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Gesù di Nazareth: figura storica

La figura storica di Yehoshuah (“Dio salva”) Ben Joseph ovvero Gesù di Nazareth, figlio di Giuseppe, è una delle più importanti sia a livello religioso, e quindi anche filosofico-sapienziale (1) se visto nell’ottica dottrinale del pensiero antico, sia a livello storico.

Gesù: le fonti storiche

pagane

La presenza storica di Gesù è tramandata, spesso indirettamente, anche da fonti non cristiane (2). Notizie provenienti da ambienti romani colti a carattere informativo-politico sulla dottrina cristiana e l’accenno a Cristo si trovano nella decima epistola di Plinio il Giovane all’imperatore Traiano (3), nella Vita di Claudio di Svetonio (4), ove un probabile errore di trascrizione dell’autore riporta il nome Chrestus al posto di Christus, e negli Annali di Tacito (5).

L’interesse dell’imperatore Tiberio per le possibili implicazioni di uno scontro religioso tra giudei e cristiani potrebbe essere alla base del senatoconsulto del 35 d.C. in cui l’augusto proponeva invano al Senato di annoverare Gesù tra le divinità del pantheon romano (6). Toni di speculazione filosofica assume un brano di Luciano di Samosata sulla vita del filosofo cinico Peregrio Proteo (7) in relazione allo stile di vita perseguito da Gesù.

Una pesante critica al fondatore del cristianesimo e al nucleo di apostoli suoi seguaci arriva dallo scrittore Celso (8).

cristiane

Poco si conosce della gioventù di Gesù (9), spesso resa con toni miracolistici tesi a risaltare le doti soteriche di Cristo fin dall’infanzia. Alcune fonti sono citate da autori antichi ma risultano frammentarie o disperse; è il caso del Vangelo degli Egiziani, degli Ebrei, degli Ebioniti e di Basilide, scritti negli anni tra l’80 e il 140.

Le chiese cristiane ufficiali riconoscono il valore preponderante di quattro fra i circa quaranta Vangeli: sono quelli di Marco (50-70 d.C.), Matteo (prima stesura in aramaico forse attorno al 50 d.C. poi traduzione greca nel 70-80 d.C.) Luca (70-90 d.C.) e Giovanni (100 d.C. ca.). I primi tre offrono una visione omogenea con Marco, usato come fonte dagli altri due, mentre Giovanni (probabile testimone oculare dei fatti descritti) scrive più tardi, in età avanzata.

Un altro Vangelo sconosciuto è parzialmente contenuto nel frammento del Papiro (o vangelo) Egerton 2, oggi alla British Library. Questo vangelo, scritto tra il 50 e il 100, si discosta dallo stile dei canonici ma non appartiene né alla tipologia gnostica né a quella apocrifa.

Frammento del Papiro Egerton
Frammento del Papiro Egerton

Gli studiosi propendono per l’esistenza di un’altra fonte, precedente ogni vangelo e forse assimilabile a quello di Tommaso, la cosiddetta Fonte Q (dal tedesco Quelle = fonte).

Una certa affinità coi vangeli canonici si manifesta negli agrapha, ovvero massime e sentenze morali attribuite a Gesù ma assenti nei vangeli e presenti non solo in ambienti cristiani e patristici ma anche giudaici e musulmani (10).

Un certo dualismo tra condizione umana e condizione spirituale viene tramandato dal Vangelo di Giuda, citato da Ireneo di Lione e sicuramente redatto prima del 180 (11). Questo vangelo, scoperto a El Minya (Egitto) nel 1978, è contenuto all’interno del Codex Tchacos insieme alla Prima apocalisse di Giacomo, alla Lettera di Pietro a Filippo e a un frammento dell’Allogeno; l’unica copia oggi rinvenuta risale al IV secolo ed è scritta in lingua copta attingendo da una versione precedente, forse greca, della metà del II secolo. Qui la figura di Giuda viene accreditata e riabilitata come l’unica capace di comprendere il progetto divino e il necessario sacrificio al fine dell’avverarsi della profezia sul messia Gesù.

Complessivamente, tutte le fonti su Gesù vanno dalla metà del I secolo agli inizi del VII (12).

