrice delle donne partorienti. Nell’Iliade si parla delle Ilizie ( al plurale ), dee del travaglio che precede e provoca il parto, chiamate figlie di Era, la grande dea del matrimonio; l’Odissea ed i poeti successivi menzionano invece un’unica divinità avente questo nome. Ilizia era anche un epiteto di Artemide ed Era, e nel mondo romano era identificata con Giunone – Lucina. Ilizia ed Eracle Zeus, in prossimità della nascita di Ercole – il frutto della sua relazione con la mortale Alcmena –

  • Mefite

  • Mefite Mefite è una dea italica legata alle esalazioni dei vapori solforosi che emanavano dalla terra e che era suo compito allontanare. Si tratta probabilmente di una divinità dapprima protettrice delle sorgenti, delle acque termali e sulfuree, collegate ai benefici da loro derivanti, alla salute e alla guarigione; una ninfa delle sorgenti adorata presso le popolazioni osco-sannitico-sabelliche, ed a seguito della romanizzazione della penisola italica relegata al culto delle acque stagnanti e sulfuree, mentre ad altre divinità romane fu attribuito il culto delle acque sorgive. Era venerata soprattutto nelle zone vulcaniche soggette al fenomeno delle esalazioni solforose; sorgevano suoi templi

  • Tritone

  • ROMA – Piazza Barberini. Fontana del Tritone. Tritone Figlio di Poseidone ed Anfitrite, o Poseidone e Celeno, fratello di Rode ( la sposa del Sole eponima dell’isola di Rodi ) e Bentesicime, Tritone è una divinità marina che risiede, assieme al padre e alla madre, in un palazzo dorato situato in fondo al mare ( Teogonia 930 – 933 ): Da Anfitrite e dallo Scuotitor della terra che forte risuona / nacque Tritone possente e grande, che, del mare / il fondo tenendo, presso la cara madre e il padre signore / abita auree dimore, temibile dio. Attraversava i flutti

  • Sibilla

  • Sibilla Quella della Sibilla è una figura tragica, nata sotto il segno di una condanna. Con tale nome, di etimologia incerta, erano indicate le sacerdotesse dedite al culto di Apollo, che possedevano la facoltà di profetare ed interpretare gli oracoli del dio. Il numero e il luogo in cui tali profetesse risiedevano varia a seconda dei diversi autori; secondo alcune fonti, esse erano complessivamente quattro; Platone ne menziona una sola. Varrone, nel I sec. a.C., ne censì dieci ( 1 ): Delfica Persiana Eritrea Ellespontica Frigia Cimmeria o Italica Libica Samia Tiburtina Cumana Al catalogo varroniano, ritenuto il più accreditato

  • Capricorno

  • Capricorno Nell’Antico Oriente il capricorno, in qualità di segno zodiacale, era chiamato <<pesce – capra>>, era pertanto un animale d’acqua fornito di una coda di pesce e di corna; soltanto in un secondo tempo prese il suo nome attuale ( gr.: aigokéros; lat.: capricornus ). Nello Zodiaco egiziano è accomunato all’Acquario e ai Pesci come segno dei tre mesi del Diluvio. Il capricorno è talora associato al dio della Luna, ad esempio col nome di Ta ‘lab presso i Sabei, popolazione che abita le regioni arabiche meridionali ( 1 ). L’imperatore Augusto, essendo questo il suo segno zodiacale, lo fece

  • Stige

  • Stige Nella mitologia greca e latina, Stige ( dal greco styx, stygos ‘ribrezzo’, ‘aborrimento’, ‘odio’ ) è la dea dell’omonimo fiume dell’oltretomba sulle cui acque giurano gli dei. Cinque sono i fiumi infernali: oltre Stige Cocito ( in cui sono immersi i peccatori comuni, nell’Inferno dantesco bacino gelato che costituisce il cerchio dei traditori ) Acheronte ( tramutato in fiume e gettato nell’oltretomba, sovente designato col suo stesso nome, da Giove, per aver dissetato i Titani ) Flegetonte Letè ( il fiume della dimenticanza, sito nell’Averno, posto da Dante nel Paradiso Terrestre, cioè sulla cima del Purgatorio, ha la facoltà

  • Iride

  • Iride Figlia di Taumante ( 1 ) ed Elettra ( 2 ) o Zeus ed Era, e sorella delle Arpie, secondo una leggenda Iride ( o Iris ) avrebbe rubato una volta gli oli e le essenze di bellezza di Era per donarli ad Europa, di cui Zeus si era invaghito, e per fuggire l’ira della dea si sarebbe rifugiata negli Inferi. Al pari di Ermes esegue il compito di messaggera degli dei, in particolare di Zeus ed Era, e di tramite tra questi ed i mortali, soprattutto nell’Iliade, mentre nell’Odissea questo ruolo è esclusivo di Ermes. In origine Iride