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Gallipoli

Gallipoli (Le): la città bella (Kalè polis)

L’insediamento messapico-ellenistico e poi romano

Distante 39 km da Lecce ed adagiata sia su un promontorio lungo 3 km, in aggetto sul mare, sia sull’isola prospiciente ad esso, Gallipoli vanta ancestrali origini come già si comprende dal nome: Kalè polis in greco infatti significa “bella città”. Questo centro fu un emporio marittimo messapico-ellenistico. Un’iscrizione latina cita il nome del centro chiamandolo Nauna, tradendo una chiara connotazione indoeuropea nella radice nau/naus (nave). (1)

Col sopraggiungere del dominio romano, il nome della città passa da Callipolis ad Anxa come riferisce Plinio il Vecchio: “Callipolis quae nunc est Anxa” ovvero “Gallipoli che ora è Anxa”. (2)

Si è ipotizzata una subordinazione di Gallipoli nei confronti di Taranto, per la mancata coniazione di moneta propria, (3) ma non esistono ad oggi prove della fondazione greca della città (4), come spesso si sostiene a causa del nome.

La fontana “greca”

Prima di giungere al vero e proprio centro storico, si passa per la piazza terminale della penisola dove è situata la cosiddetta Fontana Greca, creduta per molto tempo un monumento di fattura ellenistica ma in realtà opera di metà XVI secolo.

La falsa credenza delle origini greche della fontana si devono al fatto che i tre pannelli figurativi, i quali sono ancora incastonati nella struttura cinquecentesca, appartenevano probabilmente ad un monumento andato perduto e realizzato da un artista greco.

Qui sono raffigurate Dirce, Salmace e Biblide trasformate in fonti; ogni scena è separata da una cariatide (per un totale di quattro). (5)

Dirce, sposa di Lico, re di Tebe, ospitò la nipote Antiope, incinta di Zeus, trattandola come schiava. Alla nascita, i due gemelli furono abbandonati e cresciuti da un pastore. Anni dopo, i due liberarono la madre e legarono Dirce alle corna di un toro infuriato il quale la fece annegare nella fonte che da lei prese il nome. (6)

Salmace era la ninfa di una fonte e si innamorò del fanciullo Ermafrodito tanto da rimanere unita a lui per sempre. Da allora, chi bevve da quella fonte condivise il destino del ragazzo metà uomo e metà donna. (7)

Biblide (o Bibli), figlia di Cianea (in altre versioni di Idotea), si innamorò del fratello Cauno che fuggì dalla sua patria, Mileto, diretto verso la Caria. Biblide lo cercò in Asia Minore ma non trovandolo si gettò da una rupe; le ninfe la trasformarono in una sorgente. Da lei preserono il nome Bibli in Caria e Biblo in Fenicia. (8)

Altri simboli di epoca successiva (l’aquila asburgica affiancata da due galli affrontati) sovrastano le scene.

Castello

La posizione strategica dell’insediamento antico era ben nota anche dopo il crollo dell’impero romano: i bizantini la cinsero di mura. I normanni vi si insediarono nel 1071.

Il castello angioino (XIII-XIV secolo) difendeva l’accesso orientale dell’antica isola prospiciente la città. Oggi vi si accede grazie al ponte seicentesco che collega i due settori della città, quello terrestre e quello isolano.(9)

Il centro storico accoglie il piccolo museo civico Emanuele Barba.

castello di Gallipoli

Gallipoli da satellite e il castello evidenziato
Gallipoli da satellite e il castello evidenziato

Note

  • (1) G. GASCA QUEIRAZZA, Dizionario di toponomastica: storia e significato dei nomi geografici italiani. Voce “Gallipoli”.
  • (2) PLINIO, Naturalis Historia, XI, 100.
  • (3) J. BERARD, La Magna Grecia: storia delle colonie greche dell’Italia meridionale, p. 169.
  • (4) S. TREVISANI, Viaggio nella Puglia archeologica, p. 52.
  • (5) M. BERNO, Salento : luoghi da scoprire, arte, storia, tradizioni, società e cultura, curiosità, p. 78.
  • (6) M. GISLON, R. PALAZZI, Dizionario di Mitologia e dell’antichità classica, voce “Dirce”
  • (7) OVIDIO, Metamorphoseon Libri, IV 285-388.
  • (8) AA.VV., Dizionario di Antichità classica, voce “Biblide”
  • (9) G. GASCA QUEIRAZZA, op. cit.

Bibliografia

  • AA.VV., Dizionario di Antichità classica, Milano 2004
  • J. BERARD, La Magna Grecia: storia delle colonie greche dell’Italia meridionale. Torino, 1963.
  • M. BERNO, Salento : luoghi da scoprire, arte, storia, tradizioni, società e cultura, curiosità, Novara, 2009.
  • G. GASCA QUEIRAZZA, Dizionario di toponomastica: storia e significato dei nomi geografici italiani. Torino, 1990.
  • M. GISLON, R. PALAZZI, Dizionario di Mitologia e dell’antichità classica, Torino, 2007
  • OVIDIO, Metamorphoseon Libri, IV
  • PLINIO, Naturalis Historia, III
  • S. TREVISANI, Viaggio nella Puglia archeologica, Lecce, 2001.

Info

  • Museo civico E. Barba
    0833 264224
    via De Pace Antonietta, 108
    http://www.museocivicogallipoli.it/

Nota dell’autore

Chi scrive ha potuto visitare la località tra il 2006 e il 2008. Le fotografie sono concessione dell’autore.

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