Codex Tchacos, frammento del Vangelo di Giuda
Codex Tchacos, frammento del Vangelo di Giuda

Gesù: la nascita, il censimento e gli astri

Non conosciamo l’esatta data della sua morte, né la sua età quindi nemmeno l’anno preciso della sua nascita, avvenuta comunque sotto il regno di Erode il Grande (morto nel 4 a.C.) e durante l’apparizione di un fenomeno astronomico particolare, la cosiddetta “stella cometa”, una probabile congiunzione planetaria fra Saturno e Giove, manifestatasi nel 7 a.C.

Altre apparizioni di comete si ebbero in Medio Oriente nel 12-11 a.C. e nel 5-4 a.C.

Affresco della stella nelle catacombe di Santa Priscilla a Roma
Affresco della stella nelle catacombe di Priscilla a Roma

Uno dei Magi indica la stella, catacombe di Santa Priscilla. Roma
Profeta che indica la stella cometa. Ipogeo di Via Dino Compagni, Roma

Grotta della Natività a Betlemme
Grotta della Natività a Betlemme

Un ulteriore dato storico è il censimento voluto da Augusto, nell’8 a.C. All’epoca (9-6 a.C.), il governatore della Siria (che comprendeva anche la Palestina) era Gaio Senzio Saturnino.

Un altro censimento avvenne nel 6 d.C. sotto il governatore Publio Sulpicio Quirinio, ricordato dall’evangelista Luca (13). Va ricordato che un’ipotesi di Mommsen vuole un primo incarico consolare di Quirinio in Oriente, prima del 6 d.C., come indicato dal Lapis Tiburtinus, un’epigrafe mutila scoperta a Tivoli su cui però non resta la parte di testo col nome del personaggio in questione.

Le coincidenze astronomiche e storiche portano a pensare che Gesù nacque fra il 7 e il 6 a.C., avendo circa due anni alla morte di Erode. Le incongruenze dei vangeli canonici possono essere spiegate col diverso obiettivo di diffondere il messaggio cristiano a comunità differenti: Matteo scrisse in aramaico per genti ebraiche mentre Luca scrisse in greco per i “gentili” cioè le genti pagane del mondo greco-romano così da rendere quasi obbligatorio qualche riferimento alla società di tradizione romana all’interno di eventi di stampo pienamente giudaico.

La società ebraica nel I secolo

Al tempo di Gesù la società ebraica era divisa in fazioni politico-religiose, come riportato da Giuseppe Flavio e talvolta dai vangeli. Il centro spirituale era il Tempio di Gerusalemme, luogo simbolo dell’aristocrazia sacerdotale dei Sadducei (da Zadok, un sacerdote dell’epoca davidico-salomonica), conservatori di stampo nazionalistico.

La corrente più liberale era rappresentata dai Farisei (dal greco pharisaios = isolato, separato), un gruppo omogeneo e non autoritario fondato sull’osservanza della Torah e del Pentateuco. Gli Zeloti (dal greco zelos = zelo, ardore, rivalità, invidia) erano i sostenitori radicali della legge di Mosè e dell’indipendenza di Israele, una sorta di partigiani sempre pronti a ribellioni e a operazioni di guerriglia.

Grazie alle scoperte avvenute nelle grotte di Qumran si è potuto fare luce sulla “setta” degli Esseni, assimilabili ai cenobiti e ritirati in vita privata nell’osservanza ristretta dei precetti tradizionali dell’ebraismo.

Vita pubblica di Gesù

Sulla vita di Gesù di Nazareth ci è giunta una vasta gamma di notizie sulle circostanze della nascita, della sua discussione pubblica coi dottori nel Tempio, all’età di dodici anni (14), poi vi è un vuoto di 15-20 anni.

Gesù dodicenne al tempio. Duccio di Buoninsegna, Duomo di Siena.
Gesù dodicenne al tempio. Duccio di Buoninsegna, Duomo di Siena.

Le fonti tornano a parlare di Gesù in occasione della sua missione evangelica, quando aveva circa trent’anni (15).

Il battesimo di Gesù nel Giordano. Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova.
Il battesimo di Gesù nel Giordano. Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova.

