Venerdi di ArcheoRivista - articoli in archivio

  • L’Aquila e il Dragone a Palazzo Venezia: i segreti di due imperi

  • La visita, avvenuta il 31 gennaio 2011, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla mostra di Palazzo Venezia “I due Imperi. L’Aquila e il Dragone”, ha portato di nuovo alla ribalta l’esposizione romana a pochi giorni dalla chiusura prevista per il 6 febbraio 2011. Sono esposte dal 19 novembre 2010, 450 reperti per lo più archeologici romani e cinesi, che consentono di percorrere diversi secoli di storia di due imperi millenari: e non soltanto sotto il profilo artistico, ma anche e soprattutto sotto quello del costume e della società, con particolare riguardo alla vita di tutti i giorni, rivissuta negli

  • Roma: in visita alla riaperta Casa delle Vestali ai Fori

  • Un evento positivo, tra tanti episodi negativi spesso gonfiati oltre misura, che hanno gettato un’ombra sulla tenuta dell’archeologia e sulla gestione dei beni culturali anima il nostro ”venerdì di Archeorivista”. E’ avvenuto il giorno successivo al rigetto della mozione di sfiducia al ministro Bondi, dopo il lancio del restauro del Colosseo con lo sponsor privato che inaugura una stagione di collaborazione pubblico-privato da cui potranno venire risorse aggiuntive per la tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale nella quale ci auguriamo di avere presto nuovi esempi prestigiosi. Si tratta dell’apertura, il 27 gennaio 2011, del nuovo percorso dalla Via Nova

  • Palermo. Cripta della Cattedrale, le “urne dei forti” della chiesa

  • Un “venerdì di archeorivista” inconsueto, anche se in carattere con l’ultimo “venerdì”, nel quale abbiamo citato il sepolcro dell’arcivescovo di Palermo Gualtiero II Offamilio che figura nel romanzo inedito di Giuseppe Barcellona, “La via la verità la vita” premiato nel VI Concorso letterario dell’Associazione Chiese Storiche 2010. Al suo presidente Mariolino Papalia si deve il libro sulle “Iscrizioni funebri delle chiese di Palermo”, pubblicato nel 2006 nel quale si fa una completa ricognizione di otto chiese, tra cui la chiesa di Santa Maria della Pace con il Convento e le Catacombe dei Cappuccini dove si svolge il romanzo citato, con

  • Palermo, nelle Catacombe dei Cappuccini sulle orme di Dan Brown

  • Di nuovo nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo con il “venerdì di Archeorivista”, non per necrofilia quanto perchè ci permette di passare dall’“archeologia umana” di una necropoli inusitata all’“archeologia cristiana” evocata dal romanzo inedito di Giuseppe Barcellona, “La via la verità la vita”, che il 7 novembre è stato premiato con la “menzione speciale” al VI Concorso letterario dell’Associazione Chiese Storiche di Palermo 2010. Non basta il cenno che abbiamo fatto all’inizio della nostra visita alle Catacombe, il romanzo non solo vi entra ma ne fa il centro di una vicenda che dalla cronaca approda alla storia, in una visione

  • Roma. Villa dei Quintili, aperti i nuovi scavi

  • Il nostro appuntamento settimanale dei “venerdì di Archeorivista” questa volta è attualità, cronaca viva: racconta la visita di giovedì 25 novembre 2010 ad uno straordinario sito archeologico: la romana Villa dei Quintili, dove i lavori non sono terminati. Sono stati intanto presentati i risultati dei nuovi scavi e la sistemazione per il pubblico dell’area tra l’Appia Nuova e l’Appia Antica.

  • Palermo: le Catacombe dei Cappuccini e la “archeologia umana”

  • Andare a Palermo per ricevere il “Premio speciale della Presidenza” al concorso letterario dell’Associazione Chiese Storiche e visitare poi le Catacombe dei Cappuccini accompagnato da Mariolino Papalia, autore del prezioso libro “Iscrizioni funebri delle chiese di Palermo” – edito nel 2006 da tale Associazione di cui è Presidente – e da Giuseppe Barcellona – autore del romanzo inedito del 2010, “La via la verità la vita”, ambientato nelle Catacombe, premiato con “menzione speciale” allo stesso concorso – potrebbe essere un sogno fantastico, invece è stata la realtà vissuta tra il 7 e il 10 novembre 2010. La raccontiamo in un

  • Teramo, Museo Archeologico: dai reperti la storia della città

  • Dopo la visita ai resti di Santa Maria Aprutiniensis, che abbiamo raccontato nel “venerdì di Archeorivista” della scorsa settimana, ci immergiamo ancora di più nell’archeologia teramana visitando il Museo Archeologico di Teramo, intitolato a Francesco Savini, il grande archeologo artefice degli scavi rivelatori di fine ‘800 e primi del ‘900: tali scavi hanno riguardato la domus sotto il proprio palazzo e la citata antica Cattedrale, il Teatro romano e l’Anfiteatro, il chalcidicum e la costruzione circolare vicino a piazza Verdi, le terme di casa Castelli e la piscina natatoria. Musa con panneggio.

  • Teramo. Santa Maria Aprutiensis, l’antica cattedrale medievale

  • I “venerdì di Archeorivista” si spostano a Teramo (Abruzzo), sui resti dell’antica cattedrale di Santa Maria Aprutiensis nel cuore del centro storico. Non si può dire che spuntino all’improvviso, come avviene invece per i ruderi del Teatro Romano, non lontani. Quelli della cattedrale occupano parte della piazza di Sant’Anna e sono protetti da una tettoia con un’incastellatura di tubi d’acciaio che sembra schiacciarne il delicato disegno planimetrico; il progettista ha voluto così, forse pensando al Louvre, ci dicono, tanto è vero che la copertura è di vetro come quella della “piramide” che però serve solo ad introdurre nella grande galleria

  • Villa Giulia a Ventotene: la capacità umana di far soffrire anche in Paradiso

  • I “venerdì di “Archeorivista” – trascorsi sette giorni dalla partecipazione in anteprima all’apertura al pubblico del Terzo anello e degli Ipogei del Colosseo – tornano a Ventotene dopo aver esplorato l’archeologia carceraria di Santo Stefano. Una breve premessa di archeologia marina, poi l’archeologia romana nel racconto della visita ai resti di Villa Giulia, residenza degli imperatori, soprattutto per le mogli esiliate: andiamo a Punta Eolo, la zona più ventosa di un’isola battuta dai venti, che in questo lato hanno modellato le rocce friabili con formazioni ondulate e sinuose. Villa Giulia a Punta Eolo, un angolo di paradiso.

  • Santo Stefano, archeologia carceraria del penitenziario-teatro (II parte)

  • La nostra immersione nell’archeologia carceraria del penitenziario di Santo Stefano prosegue con un’immersione nella storia evocata dalle vicende dei reclusi nel carcere borbonico che dal Regno di Napoli e poi dal Regno delle due Sicilie viene adottato anche dal Regno d’Italia e dal regime fascista fino alla Repubblica italiana che negli anni ’60 ne decretò la chiusura. Veduta frontale del carcere risalendo il sentiero dal lato anteriore.