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Germani nel Mediterraneo

Germani

L’arrivo dei Germani nel Mediterraneo

I primi germani ad affacciarsi alle vicende del mondo mediterraneo furono i bastarni, considerati meticci dai loro vicini, gli sciri ( i puri ). I bastarni, nell’ultimo trentennio del III secolo a.C., si affermarono come gens importante sul basso Danubio. Non sapevano di essere germani ma, in particolare dai greci, erano ritenuti celti. Si scontrarono con i loro vicini dacico-traci e, in seguito, si allearono con i diadochi greci e dell’Asia Minore. Nel 168 a.C. li troviamo alleati con il re Perseo, come truppe ausiliarie, nell’ultima guerra romano-macedone; successivamente, furono mercenari di Mitridate re del Ponto. Con Roma mantennero relazioni di vario genere fino al III-IV secolo d.C..

I cimbri e i teutoni provocarono, invece, delle vere e proprie invasioni che sconvolsero l’Europa del II secolo a.C.. Essi abbandonarono la loro patria, la Scandinavia, a causa di alluvioni e carestie, attorno al 120 a.C. e, risalendo il corso del fiume Sava, si diressero contro il regno del Norico, riportando le prime vittorie sull’esercito romano. Fu Caio Mario a sconfiggere i teutoni nel 102 a.C. ad Aquae Sextiae ( Aix-en Provence ) e i cimbri nel 101 a Vercelli.

Il primo rex germanorum

Il primo rex germanorum fu lo suebo Ariovisto. Attorno al 70 a.C. egli aveva attraversato il Reno e invaso la Gallia. Cesare, dopo la vittoria sugli elvezi nel 58 a.C., decise di cacciare i germani dalla Gallia e sconfisse Ariovisto presso Mulhause, ricacciandolo aldilà del Reno. Ogni tentativo di rivalicarlo fu inutile per i germani, anzi Cesare lo attraversò nel 55 e nel 53 a.C., per compiere missioni punitive e rafforzare il confine.

Tuttavia, ai tempi di Domiziano, il limes con i germani non era ancora consolidato del tutto. Sotto di lui nasceva il limes retico-germanico superiore, che fu completato dai suoi successori. Si trattava di una frontiera di polizia, lunga circa 550 km, che andava da Rheinbrohl fino a Kelhelm, con un sistema di torri di guardia e piccoli castelli. Contemporaneamente, furono create le province della Germania Superior, con capitale Magonza e della Germania Inferior, con capitale Colonia.

Fino all’epoca di Marco Aurelio, sembrò che ci fosse un periodo di quiete e i romani erano convinti di aver assoggettato queste popolazioni. Sotto l’imperatore filosofo, scoppiarono le lotte contro marcomanni, quadi e i loro alleati germanici, che si protrassero per quattordici anni. Quando Marco Aurelio morì, nel 180 d.C., vicino a Sirmio, capitale della Pannonia, aveva sconfitto in modo devastante le popolazioni sarmatico-germaniche, tanto da voler formare due nuove province, per arginare possibili focolai: la Sarmazia e la Marcomannia, che avrebbero dovuto confinare a nord con la provincia traiana della Dacia. Tuttavia, alla sua morte, il figlio Commodo lasciò incompiuto questo progetto, non tanto per incapacità, ma valutando le reali forze dell’esercito e dell’impero romano, nonostante i trionfi ottenuti.

Dal III secolo d.C. in poi, iniziò un periodo di profonda trasformazione del mondo romano: le sue debolezze favorirono il rafforzamento delle numerose tribù germaniche, alcune delle quali erano nate praticamente inosservate.

I goti e i longobardi riuscirono a liberarsi dalla dipendenza dei vandali e, i primi, si spostarono dalla Pannonia sulla Vistola. I vandali, dall’odierna Polonia centrale, ripiegarono verso sud, verso i monti Sudeti.

I goti colpirono duramente la zona fra i Balcani e l’Asia Minore, fra il 238 e il 271, portando grandi devastazioni e sconfiggendo l’esercito romano dell’imperatore Decio, nell’odierna Bulgaria.

Fra le nuove tribù, i più importanti furono i franchi. Pare che il loro nome significhi liberi: erano, infatti, una popolazione germanica stanziata sulla riva destra del basso Reno, ancora non assoggettata ai romani.

I burgundi provenivano dall’isola danese di Bornholm ed erano acerrimi nemici degli alamanni, chiamati così dai loro vicini perché ritenuti meticci ( da alle Männer, tutti gli uomini ).

I sassoni furono nominati, per la prima volta, dal geografo greco Tolomeo. La loro provenienza era dall’Albinga settentrionale, a nord dell’Elba. Al loro interno avevano una divisione in tre gruppi sociali: aristocratici, frilingi e liti, che potevano prendere parte alla vita politica e militare, ma che erano separati dal divieto di matrimoni misti fra loro.

I goti, stanziati sul basso Danubio e nella penisola di Crimea, furono la prima popolazione germanica a venire a contatto con il cristianesimo. Quando i goti devastarono la penisola balcanica e l’Asia Minore, territori dell’impero romano già cristianizzati, riportarono come bottino un gran numero di prigionieri. Fra essi c’erano sicuramente gli antenati di Ulfila, provenienti dalla Cappadocia. Questo episodio rappresentò il primo imput per la cristianizzazione, sebbene lenta e molto ostacolata: il ceto aristocratico pagano, avvertendo in ciò una minaccia per l’ordine sociale, ordì due persecuzioni contro i cristiani, nel 350 e nel 370, le uniche presso i germani.

Ulfila, che era stato ordinato vescovo dei cristiani in terra getica, ad Antiochia, nel 341, fu cacciato dal paese, insieme ai suoi seguaci, durante la prima persecuzione. Giunto sul suolo romano, iniziò a tradurre la Bibbia. Le formule liturgiche furono tratte dal greco, direttamente, o con la mediazione della lingua latina. L’alfabeto, inventato per l’occasione, aveva caratteri ripresi dal greco, con l’aggiunta di elementi latini e runici.

Nel 391 fu eletto sovrano dei goti del Danubio Alarico il Balta, il quale fu il primo principe dei goti e il primo re dei germani ad occupare un posto di comando in un esercito regolare romano.

Fra il 378 e il 418 i visigoti iniziarono una migrazione quarantennale, che si concluse in Francia con la nascita del regno aquitano di Tolosa.

Nel 410 Alarico compì il sacco di Roma, poi si spinse verso sud, ma non riuscendo a valicare lo stretto di Messina, ripiegò in Campania, dove fece svernare le truppe. Non riuscì, però, nel suo intento di trasferirsi in Africa e, ancor prima della fine dell’anno, morì nel Bruzio, dove, secondo la tradizione, fu sepolto nei pressi di Cosenza, nel letto del fiume Busento, temporaneamente deviato. Furono i suoi successori a condurre i visigoti, prima in Spagna e poi in Gallia, dando origine ad un’importante realtà statuale, dopo la caduta dell’impero romano d’occidente.

I re di Tolosa furono i primi barbari ad avere un ruolo di legislatori. Il codex Eurecianus, formulato da re Eurico o da suo figlio Alarico II, fu un modello, ancora per i popoli altotedeschi dell’VIII secolo d.C., della legge alamanna e bavara.

Bibliografia

  • Leciejewicz Lech, La nuova forma del mondo: la nascita della civiltà europea medievale, pagg. 43-44.
  • Quast Dieter, Gli alamanni, in catalogo della mostra Roma e i barbari, 2008 pagg. 316-317.
  • Wolfram Herwing, I germani, Bologna 2005 pagg. 7-119.

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