Luoghi nel mondo - articoli in archivio

  • Micene

  • Micene (Mykènai – ???????) Grecia, Argolide L’importanza della città di Micene si riscontra già nella sua fase protostorica quando, secondo il mito, si ebbe il “ritorno degli Eraclidi”, ossia l’invasione dorica e la fine dei regni micenei nel Peloponneso. Seppur la prima occupazione del territorio risalga al Neolitico, si dovrà aspettare la fase tardo – elladica o micenea per l’ascesa della città, che a partire dal 1650 a.C., data d’inizio delle tombe reali del circolo funerario B, la condurrà alla vetta del suo splendore. Impressionanti sono le realizzazioni delle mura, i palazzi e le grandi tombe a thòlos tra il

  • Leptis Magna, archi, calcidico e mercato

  • Archi di Tiberio e Traiano Procedendo sul “cardo massimo”, la via che va dal mare al retroterra, verso nord-est si incontrano prima un semplice arco in arenaria ad un solo fornice dedicato all’imperatore Tiberio nel 35-36 d.C. e poi l’arco tetrapilo di Traiano. Quest’ultimo, eretto a commemorazione della concessione dello stato di colonia alla città, sorgeva all’incrocio di questa via con il “decumano” che portava al teatro. Calcidico Attraversato l’arco di Traiano, una scalinata di otto larghi gradini permette l’accesso al complesso di edifici noto con il nome di calcidico. Eretto tra l’11 e il 12 d.C. grazie alla munificenza

  • Leptis Magna, foro vecchio

  • Procedendo verso nord-est in direzione della costa si giunge alla zona del foro vecchio. L’area, parte del più antico nucleo urbanistico della città, vede una sua prima sistemazione monumentale con Augusto (27 a.C.–14 d.C.). La grande piazza trapezoidale era dominata da due grandi templi originariamente dedicati agli dei patri, Shadrapa (Liber Pater) e Milk’Ashtart (Ercole). Il tempio dedicato ad Ercole andrà successivamente, per volere dell’imperatore Tiberio (14-37 d.C.), ad ospitare il culto imperiale di Augusto e Roma, accogliendo nella sua cella un grandioso ciclo di statue dedicate agli esponenti della dinastia giulio-claudia. Solo in una fase successiva l’impianto originario viene

  • Leptis Magna, ninfeo, foro e basilica

  • Ridiscendendo dal foro vecchio in direzione sud-ovest, si giunge al magnifico complesso monumentale di età severiana. Attraverso il ninfeo e la sua piazza, scenografico elemento di raccordo urbanistico tra le terme adrianee e il foro, si accede alla via colonnata. La visuale che si apriva a chi percorreva la via monumentale, larga ben 20,50 metri e fiancheggiata da 125 colonne con fusto in marmo cipollino e basi e capitelli in pentelico, doveva essere estremamente suggestiva soprattutto per la prospettiva del faro della città che, dal bacino portuale, si elevava perfettamente in asse con la via stessa. Massima espressione del livello

  • Leptis Magna, monumenti della periferia

  • Percorrendo il “decumano” della città in direzione ovest si incrociano i resti dell’arco quadrifronte dedicato nel 173 d.C. all’imperatore Marco Aurelio che segnava, appunto, l’uscita da Leptis, in direzione di Tripoli (Oea). Terme della caccia Alle estreme propaggini occidentali, al di fuori del centro cittadino, si scorge un piccolo edificio termale datato alla metà del II secolo d.C. Le pitture conservatesi, con splendide scene di caccia al leone e al leopardo, risalgono all’età severiana e danno il nome al complesso noto come Terme della caccia. Anfiteatro e circo La zona orientale della città ospita poi i grandi edifici per spettacolo,

  • Leptis Magna, terme adrianee

  • Inaugurato nel 126-127 d.C. il complesso termale adrianeo, tra i più imponenti del mondo romano, si sviluppa ad ovest del cardo massimo e conserva a tutt’oggi molto del suo originario sfarzo decorativo. L’edificio era posto volutamente fuori asse rispetto alla disposizione viaria leptitana: questo consentiva di orientare i forni e gli impianti idrici verso mezzogiorno e di esporre quindi ai raggi del sole gli ambienti per favorire il mantenimento della temperatura dell’acqua nel calidarium. Le sale dovevano essere ornate da pregiati marmi di importazione, ad esempio il giallo antico (dalle miniere dell’antica Simitthus, odierna Chimtou in Tunisia) e il pavonazzetto

  • Leptis Magna, teatro

  • L’iscrizione bilingue, in latino e punico, ripetuta due volte sulle porte laterali dell’orchestra ricorda che Leptis Magna deve alla generosità di Hannobal Rufus anche il suo teatro che, inaugurato tra gli anni 1 e 2 d.C., può considerarsi uno dei primi del mondo romano dopo quello di Pompeo a Roma e il più antico dell’Africa romana. L’anastilosi curata da Giacomo Caputo tra la fine degli anni ’30 e gli anni ’50 consente di apprezzare appieno la monumentalità dell’edificio. Il maestoso prospetto della frons scenae, benchè conservata solo per il primo ordine di colonne, toglie il fiato e dà la misura

  • Leptis Magna, il Tetrapilo severiano

  • Sono proprio gli edifici di età severiana a colpire per primi, con il loro fasto e l’ottimo stato di conservazione, chi si accinga ad intraprendere la visita della vasta area archeologica. Il magnifico arco trionfale fatto erigere dall’imperatore Settimio Severo nel 203 d.C., per celebrare il nuovo assetto giuridico della colonia, sorge all’incrocio tra il “decumano” e la via trionfale severiana ed apre il percorso all’interno del sito. Il monumento è oggi visibile nella sua integrità dopo una importante opera di restauro e di ricostruzione conclusasi in anni recenti grazie alla collaborazione tra archeologi e restauratori italiani e tecnici del

  • Leptis Magna, storia degli scavi

  • L’interesse verso le antiche rovine di Leptis Magna, di cui per secoli si è persa la memoria, si risveglia verso la metà del XVI secolo, quando i suoi monumenti iniziano ad essere spoliati ed i materiali trasportati in una Tripoli in pieno fervore edilizio. La riscoperta della città attraverso quattro secoli di esplorazioni archeologiche Le prime spedizioni programmate nella città, ancora completamente coperta dalla sabbia, si devono a Claude Lemaire, console di Francia a Tripoli (1683-1693, 1707-1708). è l’avidità del console per gli antichi marmi che affiorano tra le rovine di Leptis, descritta da Lemaire come la plus belle et

  • Leptis Magna

  • Sulla costa occidentale della Libia, circa 130 km ad est di Tripoli (antica Oea) sorge Leptis Magna, uno dei più importanti siti archeologici del Nord Africa e del bacino del Mediterraneo. Leptis Magna: la nascita, lo sviluppo e la decadenza Leptis nasce, alla fine del VII secolo a.C., come emporium di Cartagine, quale approdo utile al potenziamento ed allo sfruttamento delle vie di penetrazione verso l’interno del paese e, in particolare, verso le ricche risorse del continente sub-sahariano. Alla base della scelta della futura Leptis come punto di scalo e ancoraggio, la particolare posizione della città: sul golfo tra la