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Georgia, USA. Scoperte le rovine di una città di fondazione Maya

Gli edifici della cittadella risalirebbero a 1.100 anni fa e potrebbe trattarsi di Yuhapa, cercata nel 1540 dall’esploratore Hernando de Soto.

Georgia, USA. Scoperte le rovine di una città di fondazione Maya
Ricostruzione del sito

Un’équipe di archeologi statunitensi ha recentemente riportato alla luce le rovine di un’antica città maya rimasta celata tra le montagne dello stato della Georgia. La cittadella risale a circa 1.100 anni fa e si crede che i Maya l’abbiano costruita dopo essere fuggiti dalle guerre, dalle eruzioni vulcaniche e dalle carestie che stavano affliggendo, in quella epoca, il centroamerica.

Pare che la città riportata alla luce sia proprio Yuhapa, la stessa che era stata cercata a lungo dall’esploratore spagnolo Hernando de Soto nel lontano 1540. Fino ad oggi, gli archeologi hanno dissotterrato 154 pareti e marciapiedi pavimentati. Oltre a questo, hanno anche scoperto un sofisticato sistema di irrigazione.

Alla fine degli anni ’90, Mark Williams, archeologo presso l’Università della Georgia nonché direttore del LAMAR Insititute, aveva diretto una serie di ricerche presso il monte Kenimer, situato a sud ovest di Barrstown Bald, nella valle del Nacoochee (Georgia); un giorno venne a sapere che i residenti del vicino villaggio di Sautee erano a conoscenza dell’esistenza di una specie di montagna piramidale composta da cinque parti ben distinte.

Williams scoprì che si trattava di una “montagnola” argillosa edificata intorno all’anno 900 d.C.: per via della sua datazione troppo recente Williams non aveva potuto attribuire l’edificazione del monumento ai Maya. Ma nel corso dell’anno successivo, un ingegnere in pensione di nome Cary Waldrup fece richiesta al servizio forestale degli Stati Uniti perché contrattassero l’archeologo Johannes Lobuser per permettergli di studiare il sito.

Lobuser battezzò il sito archeologico col nome di 9UN367 e dichiarò che questo tipo di ritrovamento era tipico esclusivamente delle zone del centro America e del sud America. Gli studiosi sono entrati in contatto con le popolazioni indigene della zona e hanno messo a confronto il loro linguaggio e le loro ceramiche con quelle dei Maya, incontrando numerosissime similitudini e affinità.

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