La figura carismatica del Gesù storico rientra nella categoria dei predicatori messianici, persone alla stregua di Giovanni il Battista. Il messianismo giudaico è ribadito dalla controversa e lacunosa “Stele di Gabriel”, un’iscrizione a inchiostro su pietra (ancora in esame) che parlerebbe della rivelazione dell’arcangelo a un messia in vista della sua risurrezione entro il terzo giorno. La stele sarebbe stata trovata attorno al 2000 lungo le rive del Mar Morto ma ancora la comunità scientifica non si sbilancia sull’autenticità e la datazione.

Alcuni capi ebraici si elevarono come messia sfruttando il sentimento antiromano molto vivo per tutto il I secolo d.C. e fino ad Adriano: è il caso di Giuda il Galileo († 7?), Eleazaro Ben Dinai (35-60), Teuda († 46) Simon Bar Kochba (II sec. d.C.) (16).

Gesù risulta essere stato un ebreo osservante ed esperto conoscitore della fede rabbinica. Le divergenze dottrinali tra Gesù, i farisei e, in minor parte, i sadducei mostrano un profilo del nazareno propenso ad accogliere una fascia sociale di emarginati, bisognosi e peccatori. La profonda umanità di Gesù, tramandata dalle fonti, aiuta a comprendere il vasto consenso che il cristianesimo ebbe nonostante il clima persecutorio nei confronti degli apostoli e dei primi discepoli della comunità. Il messaggio salvifico dei vangeli è volto non solo alle genti di Israele ma anche al di fuori della società ebraica, ai gentili (da gens) di cittadinanza romana (17) e a ogni straniero in generale (18).

Gesù quindi appare come un maestro ma anche un guaritore contro ogni tipo di male: la guarigione di storpi, ciechi, muti, malati gravi, la risurrezione di morti (apparenti come la figlia di Giairo o accertati come ad esempio Lazzaro e il figlio della vedova di Nain) e gli esorcismi più
volte ribaditi dai vangeli sono tutti segni di un grande personaggio che opera tra il popolo d’Israele.

Gesù guarisce il cieco, Duccio di Buoninsegna, Duomo di Siena
Gesù guarisce il cieco, Duccio di Buoninsegna, Duomo di Siena

La morte di Gesù

In seguito all’arresto, avvenuto dopo il tradimento di Giuda detto Iscariota, il caso della condanna di Gesù divenne un affare politico-religioso: da una parte le autorità religiose (il sinedrio) volevano la sua morte poiché egli minava alcuni dei pilastri della dottrina ebraica e arruolava costantemente nuovi proseliti, dall’altra parte le autorità giuridico-amministrative (il prefetto romano Ponzio Pilato e il re di Giudea Erode Antipa, citato solo nel Vangelo di Luca [23, 8-12] e in un frammento del Vangelo di Pietro [I, 1-2]) erano preoccupate delle possibili implicazioni se avessero ignorato il volere dei sacerdoti e di parte del popolo ebraico.

Secondo la tradizione giudaica Gesù avrebbe dovuto subire la lapidazione ma la scelta finale ricadde sotto la giurisdizione romana, col beneplacito del sinedrio, e Gesù fu crocifisso (Mt 27, 32-50; Mc 15, 24-37; Lc 23, 33-46; Gv 19, 17-30).

Bassorilievo della Crocifissione, V secolo. Basilica di Santa Sabina, Roma
Bassorilievo della Crocifissione, V secolo. Basilica di Santa Sabina, Roma

Il dibattito sul supplizio rimane ancora aperto: si tratto di crocefissione o di affissione al palo come spesso accadeva? In greco, lingua usata nei vangeli prima della traduzione latina di San Gerolamo (IV secolo), la parola ??????? (stauròs) indica sia il palo sia la croce entrambi come simbolo di pena. È tuttavia certo l’uso di chiodi per le affissioni, coadiuvati dall’uso di corde per reggere il condannato (che veniva trafitto ai polsi e non alle mani), infatti nel 1968 a Givat ha-Mivtar si scoprì in un ossuario il calcagno di un uomo del I secolo d.C., tale Yehohanan figlio di Hagakol, trafitto da un chiodo, segno di una crocifissione.

