Scoperte - articoli in archivio

  • Belluno, Monte Pelmo. Scoperta impronta di dinosauro

  • La speleologa Roberta Tanduo e il geologo Francesco Sauro sono responsabili di un’interessantissima scoperta, avvenuta a 3025 metri sul livello del mare, sulla Cresta dello spallone, tra le Dolomiti. Si tratta di una serie di depressioni nella roccia, somiglianti, per disposizione e forma, a orme di dinosauro. Grazie a una prospezione della superficie rocciosa più accurata, è stata poi individuata una pista di cinque impronte, che si susseguono lungo una sola direttrice e a distanza regolare. Le orme sono state fotografate e riprese dal cineoperatore Enzo Procopio e le immagini sono state analizzate, in un secondo tempo, da Matteo Belvedere,

  • Montalto di Castro, Vulci. Tomba etrusca restituisce una piccola Sfinge del V-IV a.C.

  • Ricorda molto la famosa Sfinge di Giza, la statua lunga cinquanta centimetri scoperta nel sito archeologico di Vulci, a Montalto di Castro (Vt). Vicino al luogo di ritrovamento, sono stati identificati anche vasi dipinti di epoca etrusca, alcuni ancora intatti. La scultura, che raffigura un felino con volto di donna e dotato di ali, è stata ritrovata nel corridoio di ingresso, o dromos, della sepoltura etrusca, venuta alla luce a Vulci durante gli scavi archeologici diretti dalla Soprintendenza all’Etruria Meridionale ed effettuati dagli operai della Mastarna Srl, l’azienda che gestisce l’area. Secondo gli archeologi, la tomba venne profanata in tempi molto

  • Monte Sant’Angelo. Scoperto un importante sito archeologico di 12.000 anni or sono

  • Una caverna con evidenti resti di insediamenti umani databili alla preistoria, e alla “protostoria”, è stata individuata la scorsa estate (2011) sulle alture di Monte Sant’Angelo, ma il suo ritrovamento è stato comunicato solamente ieri dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia. La scoperta, completamente fortuita, è di estrema rilevanza per l’archeologia del Gargano e della Puglia. L’importanza del sito è data dall’individuazione di reperti riferibili a diverse epoche storiche, dall’età del Bronzo al Neolitico. La grotta ha una predisposizione religiosa e votiva: infatti, sono state individuate delle nicchie all’interno delle quali sono state ritrovate delle antefisse, rappresentazioni di

  • Gran Bretagna, Stonehenge. Le grandi pietre giunsero dal Galles 5.000 anni fa

  • Sembra ormai certo che la prima fase della costruzione del famoso circolo di pietre di Stonhenge risalga a circa 5000 anni fa e che la struttura cultuale sia stata realizzata con macigni provenienti dalle terre del Galles sud-occidentale, area che si trova a molti chilometri di distanza. La notizia è stata comunicata dagli scopritori, i geologi Richard Bevins, del Museo Nazionale del Galles, e Robert Ixer, dell’Università di Leicester. Gli studiosi hanno individuato un’area, vicino a Point Season, nel Pembrokeshire, come il sito originario di alcuni dei massi della famosa zona archeologica, identificando per la prima volta con certezza il punto

  • Smirne, Turchia. Scoperte terme di epoca romana a Metropolis

  • Recenti attività di scavo archeologico condotte nell’antica città di Metropolis, nell’area di Smirne, hanno portato alla scoperta di un antica struttura termale di epoca romana tra i cui resti architettonici sono venute alla luce una statua della dea della fortuna (Thyke) e un’altra scultura raffigurante Zeus. Gli scavi hanno anche permesso di recuperare diversi frammenti maromorei e alcune statue di gladiatori. Il sito di Metropolis, che si trova tra i moderni villaggi di Yeniköy e di Özbek, è stata oggetto di numerose scoperte archeologiche. Secondo quanto dichiarato da un’agenzia di stampa dell’Anatolia, i lavori di scavo sul sito proseguono ormai

