Mitologia - articoli in archivio

  • Eosforo

  • Eosforo ( o Fosforo, ‘stella dell’aurora’ ) è una divinità della mitologia greca, il dio della ‘stella del mattino’, corrispondente alla divinità latina Lucifero ( ‘portatore di luce’ ), cioè il pianeta Venere. Genealogia di Eosforo La tradizione mitografica lo vuole figlio di Eos – l’Aurora – ed Astreo ( o di Aurora e Cefalo ), dai quali nacquero i venti e gli astri (1), e padre di Ceice, sposo di Alcione. Eosforo ( o, appunto, Lucifero ) ed Espero ( o Vespero ) sono le divinità legate al pianeta Venere, dapprincipio considerate stelle distinte, la prima del mattino, la

  • Bellona

  • Bellona Bellona, dea della guerra ( il cui nome deriva da bellum, appunto ‘guerra’ ) appartenente al pantheon romano, indicata dapprincipio col nome di Duellona. Considerata sorella o compagna o figlia di Marte, anche se apparentemente può sembrare semplicemente il suo doppione. Divinità assimilata alla greca Enyo, l’equivalente femminile di Ares nell’Iliade ( V, 592 ), Bellona compare anche sullo scudo dell’eroe troiano Enea ( Eneide VIII, 700 – 703 ): Infuria in mezzo alla lotta / Marte cesellato in ferro e le sinistre Furie dall’etere; / avanza esultante la Discordia col mantello stracciato, / e la segue Bellona col

  • Inti

  • Inti Inti era l’antica divinità Inca del sole ed esso era a dorato anche come un dio protettore dell’impero. Era la seconda divinità più importante dopo Viracocha, il dio della civiltà. Secondo una versione del mito, egli sarebbe il figlio di Viracocha. Culto di Inti Il sole era forse l’aspetto più importante della vita per il popolo Inca, perché forniva calore, luce, dava sostentamento e permetteva la crescita delle colture. Inti quindi era conosciuto anche come il Datore della Vita. Era venerato soprattutto dagli agricoltori che si basavano sul sole per ricevere buoni e abbondanti raccolti. Anche se era la

  • Teutates

  • Teutates Toutatis o Teutates era un dio celtico venerato in Gallia e in Gran Bretagna. Sulla base dell’etimologia del suo nome, egli è stato ampiamente interpretato come un protettore tribale. Il nome “Toutatis” è attestato da una decina di iscrizioni antiche, mentre “Teutates” è conosciuto anche da un passaggio di Lucano. Epigrafi Teutates era venerato soprattutto in Gallia e nella Britannia romana. Iscrizioni dedicate a Giove Ottimo Massimo e a Marte Toutatis sono state recuperate nel Regno Unito, per esempio, a Cumberland Cave. Due dediche sono state trovate anche nella regione di Norico e a Roma. Un’altra iscrizione trovata in

  • Ragnarök: attestazioni

  • Attestazioni del Ragnarök nell’Edda Poetica L’Edda Poetica contiene vari riferimenti al Ragnarök: Völuspá Nel poema Völuspá dell’Edda Poetica, riferimenti al Ragnarök iniziano nella stanza 40 fino alla 58, dopo di che le conseguenze degli eventi sono descritte nel resto dell’opera. Nel poema, una volva, (maga esperta in divinazioni), parla ad Odino nella stanza 41, predicendogli l’avvento del Ragnarök. La volva comincia descrivendo il canto di tre galli, che sorgeranno per annunciare il Ragnarök: nella stanza 42 il gigante mandriano Eggther siederà su una collinetta e suonerà allegramente la sua arpa mentre il gallo rosso Fjalar canterà nella foresta Gálgviðr. Il

  • Ragnarök

  • Ragnarök Nella mitologia norrena, il Ragnarök comprende una serie di eventi futuri, tra cui una grande battaglia annunciata con lo scopo di provocare la morte di un certo numero di figure di primo piano (compresi gli dei Odino, Thor, Tyr, Freyr, Heimdallr e Loki), il verificarsi di vari disastri naturali, e la conseguente sommersione del mondo sott’acqua. In seguito, il mondo rinascerà nuovo e fertile, gli dei rinati e superstiti rinasceranno e si incontreranno, e il mondo sarà ripopolato da due esseri umani sopravvissuti. Il Ragnarök è un evento importante nel canone norvegese, ed è stato oggetto di dibattito scientifico

  • Culto di Iside in Campania

  • Il culto di Iside in Campania Il culto della divinità egizia Iside arrivò in Campania attraverso i grandi porti commerciali di Puteoli e Neapolis grazie alla numerosa presenza di mercanti alessandrini o proprio attraverso quelli campani che avevano potuto conoscere il culto isiaco nei porti della Magna Grecia o in quello di Delo. I contatti tra Campania ed Egitto sono comunque molto antichi, fin dal IX sec. a. C., se si pensa che anche il poeta Licofrone di Alessandria d’Egitto conoscesse la Via Herculanea di Baia tanto da descriverla in un suo scritto. Iside Iside, la grande dea dell’amore, la

  • Tifone

  • Mostro primordiale della mitologia greca, figlio di Gea ( Terra ) e Tartaro, o per partenogenesi della sola Era, descritto ora come bufera devastante, ora come drago o Gigante sputafuoco, identificato col dio egizio Seth ( o Set ). Zeus scaglia dardi contro Tifone. Idria ( part. ) del VI sec. a.C., da Vulci. Monaco, Staatliche Antikensammlungen. ‘E che pietà del nato della Terra / che abita la grotta di Cilicia, / quando lo vidi, il violento Tifone, / il mostro atroce dalle cento teste, / vinto, battuto. Si rivoltò agli dei, / sibilando terrore dalle immani/ fauci e dagli

  • Giacinto

  • Giacinto, bellissimo fanciullo amato dal Vento dell’Occidente ( Zefiro, secondo Pausania ), dal mitico cantore della Tracia Tamiri, ma soprattutto da Apollo, per mano del quale fu ucciso involontariamente e poi trasformato nel fiore che da lui prende nome. Apollo e Giacinto. Andrea Appiani ( 1798 – 1800 ca ) Genealogia di Giacinto Apollodoro tramanda due differenti genealogie: Giacinto sarebbe stato figlio della Musa della storia Clio ( ”colei che rende celebri” ) e del re macedone Pierio ( o Piero ) – la cui unione fu opera di Afrodite, che intendeva in tal modo vendicarsi della Musa che aveva

  • Phersu

  • Il phersu nella lotta nella Tomba degli Auguri Phersu Phersu è il nome di un personaggio che compare sugli affreschi parietali di cinque tombe etrusche, quattro a Tarquinia e una a Chiusi. Un personaggio analogo è presente anche su una scena di danza bellica: un uomo con clava e scudo si trova su un’anfora realizzata dal Pittore dei Satiri danzanti, oggi a Karlsruhe. Il phersu è associato a contesti legati al mondo agonistico, inserito in scene di combattimenti tra uomini o tra uomini e bestie, e al rito dell’ordalia e dello scontro cruento ma anche correlato alla danza e al