Mitologia - articoli in archivio

  • Horus

  • Horus era una delle più antiche e importanti divinità egizie. Sono state documentate differenti forme del dio Horus nella storia. Queste varie forme erano probabilmente differenti percezioni della stessa divinità in cui venivano enfatizzati certi attributi, non necessariamente in opposizione tra loro, ma complementari uno all’altro, in base a come gli antichi Egizi vedevano i molteplici aspetti della realtà. La forma più antica di Horus era il falco, patrono della città di Nekhen e primo dio nazionale conosciuto. Esso era legato al faraone, che era considerato la manifestazione di Horus in vita e di Osiride durante la morte. Nel racconto

  • Odino

  • Odino era una delle principali divinità nella mitologia norrena, era connesso alla guerra, alle battaglie e alla morte, e inoltre alla sapienza, alla magia, alla divinazione, alla vittoria, alla caccia e alla poesia. Si credeva che dimorasse ad Ásgarðr, dove aveva innalzato il proprio palazzo, Válaskjálf. Stava seduto sul trono Hliðskjálf, da cui osservava tutto ciò che accadeva nei Nove Mondi. La sua arma era una lancia, Gungnir, e in battaglia cavalcava un destriero con otto zampe, Sleipnir, nato dall’unione fra il dio Loki (in quel momento trasformato in giumenta) e il cavallo magico Svaðilfœri. Odino era figlio di Borr

  • Atena

  • Il nome Atena (dal greco A?????, ???) compare per la prima volta nel bacino del Mediterraneo sulle tavolette del Palazzo di Cnosso, sulle quali è fatto riferimento ad una Atena Potnia (dove per Potnia si intende, in lingua micenea, ‘signora, dama, regina’). Non è facile affermare se si trattasse della divinità greca oppure se la tavoletta in questione facesse riferimento ad una nobile abitante della città di Atene. Per Platone invece il nome della dea deriva da A-???-??? ‘mente di Zeus’, in riferimento al mito della nascita. Origine di Atena Il mito della nascita di Atena è unico nel suo

  • Orfeo

  • Nome: Orfeo (??????, Orpheus) La vita e il mito Figlio di Apollo o del re di Tracia, Eagro (1), e di Calliope (musa della poesia epica). Fu il poeta e musico più celebre dell’antichità tanto che si tramanda fosse in grado di ammansire belve feroci, alberi e rocce (2). Fece parte della compagnia degli Argonauti diretti verso la Colchide. Tornato in Tracia sposò la ninfa Euridice (3). Il loro amore però ebbe un triste epilogo poiché nei pressi di Tempe, nella valle del fiume Peneo, la fanciulla, inseguita da Aristeo che la desiderava, nella fuga urtò un serpente velenoso che

  • Lamia

  • La vita e il mito Figlia di Belo, antico sovrano d’Egitto e figlio di Poseidone, fu una regina di Libia. Piacque a Zeus a cui diede dei figli che furono uccisi da Hera, per gelosia, tranne Scilla. La dea le tolse anche il sonno e Zeus, impietosito, le donò la capacità di togliersi gli occhi e rimetterseli a piacimento (1). Il suo carattere si inasprì a tal punto da divenire un mostro che uccideva i fanciulli e, insieme a Empusa, succhiava il sangue delle vittime (2). Aspetti antropologici Lamia è assimiliabile a Neith, divinità egizio-libica della battaglia, donna dal volto

  • Empusa

  • Empusa (???????), figlia di Ecate, era un mostro che terrorizzava i viandanti. L’unico modo di metterla in fuga era quello di bersagliarla di insulti. Empusa viene descritta come una creatura polimorfa: cagna, vacca, bella fanciulla. Con quest’ultimo aspetto seduceva gli uomini di notte e li uccideva divorandoli o succhiando il loro sangue (1). Poteva avere anche le natiche d’asino, simboli della lussuria (2). Aspetti antropologici del mito di Empusa Il suo nome significa “colei che si introduce a forza” (3). Questo demone femminile ha simili caratteristiche seduttive delle dee orientali: la Lilith mesopotamica e l’Astarte fenicia, assimilate più tardi ad

  • Diomede

  • Diomede (Diomedes) è un eroe greco, figlio di Tideo, da cui deriva il patronimico della tradizione omerica “Tidide”. Orfano del padre dopo la spedizione contro Tebe, divenne sovrano di Argo. Vendicò la morte di Tideo marciando dieci anni dopo contro la roccaforte beota, insieme agli altri Epigoni (“discendenti”) e battendo il nemico.(1) Partì alla volta di Troia con 80 navi da guerra. Omero lo descrive come un guerriero invincibile, grazie alla protezione di Atena, e sprezzante del pericolo tanto da scendere in campo contro Ettore, Enea e gli dei stessi: ferì Afrodite accorsa per aiutare Enea e l’amante di lei,

  • Telepinu

  • Telepinu è il dio ittita della vegetazione, figlio del terribile dio della tempesta e di una antica dea di Hatti. Protagonista di un famoso mito, secondo alcuni è identificabile con il mesopotamico Tammuz. Probabilmente questo mito risente dell’influsso mesopotamico (mito di Inanna), e sembra avere in comune con altre tradizioni, mesopotamica, ugaritica e greca, la fondazione del ciclo stagionale. Mito del dio scomparso Il mito narra del dio Telepinu il quale, essendosi adirato per un motivo sconosciuto (la tavoletta che riporta il testo non è completa), decise di andarsene e di lasciare il proprio posto nell’ordine cosmico. Nella foga dell’ira

  • Quetzalcoalt

  • Quetzalcoalt era il nome azteco di una divinità diffusa tra le culture e le civiltà precolombiane del mesoamerica. Esso era presente tra gli  olmechi mixtechi maya aztechi toltechi Era una delle divinità più onorate dagli Aztechi; Quetzalcoalt significava “Serpente Piumato” e poteva assumere forme diverse nelle varie situazioni. Dai Maya era definito Kukulkàn e dai Quichè Gukumatz. Quetzalcoalt veniva anche associato ad un saggio sovrano dei Toltechi, chiamato Topiltzin Ce Acatl che sarebbe stato costretto all’esilio dal suo nemico e oppositore Tezcatlipoca. Quando gli Aztechi adottarono la cultura tolteca, Quetzalcoalt e Tezcatlipoca divennero due dei gemelli, opposti fra loro. Quetzalcoalt

  • Termine

  • Nome latino: Terminus Divinità romana preposta ai limiti ed alle pietre di confine, sia di proprietà sia di terreni pubblici, le quali venivano consacrate a Giove. Dal nome del dio deriva l’attuale vocabolo che indica gli estremi di un oggetto o di una scadenza. Diffusione del culto La tradizione indica come inizio del suo culto il regno di Numa Pompilio, durante il quale si inaugurarono i confini a Giove Terminale. In suo onore venivano celebrate le feste chiamate Terminalia, cadenti il 23 febbraio; durante tali riti i proprietari dei campi si riunivano attorno al cippo di confine comune incoronandolo ed