  • Peterborough, Gran Bretagna. Scoperte piroghe e reperti dell’età del Bronzo in perfette condizioni dopo 3.000 anni

  • Nei pressi di Peterborough (Inghilterra) è stata rinvenuta una preziosa messe di reperti databili all’età del Bronzo, quindi risalenti a oltre 3.000 anni fa, tra cui alcune imbarcazioni (piroghe monossili), ma anche lance, oggetti di vita quotidiana e persino resti di indumenti. Gli archeologi dell’Università di Cambridge hanno compiuto la scoperta durante i lavori di sbancamento in un cantiere a Whittlesey. Gli oggetti sono stati dissotterrati in un’area che viene considerata il più importante sito dell’età del Bronzo di tutta la Gran Bretagna, e la cosa che ha stupito gli studiosi è il fatto che, nonostante tra essi vi siano molti

  • Spagna. Trovata la più antica evidenza di trapanazione cranica dovuta a una malattia.

  • Secondo uno studio condotto da Julio Martínez Flórez, specialista di antropologia medica, un cranio umano ritrovato a Logroño sarebbe il primo resto archeologico di cui si abbia notizia, in Spagna, che rende possibile associare con certezza una operazione chirurgica come la trapanazione cranica a una patologia. Molto spesso, infatti, queste pratiche “mediche” erano collegate ad altri fattori, di tipo rituale o sciamanico. Il cranio appartiene a un uomo di età stimabile attorno ai quaranta o cinquant’anni, vissuto tra la fine del V secolo e la metà del VI (periodo della dominazione visigota); stando alle analisi egli avrebbe sviluppato un tumore

  • Roma. Sotto Palazzo Valentini ci potrebbe essere il tempio di Traiano

  • Gli ultimi ritrovamenti archeologici, restituiti dalle ricerche sotto Palazzo Valentini, sede della Provincia situata nel centro di Roma, confermerebbero un’idea suggestiva: la collocazione del Tempio dei divi Traiano e Plotina sotto al Palazzo. Ma, per aver individuare il Tempio, ha spiegato l’archeologo Eugenio La Rocca, che ha diretto gli scavi, saranno indispensabili altre indagini, benché le scoperte emerse fino ad ora siano eccezionali: le strutture colossali sono in asse con la colonna Traiana e sono stati identificati resti di colonne di granito grigio egiziano, che indicano l’importanza straordinaria del monumento che sta emergendo. Si tratta di una costruzione elevata su

  • Valsabbia. Scoperto un dolmen in “miniatura”

  • Nell’entroterra poco inesplorato della Val Sabbia, punteggiato dai monti bresciani, due appassionati di archeologia, che da tempo stanno esaminando ogni angolo del carso bresciano, si sono imbattuti in una scoperta che, se verrà confermata, ha dell’eccezionale: un dolmen in miniatura. Un dolmen è una costruzione megalitica, molto diffusa in Spagna e in Francia e costruita con due o più pietre posizionate in verticale per sorreggere uno più lastre orizzontali. Secondo gli esperti, nello stesso sito del ritrovamento sono emerse tracce di reperti probabilmente preistorici, similari per tipologia ai dolmen, unici in Lombardia e assimilabili a quelli pugliesi e dell’Europa occidentale.

  • Australia. Scoperte prove della capacità di pesca in acque profonde già 45.000 anni fa

  • La grotta di Jerimalai a Timor Est In una grotta individuata su un’isola nel nord dell’Australia, alcuni studiosi hanno effettuato una scoperta davvero sorprendente: i resti ossei, vecchi di circa 42.000 anni, appartenuti a tonni e squali, che erano stati evidentemente portati in quel sito dall’uomo dopo averli pescati per mangiarli. La scoperta, pubblicata in una delle recenti edizioni di “Science”, offre la più credibile evidenza che, già migliaia e migliaia di anni fa, gli uomini avevano intrapreso l’attività della pesca in acque profonde, e quindi lontane da riva. Ciò richiedeva, secondo gli scopritori del sito, una elevata capacità di