Ricerca & studi - articoli in archivio

  • Grazie a Google Earth scoperti 14.000 siti archeologici

  • Oggi grazie all’aiuto di internet e delle foto satellitari, l’archeologia si semplifica, tanto da rendere quasi un gioco la scoperte di quattordici mila insediamenti antichi. I moderni archeologi o i semplici appassionati possono esplorare i territori comodamente da casa guardando un semplice schermo e con l’ausilio di Google Earth avere accesso alle foto satellitari attraverso le quali esaminare i resti in pietra e velocizzare l’individuazione di possibili luoghi in cui organizzare una spedizione. Direttamente dall’MIT e dall’Università di Harvard arriva un nuovo programma in grado di rilevare i resti antichi. Il software si serve delle foto satellitari fornite dal satellite

  • Turchia, Karkemish. Dopo un secolo tornano i riflettori sulla celebre città hittita

  • Sono ripresi qualche mese fa, dopo quasi cento anni di stop, i lavori di scavo archeologico sul sito di Karkemish, la famosa città ittita, edificata su un importante guado dell’Eufrate, vicino al contemporaneo confine tra Siria e Turchia, ricordata nelle tavolette di Ebla del terzo millennio avanti Cristo e menzionata anche nella Bibbia, annientata nel 717 avanti Cristo dall’esercito assiro di Sargon II e dallo stesso popolo ricostruita. In questa città Nabuccodonosor arrestò nel 605 avanti Cristo la conquista egiziana e in epoca romana essa tornò a fiorire. Tra 1911 e 1920 Karkemish venne interessata dalla prima spedizione archeologica, diretta

  • Ventimiglia. I Balzi Rossi furono il primo insediamento dell’homo sapiens in Italia?

  • L’area ligure di Ventimiglia, a pochi passi dalla Francia, potrebbe rappresentare la porta di ingresso scelta dai primi gruppi di homo sapiens 42 mila anni fa per insediarsi sul suolo italiano. Il ritrovamento è stato annunciato dal sindaco Gaetano Scullino, che ha affermato che il sito archeologico dei Balzi Rossi sarebbe il più antico dell’Italia occidentale che conserva testimonianze relative alla presenza del nostro antenato. La scoperta potrebbe schiudere nuovi scenari anche sui modi attraverso i quali i primi sapiens occuparono l’Italia, provocando l’estinzione dei Neanderthal. Stefano Grimaldi, ricercatore dell’Università di Trento, che ha partecipato agli scavi internazionali che hanno

  • Bolzano. Scoperti tre siti di epoca romana in alta Val Venosta

  • Durante un controllo sistematico dell’Ufficio beni archeologici di Bolzano sui lavori di sbancamento per la realizzazione di un nuovo sistema di irrigazione sulla Malser Haide, sono stati individuati tre insediamenti di età romana a valle, vicino al lago Haider, presso Laudes e presso il maso Pauli a Malles. La direttrice dell’Ufficio beni archeologici Catrin Marzoli ha definito questo ritrovamento particolarmente interessante e importante poiché i siti si trovano sulla via Claudia Augusta e rappresentano la prima individuazione di insediamenti romani nell’alta Val Venosta. Dall’importanza della scoperta è partorita l’idea di organizzare un progetto di ricerca con la collaborazione dell’Università degli

  • Lucca. Lo scavo di Palazzo Poggi tra storia e mistero

  • Lunedì 11 aprile 2011 sono stati mostrati a Lucca i risultati delle indagini condotte sulle testimonianze osteologiche animali emerse dall’area archeologica di Palazzo Poggi e realizzate con la collaborazione della Fondazione stessa. Ad esporre le novità il professor Michelangelo Zecchini e il professor Paolo Mencacci, della Fondazione Banca del Monte di Lucca, l’archeozoologa Laura Landini, la professoressa Alessandra Coli e il professor Claudio Sorrentino dell’Università di Pisa. All’incontro ha partecipato anche l’archeologa Alessandra Minutoli, che ha svolto gli scavi sotto la direzione del professor Zecchini, la professoressa Matilde Stefanini e la professoressa Carla Sodini dell’Università di Firenze.

  • Toscana. Conclusa la prima parte del progetto “Portale dei Geopaesaggi della Regione Toscana”

  • Conclusa recentemente la prima parte del progetto “Portale dei Geopaesaggi della Regione Toscana”, sviluppato grazie alla collaborazione tra Regione Toscana, Centro di GeoTecnologe e Consolzio LaMMa. Obiettivo principale del progetto è la realizzazione di un Sistema Territoriale, accessibile in rete o fruibile attraverso supporti multimediali, che contribuisca alla valorizzazione del patrimonio geologico, culturale e storico della Regione Toscana, migliorando l’offerta turistica e promuovendo la conoscenza della cultura del territorio regionale a livello locale, nazionale e internazionale.

  • Colleferro (Rm). Risultati degli scavi al Castello di Piombinaria

  • Sabato 6 novembre 2010 il Castello di Piombinara è stato al centro di una giornata di studio durante la quale sono stati presentati i risultati delle indagini svolte nel 2010. La prima parte della giornata, svoltasi presso l’Aula magna dell’Istituto Cannizzaro, ha visto gli studenti delle scuole coinvolte negli scavi 2010, come l’ITIS Cannizzaro e il Liceo Classico Dante Alighieri di Anagni, illustrare, insieme a Cinti, Luttazzi e Lo Castro, portavoce della Missione Archeologica di Piombinara, e agli Assessori alla Formazione Cinzia Sandroni e alla Cultura Graziana Mazzoli, la loro esperienza didattica.

  • Francia. L’archeologia svela come il genocidio della Vandea fu uno sterminio ideologico

  • Il Comitato di salute pubblica, comandato come il più terribile dei soviet dal folle Maximilien Robespierre, votò unanimemente nel 1739 tre leggi volte all’annientamento fisico e psicologico della piccola regione della Vandea Militare, adagiata sul corso della Loira nella Francia occidentale, colpevole per i giacobini di essere cattolica, fedele al re Borbone ghigliottinato qualche mese prima e, soprattutto, controrivoluzionaria. La Vandea venne così tormentata, fino alla caduta in disgrazia di Robespierre nel 1974, dalle Colonne Infernali guidate da Louis Marie Turreau de Garambouville, le squadracce di tagliagole responsabili del primo genocidio della storia, forte della teoria razzistica elaborata negli anni

  • Egitto. Lo “scarabeo di Orione” confermerebbe rapporti tra le piramidi di Giza e le stelle

  • Le tombe faraoniche restituiscono un nuovo mistero: si tratta di un piccolissimo scarabeo in pietra, dall’aspetto quasi insignificante, che all’epoca era abitudine comune indossare, ma con la particolarità di avere un’incisione singolare e unica nel suo genere. Tre piccoli buchi, uguali per forma, struttura e posizione all’allineamento delle tre stelle appartenenti alla cintura di Orione, il disegno sul quale si basano la progettazione e la costruzione delle tre grandi piramidi di Giza.

  • Cina – I cavalli dell’esercito di terracotta erano “castrati”

  • La maggior parte dei cavalli del cosiddetto esercito di terracotta che montava la guardia al mausoleo di Quin Shi Huang, primo imperatore della dinastia Qin tra il 221 e il 207 avanti Cristo erano “castrati”. Autore della scoperta è l’archeologo Yuan Jing dell’Accademia cinese di Scienze sociali.