Calcagno di Jehohanan rinvenuto a Givat ha-Mivtar (da www.bible-archaeology.info)
Calcagno di Jehohanan rinvenuto a Givat ha-Mivtar (da www.bible-archaeology.info)

Disegno della crocifissione (da www.biblearchaeology.org)
Disegno della crocifissione (da www.biblearchaeology.org)

La morte di Gesù è convenzionalmente stabilita nell’anno 33 poiché il suo ministero iniziò a circa trent’anni e ne durò approssimativamente tre. Se si tiene in considerazione la retrodatazione della sua nascita, la data probabile della morte di Gesù e della prima pasqua cristiana coincide con gli anni fra il 26 e il 29 d.C.

Dopo la morte

Secondo la consuetudine romana, il corpo dei crocefissi sarebbe dovuto essere deposto in un fossa comune, al di fuori delle mura, ma un membro del sinedrio (Giuseppe d’Arimatea che segretamente era discepolo di Gesù) chiese a Pilato il corpo del suo maestro e lo seppellì in un sepolcro di sua proprietà (Mt 27, 57-60; Mc15, 42-47; Lc 23, 50-55; Gv 19, 38-42).

Il corpo di Gesù non fu mai più ritrovato. Le uniche informazioni sul pensiero dei capi ebraici tra la sepoltura di Gesù e l’apparizione alle donne e agli altri discepoli provengono dal Vangelo di Matteo (Mt 27, 62-66 e 28, 11-15) in cui si narra che il sinedrio (di cui faceva parte Giuseppe d’Arimatea) chiese e ma non ottenne da Pilato un numero di soldati davanti al sepolcro. Nel secondo brano evangelico il sinedrio, sapendo della resurrezione di Gesù, corruppe i custodi posti davanti al sepolcro per diffondere la voce che i discepoli avrebbero prelevato il corpo dalla tomba.


Resurrezione, Piero della Francesca, museo di Sansepolcro

Come dimostra l’ossuario di Yehohanan da Givat ha-Mivtar era possibile sottrarre alla fossa comune il corpo di un condannato a morte per seppellirlo in spazi privati.

Nel 1980 l’archeologo Amos Kloner scavò un sepolcro giudaico di I secolo d.C. nel sobborgo gerosolimitano di Talpiot. La tomba ospitava dieci ossuari di cui sei con epigrafe nominale (Gesù figlio di Giuseppe, Matteo, Giuseppe, Giuda figlio di Gesù, Maria e Mariamene chiamata anche Mara). I nomi sono tra i più diffusi nel mondo ebraico di allora e la scientificità della scoperta della “tomba di Gesù” è ritenuta non valida. Convenzionalmente il luogo della tomba di Gesù è identificato con l’attuale Basilica del Santo Sepolcro.

Tomba scoperta nel sobborgo Talpiot
Tomba scoperta nel sobborgo Talpiot

Luogo della tomba di Cristo
Luogo della tomba di Cristo (da www.wikipedia.org)

Le prove storico-archeologiche su Gesù

La storicità di alcune vicende delle vita di Gesù è ribadita da prove archeologiche. Un esempio di questi è la scoperta di un’epigrafe lacunosa rinvenuta nel 1961 a Cesarea Marittima, capitale della Giudea, e citante Ponzio Pilato. Il testo riconoscibile cita:

TIBERIEVM
[PO]NTIVS PILATVS
[PRAEF]ECTVS IVDA[EAE]
[…D]E[DICAVIT]

Si parla di un Tiberieum, un edificio dedicato al culto dell’imperatore Tiberio (regnante dal 14 al 37 d.C.), probabilmente edificato dal prefetto della Giudea, (Po)nzio Pilato la cui esistenza storica è dimostrata nel periodo cronologico della predicazione di Gesù: Pilato infatti fu praefectus Iudaeae dal 26 al 36 d.C., anno in cui manifestò le sue tendenze antigiudaiche contro alcuni samaritani e venne quindi trasferito in Gallia.

Null’altro si conosce di questo politico romano la cui leggenda circa la sua conversione in Gallia, seguito alla morte di Gesù, risale al periodo medievale anche se già i vangeli di Pietro, Nicodemo e Gamaliele riabilitano Pilato discolpandolo e seguendo la falsariga di Giovanni (Gv 19, 12). Nel medioevo nacque poi il “Ciclo di Pilato”.

