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Gesualdo. Chiesa dell’Addolorata

Gesualdo. Chiesa dell’Addolorata

La Chiesa dell’Addolorata di Gesualdo

La chiesa dell’Addolorata, o di S. Rocco, è situata in Gesualdo, non lontano dalla chiesa dei Cappuccini. L’edificio si trova in posizione panoramica ed è affiancato da un imponente campanile. La chiesa dell’Addolorata fu fondata nel 1616 dalla principessa Isabella, nipote di Carlo Gesualdo.

Per tutto il XVII secolo appartenne all’Ordine Cavalleresco Secolare degli Antonini, istituito per assistere gli ammalati di peste. Pertanto, offrì accoglienza ai viandanti di passaggio, ai pellegrini, agli infermi indigenti

Storia della chiesa dell’Addolorata di Gesualdo

Sorta come una piccola Cappella, grazie al fervore religioso, allo spirito di sacrificio, all’operosità ed all’entusiasmo di numerosi fedeli e confratelli, il la chiesa dell’Addolorata poco distante da quella bellissima di San Nicola, è andata gradualmente ampliandosi, fino a raggiungere l’attuale grandezza.

Nel 1739, sotto il priorato del dott. Donato Antonio Mattioli, la Confraternita, poiché non aveva Terra Santa per inumare i suoi defunti, acquistò un adiacente casolare, ricavando nella zona interrata il cimitero e, in quella sovrastante, una bellissima sacrestia. Nel 1820, com’è riportato su lapide collocata sulla porta d’ingresso, la chiesa dell’Addolorata di Gesualdo fu ampliata fino a raddoppiare le sue originarie dimensioni di lunghezza ed altezza.

Fu rifatto il prospetto principale con artistico portale e fu costruito, separato dal corpo della chiesa, un campanile a base quadrata con cupola ricoperta di mattonelle porcellanate dipinte a mano. Quest’ultima opera, divenuta pericolante, fu demolita nel 1909 e ricostruita al lato opposto da un artigiano di Grottaminarda di spiccate capacità tecniche ed artistiche.

Per accedere alla cella campanaria fu realizzata una scala a chiocciola in pietra autoportante, con corrimano incassato agli scalini elicoidali, costituente con essi un pezzo unico. L’interno fu arricchito di pregevoli stucchi da un artista napoletano, nel 1922, quando fu sistemata sull’altare maggiore la bella e miracolosa statua della Vergine Addolorata, acquistata presso la ditta Calderazzo di Napoli dal priore Don Pasquale Dell’Erario con i soldi vinti al gioco del lotto.

In quell’occasione, l’artista Annibale Borghese di Avellino dipinse ad olio – sulle pareti laterali del Presbiterio, le figure degli Apostoli Pietro e Paolo, mentre – al di sopra del cornicione furono sistemati i dipinti di ottima fattura raffiguranti La Madonna di Costantinopoli e L’Annunciazione: entrambi ad olio, di ignoto autore, risalgono rispettivamente ai secoli XVI e XVII. Al centro della facciata – al di sopra del portale – fu collocata l’immagine dell’Addolorata riprodotta con ceramiche di Vietri; sulla cuspide venne posta la statua di San Rocco, fatta appositamente eseguire da un noto scultore di Carrara.

Il terremoto dell’Irpinia e la lunga agonia della chiesa dell’Addolorata

Sfortunatamente, a seguito del rovinoso evento sismico dell’80, la chiesa dell’Addolorata di Gesualdo fu resa inagibile per circa un decennio. Crollò la cupola dell’abside ed andarono perduti affreschi, stucchi e pezzi di altari.

Venne del tutto rovinata la pregevole balaustra in marmo, che divideva il presbiterio dalla navata, costituita da colonne e medaglioni. Questi, che a rilievo riportano le quattordici scene della Via Crucis, sono stati recuperati per essere collocati lungo il colonnato della chiesa dell’Addolorata di Gesualdo.

Il 2 agosto 1992, dopo essere stata consolidata nelle strutture murarie portanti e nelle fondazioni, ricostruita in più parti ed opportunamente restaurata, la chiesa dell’Addolorata di Gesualdo è stata riaperta al culto, grazie ai fondi della legge n. 219/’81 ed alle offerte dei fedeli e dei confratelli, ma soprattutto all’impegno ed alla tenacia del Priore, Prof. Giuseppe Bettalico.

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