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Garbi Assuan

Garbi-Assuan

La necropoli di Garbi Assuan è scandita da due file di tombe (la prima delle quali contiene il maggior numero di tombe e le più importanti), originariamente accessibili mediante rampe di scale, longitudinalmente tagliate da uno scivolo necessario per il trasporto dei sarcofagi e dei corredi funerari.

Le tombe più importanti di Garbi Assuan

Tomba 25 di Mekhu
VI dinastia. Presenta un ingresso decorato con due piccoli obelischi anepigrafi e una vasta sala con un soffitto da tre file di sei colonne ciascuna. In asse con l’ingresso è visibile un tripode con una tavola d’offerta mentre lungo le tre pareti (quella di fondo e le due laterali) sono visibili tre nicchie soprelevate. Le scene decorative rappresentano soprattutto immagini d’offerte e lavori nei campi (aratura, raccolto e il suo trasporto da parte di asini).

Tomba 26 di Sabni I
VI dinastia. Sabni, figlio di Mekhu ed alto funzionario di Pepi II, possedeva una tomba in comunicazione con quella del padre, introdotta da un ingresso con due piccoli obelischi ai lati e un’entrata con travatura trasversale (molto originale) che introduceva all’interno di una sala sorretta da 12 pilastri squadrati che la dividono in tre navate. Le decorazioni rappresentano il defunto in barca con le figlie durante una battuta di caccia nelle paludi e altre scene di pesca e di caccia sul Nilo. Interessante è l’iscrizione rinvenuta nei pressi dell’ingresso che narra delle ricerche effettuate da Sabni per ritrovare il corpo del padre scomparso durante una spedizione del sud allo scopo di mummificarlo.

Tomba 28 di Heqa-ib I
piccole dimensioni e con una decorazione piuttosto scarna, possiede un’interessante immagine del defunto abbigliato da nubiano, una parrucca riccioluta e una pelle molto scura.

Tomba 30 di Heqa-ib
del Medio Regno. La sala è divisa in tre navate da sei pilastri con una volta a botte come copertura. Nella parete di fondo è visibile una nicchia con la rappresentazione di due personaggi e la pianta di papiro.

Tomba 31 Serenput II
della XII dinastia. Il principe Serenput II era uno dei figli di Satethotep, vissuto al tempo di Amenemhat II, faraone della XII dinastia. E’ considerata una delle tombe più vaste e meglio conservate dell’intera necropoli. L’accesso è attraverso uno stretto corridoio che introduce in una sala ipostila decorata da sei pilastri che si restringono verso l’alto, decorati (cosi come le pareti del cortile esterno) da strisce parallele nere, gialle e rosse, allo scopo di imitare la stratigrafia della roccia dove sono scavate le tombe. A destra è visibile una tavola delle offerte in granito e poco più avanti è visibile un corridoio decorato da tre nicchie per lato, all’interno di ciascuna delle quali è visibile la statua del defunto scolpito nella roccia con le sembianze mummiformi di Osiride. Il corridoio conduce all’interno di una piccola sala sorretta da quattro pilastri con una nicchia posta nella parete di fondo. La decorazione è molto interessante non soltanto per le scene riprodotte (defunto ad un banchetto con suo figlio, defunto in scene familiari ecc. ecc.) ma soprattutto per la loro raffinatezza.

Tomba 32 di Aku
molto semplice dove sono rappresentati nella nicchia della parete di fondo della sala la moglie e il figlio seduti al banchetto che si sta svolgendo sotto un pergolato.

Tomba 34 di Khunes
VI dinastia. La sala è sorretta da otto pilastri e decorata con scene di attività artigianali dei fornai, fabbri ferrai all’interno della fucina, birrai, vasai, conciatori ed altre attività. In epoca copta questa tomba (cosi come l’attigua tomba di Khui) venne utilizzada dai monaci come monastero e riprodussero le loro immagini lungo le pareti, con scene di vita quotidiana e riti sacrificali. Dalla tomba di Khunes si percorre una rampa di scale che conduce alla tomba di Setka, risalente al Primo Periodo Intermedio con affreschi molto deteriorati.

Tomba 34n di Herkhuf
l’ipogeo è formato da una sala sorretta da quattro pilastri e da un corridoio che conduce alla cripta. L’ingresso è decorato dalle immagini del defunto sorretto da un bastone e da una serie di iscrizioni biografiche che narrano di quattro spedizioni, tre delle quali compiute dal defunto in compagnia del padre nella Nubia per Merenra, quarto faraone della VI dinastia. Interessante notare il rescritto apportato nell’iscrizione sotto Pepi II che si congratula della riuscita della terza missione, durante la quale è stato catturato un nano, facendo riferimento alla cattura di un altro nano avvenuta anni prima sotto il regno di Gedkara-Isesi, sovrano della V dinastia.

Tomba 35 di Pepinakht
VI dinastia. Piccola tomba attualmente non visibile perché ricoperta dalla sabbia che presenta alcune iscrizioni che narrano le gesta del defunto all’epoca di Pepi II nelle battaglie contro i nubiani combattute nel Deserto Orientale.

Tomba 35d di Heqa-ib II
VI dinastia. La tomba di Heqa-ib II (il costruttore del piccolo tempio omonimo nell’isola di elefantina) piuttosto piccola e di impianto irregolare, è formata da un grande cortile e da un vestibolo con alti pilastri rastremati verso l’alto, che introduce all’ipogeo vero e proprio. Durante lo scavo, avvenuto alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, sono state rinvenuti notevoli esemplari di tavole d’offerta, la maggior parte delle quali visibili presso il museo di Assuan. Lungo la parte sinistra del vestibolo c’è l’ingresso alla tomba di suo figlio, Sabni II.

Tomba 36 di Serenput I
XII dinastia. Con la tomba di Serenput II è l’ipogeo più interessante e meglio conservato. E’ formata da un portale d’ingresso in calcare che riproduce le immagini del defunto e precede un cortile con portico a sei pilastri, che riproducono l’immagine del defunto accompagnate da iscrizioni. Numerose sono le scene sparse nella sala: defunto seguito dal portatore di sandali e da due cani, il defunto dinanzi all’immagine di buoi imbizzarriti, il defunto in barca mentre pesca e altre scene di vita quotidiana. Dalla sala si percorre un corridoio con soffitto a volta che conduce ad una seconda sala sorretta da quattro pilastri, passando poi ad un’altra sala più piccola sorretta da due pilastri e decorata da una nicchia per il culto del defunto. Anche in questa sala sono raffigurate scene di vita quotidiana ma anche qui le immagini, come nella sala più grande, sono seriamente deteriorate a causa del crollo degli stucchi.

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