L’iscrizione di Pilato da Cesarea Marittima
L’iscrizione di Pilato da Cesarea Marittima

I luoghi di Gerusalemme citati dai vangeli corrispondono in parte alla realtà archeologica messa in luce dalle scoperte: un esempio famoso è quello della piscina di Betzaetà, collocata presso la Porta delle Pecore, e citata da Giovanni in occasione del miracolo dell’infermo (19). Un’altra piscina, di cui rimangono a vista alcune vestigia è quella di Siloe (Gv 9, 7).

Plastico ricostruttivo del complesso della piscina di Betzaetà
Plastico ricostruttivo del complesso della piscina di Betzaetà

Anche i luoghi descritti al di fuori di Gerusalemme e i riferimenti geografici (Cafarnao, lago di Tiberiade, Monte delle Tentazioni, Monte Tabor, fiume Giordano, Nazareth, Betlemme) hanno un alto margine di verosimiglianza con le fonti evangeliche.

Il litostroto o gabbatà nella fortezza Antonia ora presso il convento di Nostra Signora di Sion
Il litostroto o gabbatà nella fortezza Antonia ora presso il convento di Nostra Signora di Sion

Gerusalemme al tempo di Gesù
Gerusalemme al tempo di Gesù

Planimetria del Tempio di Erode
Planimetria del Tempio di Erode

Ricostruzione del Tempio di Erode
Ricostruzione del Tempio di Erode

Un grande contributo per la comprensione del mondo e della società giudaica pre-cristiana e del cristianesimo gnostico proviene dai manoscritti rinvenuti a rispettivamente Qumran tra 1947 e 1956 e a Nag Hammadi nel 1945 e convenzionalmente chiamati “Manoscritti o rotoli del Mar Morto” e “Codici di Nag Hammadi”: il più famoso testo di quest’ultima raccolta è il Vangelo di Tommaso, un apocrifo redatto nel IV secolo ma riportante un testo di I-II secolo, in cui si riportano 114 detti di Gesù e che potrebbe essere stato una delle fonti di ispirazione di almeno uno dei vangeli canonici.

Ci sono prove sufficienti per accreditare la figura storica di Gesù, un uomo dall’incredibile fascino e carisma, nato poco prima del I secolo dell’era volgare e vissuto all’epoca degli imperatori Augusto e Tiberio.

Si è provata l’esistenza coeva di un prefetto delle Giudea di nome Ponzio Pilato, come attestato dai vangeli canonici (e da alcuni apocrifi).

Il lascito di Gesù

Le vicende narrate circa la vita di Gesù mostrano una figura spirituale e filosofica sempre attenta ai problemi sociali (i ceti meno abbienti, il distacco dal mondo), come già proposto in culture precedenti sia monoteistiche (zoroastrismo) sia politeistiche (buddhismo).

La grande rivoluzione del messaggio di Gesù si radica nel totale rifiuto della violenza e della vendetta, ideale completamente innovativo e sovversivo per la società greco-romana (e mediterranea in generale) basata sulla competizione resa sempre più cruenta dopo le guerre civili e fondata sul valore bellico e sull’ostentazione della ricchezza.

Umiltà e altruismo sono solo alcuni dei cardini del cristianesimo che da “setta perseguitata” è divenuta poi la religione più diffusa al mondo.

Il pensiero cristiano si è spesso adattato ai cambiamenti politici intercorsi tra il Dominato e il crollo di Roma (II-V secolo) per divenire poi nel Medioevo il grande motore sociale d’Europa. La scissione fra confessioni all’interno del mondo cristiano sono dovute a divergenze dogmatiche ed eretiche (da hàiresis = scelta) ma la base comune della fede in Gesù ha le sue salde radici in una tradizione che risale pienamente alle prime predicazioni e alle vicende degli apostoli del I secolo.

