Relitti - articoli in archivio

  • Relitto A di Punta Ala

  • Il relitto “A” di Punta Ala Il relitto A di Punta Ala fu ritrovato nel febbraio del 1973 durante i lavori di dragaggio eseguiti dalla Società Marina di Punta Ala nel porto della località. Il relitto in questione è una nave oneraria della metà del III sec. d.C., la quale trasportava anfore contenenti olio prodotto nella Spagna meridionale e viveri a base di pesce provenienti dalla zona sud occidentale dell’Iberia. Prospezioni preliminari e scavi Nel 1974 l’Ispettore onorario della Soprintendenza dott. Mario Ficini si recò sul luogo del ritrovamento e dopo aver appurato che si trattava di una nave romana

  • Nave di Melita – Mljet

  • Il relitto della nave romana di Melita (Mljet) La nave romana di Mljet (Melita in italiano) fu scoperta nelle acque della Croazia nel 1987 da un gruppo di subacquei di Zagabria membri del Club Savia. Il relitto si trovava a 36/42 m di profondità presso punta Glava, nel mare di Mljet. Poiché il sito risultava essere in pessime condizioni di conservazione a causa dell’intervento di clandestini ed era anche difficile per la profondità e le condizioni di giacitura creare intorno ad esso un’idonea protezione, su autorizzazione del Ministero dei Beni Culturali della Croazia furono condotte quattro campagne di scavo d’emergenza, supervisionate

  • Nave romana di Albenga

  • Il relitto dell’oneraria romana di Albenga La nave di epoca romana rinvenuta ad Albenga, era un’imbarcazione impiegata per il trasporto di merci, lunga 40 m e larga 12 m; essa trasportava intorno alle 11.000/13.000 anfore vinarie e vari tipi di ceramica, tra i quali ve ne erano alcuni che erano stati realizzati in Campania per essere poi esportati in Francia meridionale e in Spagna. Nel 1950 il professore Giovanni Lamboglia tentò il primo recupero dei reperti con l’aiuto della nave Artiglio, mentre nel 1961 furono realizzati i primi rilievi del relitto. Ricostruzione della nave La prima campagna di scavo Nel

  • HMS Pandora

  • Il relitto dell’HMS Pandora (1779-1791): Caccia agli ammutinati Una storia affascinante quanto reale, una vicenda complessa quanto curiosa, tuttavia rappresentante la reale vicenda umana degli uomini che quegli episodi hanno vissuto. Il relitto dell’HMS Pandora rappresenta tutto questo ed è grazie all’attenta quanto approfondita indagine scientifica, prodotta da un gruppo di archeologi appassionati prima ancora che professionisti, che l’intreccio di queste vicende e la ricostruzione storica ha potuto avere luogo. Grazie anche ad un sito ‘vergine’ non ancora intaccato dalle talvolta funeste conseguenze di un saccheggio indiscriminato da parte di ‘appassionati’ della storia e dell’archeologia. Il relitto dell’High Majesty Ship

  • Batavia

  • La ‘retourship’ Batavia (1628-1629): storia di un relitto e del suo equipaggio Le vicende del naufragio e dello scavo archeologico relativi al relitto del Batavia risultano degli esempi chiarificatori delle potenzialità insite nella ricerca archeologica, sia per quanto riguarda la ricerca vera e propria che per quanto concerne la tutela e valorizzazione dei siti sommersi. Questo breve contributo intende sottolineare queste potenzialità, ma anche i precetti e le pratiche che costituiscono la base sia metodologica che concettuale dell’archeologia subacquea presentandone degli esempi pratici seppure specifici e limitati al caso studio in esame. Introduzione Come brevemente accennato in un precedente contributo