Mitologia - articoli in archivio

  • Pico

  • Nome latino: Picus Figlio di Saturno e padre di Fauno, Pico era un antico sovrano dell’Ausonia e una divinità centro-italica. Innamoratosi della dea Pomona, respinse la maga Circe dalla quale fu trasformato in picchio (picus), sacro a Marte, e divenne l’animale tutelare della popolazione italica dei Piceni. Diffusione del culto Presso i Latini era venerato come divinità profetica. Nume sacro per le comunità dell’Italia centrale, e in particolare quelle picene, entrò a far parte delle divinità inferiori dopo l’annessione romana dei territori piceni (III sec. a.C.) Iconologia Inizialmente rappresentato come un picchio su una colonna o fusto d’albero, venne poi

  • Vertumno

  • Nome latino: Vertumnus Vertumno, divinità latina che presiedeva alle trasformazioni (da verto = volgere, cambiare), al cambio delle stagioni ed ai traffici. Si innamorò della dea Pomona e, per avvicinarsi a lei, mutò il proprio aspetto più volte ma senza buoni risultati. Pensò di trasformarsi in anziana e Pomona volle avvicinarlo. Più tardi i due si sposarono. Diffusione del culto Adorato presso i popoli italici, Vertumno era un dio di origine etrusca o forse sabina. Le sue feste erano dette Vertumnalia, erano celebrate in concomitanza col cambio della stagione da estiva ad autunnale. Un sacerdote, il flamen Vertumnalis era preposto

  • Pomona

  • La figura di Pomona è legata alla vegetazione e ai frutti della Terra. Il nome deriverebbe dalla contrazione di Patrona pomorum (“Signora/protettrice dei frutti”). La tradizione latina tramanda dei suoi amori con divinità italiche di carattere agreste quali Pico, Silvano e delle sue nozze con Vertumno. Diffusione del culto Essendo una divinità ctonia e fruttifera, Pomona è variamente assimilabile a divinità come Demetra/Cerere piuttosto che a Persefone/Proserpina, pertanto è di difficile identificazione la diffusione del suo culto, soprattutto in mancanza di iscrizioni o di precise notizie di autori antichi. Incaricato al suo culto era un flamine minore, il flamen Pomonalis.

  • Marduk

  • Marduk è un dio mesopotamico, introdotto intorno al XVII secolo a.C. a Babilonia durante il regno del sovrano Hammurabi. Figlio di Enki (Ea in accadico) e di Damkina (Ninhursag in sumerico), il suo tempio sorgeva a Babilonia. La tradizione riporta il nome della sua sposa, Sarpanitum e di suo figlio Nabu, divinità della scrittura, della saggezza e protettore degli scribi. Nell’iconografia è solitamente rappresentato in coppia al mostruoso serpente Mushussu. Inizialmente Marduk era il nume tutelare e protettore della famiglia di Hammurabi; quando quest’ultimo salì al trono, venne innalzato il rango di Marduk a divinità nazionale. Il nome pare che derivi

  • Cefalo

  • Cefalo è noto soprattutto per essere uno dei giovinetti di cui Eos si invaghisce e che rapisce, attratta dalla sua straordinaria bellezza. Numerose sono le fonti che parlano di questo personaggio, fornendo informazioni in apparenza tra loro discordanti.  Piero di Cosimo, Cefalo e Procri, 1500 , Londra National Gallery Il racconto di Ferecide Ferecide, un mitografo della prima metà del V secolo a.C. parla in modo diffuso di questo personaggio (1), soffermandosi sia sulla genealogia di Cefalo, sia concentrandosi sulla figura di Procri e sul racconto che vede i due personaggi protagonisti. In questa versione della saga Cefalo è detto

  • Gilgamesh

  • Gilgamesh è un eroe della mitologia mesopotamica. Figlio di Lugalbanda, onorato come un dio, e di Ninsun, dea-sacerdotessa che vive nell’Egalmah (1). Per due terzi divino e per un terzo umano, regnava sulla potente città di Uruk. ? il quinto re che governa Uruk dopo il diluvio universale. Redazione dell’epopea di Gilgamesh Si tratta di un poema epico molto antico, ritrovato scritto su tavolette d’argilla da vari siti mesopotamici. Le prime stesure sumeriche dell’opera vengono fatte risalire ad oltre il 2000 a.C., perciò quest’opera si trova ad essere più antica dei poemi omerici (VIII sec. a.C.) e persino dei Veda

  • Eos (Aurora – Thesan)

  • Eos sul carro trainato da Lampo e Fetonte, cratere, Berlino Staatliche Antikensammlungen. Genealogia di Eos Figlia dei Titani Iperione e Tia, o di Iperione ed Eurifessa, o di Pallade e Stige, così come riferiscono molte fonti poetiche o mitografiche (1), è sorella di Helios, di Selene, di Aer e di Aether. Annuncia l’arrivo di Helios e lo accompagna nel suo quotidiano percorso sul cocchio trainato dai cavalli Lampo e Fetonte, finchè non arriva sulle spiagge occidentali dell’Oceano. Amori di Eos Sposa Astreo, discendente dei Titani, al quale genera come figli i Venti (Anemoi), Fosforo e tutte le altre stelle del

  • Pan

  • Pan, la vita e il mito Divinità greca legata al mondo pastorale, originaria dell’Arcadia, era ritenuto figlio di Hermes e di una figlia di Driope (1). La madre, spaventata dall’orribile aspetto del neonato, lo abbandonò ed Hermes lo prese con sé per portarlo sull’Olimpo al cospetto di tutti gli dei. Il suo nome è messo in relazione col verbo greco “pascolare” (il termine greco significa “io pascolo”) ma anche col “tutto” (in greco appunto “pan”), forse in riferimento alla sua natura che assommava uomo e bestia, anche se l’inno pseudo-omerico rimanda all’episodio sull’Olimpo in cui rallegrò tutte le divinità (2).

  • Dioniso

  • Dioniso (Bacco / Bacchus) La vita e il mito Dioniso nacque dall’unione di Zeus e di Semele, figlia di Cadmo e Armonia. Sua madre chiese a Zeus di mostrarglisi in tutta la sua potenza ma, avvenuto ciò, le folgori del dio la carbonizzarono. Prima che morisse il piccolo, non ancora nato, Zeus lo salvò e lo cucì nella sua coscia e, scaduto il termine biologico per la nascita, Dioniso venne alla luce, nato da due madri fu perciò detto “dimètor” (dalle due madri). Molte altre narrazioni parlano di diverse madri di Dioniso e di vari amori avuti dal padre Zeus

  • Inanna

  • nome: Inanna civiltà di origine: mesopotamica ? la più importante divinità femminile del pantheon mesopotamico. Era la dea dell’amore, della bellezza e della fecondità (per questo motivo venne assimilata alla babilonese Isthar, alla greca Afrodite e alla romana Venere), ma allo stesso tempo era associata alla guerra e all’amore sessuale. Venne generata dal dio del cielo An, che diede alla luce anche suo fratello Utu (dio del sole) e sua sorella Ereshkigal (dea degli inferi). Nipote di Enlil (dio dell’aria e dell’atmosfera), apparteneva al clan degli dei Enliliti, contrapposto a quello di Enki, fratellastro e nemico di Enlil. Dai Sumeri