Cristo Pantocratore nella Cappella Palatina del Palazzo dei Normanni a Palermo
Cristo Pantocratore nella Cappella Palatina del Palazzo dei Normanni a Palermo

Note

  • (1) Vangeli canonici, passim; Nag Hammadi Codex II, 31, 10 – 51, 28; Nag Hammadi Codex II,passim;
    Papiro 8502 VII, 9 – X, 20.
  • (2) GIUSEPPE FLAVIO, XVIII, 63-64, 116-119, XX, 200; GIUSTINO DI NABLUS, CVIII, 2.
  • (3) PLINIO IL GIOVANE, X, 96-97.
  • (4) SVETONIO, XXIII, 4.
  • (5) TACITO, XV, 44.
  • (6) TERTULLIANO, V, 2; Framm. 64 von Harnack.
  • (7) LUCIANO DI SAMOSATA, XI-XIII.
  • (8) CELSO, I, passim.
  • (9) Tà paidikà tou kyriou,passim. L’opera fu scritta da “Tommaso l’israelita” (in un periodo fra i Vangeli canonici e il 150 d.C.) con rielaborazioni nel V secolo (ERBETTA 1975, p. 78 e segg.); Vangelo arabo dell’infanzia (VI-VII secolo); Vangelo armeno dell’infanzia (590 ca.)
  • (10) ERBETTA 1975, p. 84.
  • (11) IRENEO DI LIONE, Contro le eresie, I, 31, 1.
  • (12) PESCE 2004, p. 361 e segg.
  • (13) Lc 2, 2. GIUSEPPE FLAVIO data il censimento al 6 d.C. (Antichità Giudaiche XVIII, 1,1).
  • (14) Lc 2, 42-50.
  • (15) Lc 3, 23; Vangelodegli Ebioniti in EPIFANIO, XXX, 13, 2-3 e 7-8.
  • (16) Sul primo si veda GIUSEPPE FLAVIO, Guerra giudaica II, 8, 1 e Antichità giudaiche XVII, 271-272; sul secondo Guerra giudaica II, 12,4 e 13,2 nonché Antichità giudaiche XX, 1,1; 6,1 e 8,5; sul terzo Antichità giudaiche xx, 97,8 e Atti degli apostoli 5, 36. Sul quarto CASSIO DIONE, Storia romana, LXIX, 12-14.
  • (17) Mt 8, 5-13; Lc 7, 1-10.
  • (18) Mc 7, 24-30; Mt 15, 21-28.
  • (19) Gv 5, 2-9.

Bibliografia

Fonti antiche

  • CASSIO DIONE, Storia romana, I
  • CELSO, Discorso veritiero, I
  • GIUSEPPE FLAVIO, Antichità giudaiche, XVIII, XX
  • GIUSTINO DI NABLUS, Dialogo col giudeo Trifone
  • IRENEO DI LIONE, Contro le eresie, I
  • LUCIANO DI SAMOSATA, Vita di Peregrino Proteo, XI-XIII
  • PLINIO IL GIOVANE, Lettere, X
  • SVETONIO, Vita di Claudio, XXIII
  • TACITO, Annali, XV
  • TERTULLIANO, V
  • Framm. 64 von Harnack
  • Lettere (Paolo, Pietro, Giovanni, Giacomo, Giuda)
  • L’infanzia del Signore (Tà paidikà tou kyriou)
  • Vangelo arabo dell’infanzia
  • Vangelo armeno dell’infanzia
  • Vangelo degli Ebioniti in EPIFANIO DI SALAMINA, La cassetta dei medicinali (Panarion), XXX
  • Vangelo di Filippo (Nag Hammadi Codex II, 51, 29 – 86, 19)
  • Vangelo di Giovanni
  • Vangelo di Giuda in Codex Tchacos
  • Vangelo di Luca
  • Vangelo di Marco
  • Vangelo di Maria (Papiro 8502)
  • Vangelo di Matteo
  • Vangelo di Tommaso (Nag Hammadi Codex II, 31, 10 – 51, 28)

Autori moderni

  • ERBETTA M. 1975, Gli apocrifi del Nuovo Testamento. Genova.
  • MORALDI L. 1984, I vangeli gnostici. Vangeli di Tomaso, Maria, Verità, Filippo. Milano.
  • PESCE M. 2004, Le parole dimenticate di Gesù. Milano.

Si ringrazia la d.ssa Cristina Cumbo per la consulenza sulla didascalizzazione delle immagini.

1 Commento su Gesù di Nazareth: figura storica

  1. Eccellente contributo, grazie mille per la completezza delle informazioni.
    In ambito bizantino, oltre al santo sepolcro, ci sono gli scavi interessantissimi circa la Chiesa della Natività a Betlemme voluta da Costantino, in origine un ambiente ottagonale rialzato che permetteva di guardare all’interno della grotta.

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