Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Gioielli etruschi: introduzione

Gioielli etruschi

I gioielli etruschi

La civiltà e l’arte etrusca, hanno sempre esercitato un fascino particolare, su tutti coloro che vi si sono accostati; l’alone di sfuggente mistero che li ha sempre avvolti, rende, infatti, questo tema carico di interesse, in tutte le sue numerose sfaccettature.

Il profilo di questo popolo, spicca tra le civiltà dell’Italia antica, anche per i loro usi e i costumi che si espressero in varie sfumature, cariche di raffinatezza, come si può ravvisare nella cura che trapela dagli ornamenti personali. Il bello, l’arte, sono elementi che hanno accompagnato l’uomo nel corso della sua storia, ma in alcune civiltà le tendenze del senso estetico, colpiscono in modo più evidente, incarnandosi in modo significativo, anche nelle “arti minori”.

Parlando di Etruschi, il fascino si respira anche accostandosi ai monili, raffinati oggetti con funzioni ornamentali, in cui si espresse al meglio l’originalità e la creatività di questa civiltà, capace di trarre il massimo, dal metallo oggetto della lavorazione.

Le tombe ci forniscono una “carrellata” significativa di monili ed oggetti ornamentali. Inizialmente, infatti, questi oggetti, popolavano, soprattutto, le tombe. Finché non si sviluppò un’arte orafa, intesa come strumento in grado di generare prodotti destinati ad ornare il corpo.

Allo svilupparsi ed al crescere dei rapporti commerciali tra Etruria e Medio Oriente, potrebbe essere connesso il mutamento della fisionomia, ravvisabile nella gioielleria Etrusca: l’arte di questa civiltà fu il risultato della competenza e sapienza di diverse città, dotate ognuna di specifiche caratteristiche, ma anche il prodotto di procedimenti di assimilazione di influssi esterni e di contatti con civiltà diverse.

Lo sfarzoso e vario repertorio dei monili è sicuramente una delle caratteristiche di maggiore attrazione. Parlando del campionario della gioielleria etrusca, spicca la multiforme tipologia di oggetti che ne fecero parte.

Gioielli etruschi
Fibule in bronzo

Tra gli ornamenti, che potrebbero già essere presenti, fin da quando in Etruria ebbe inizio la lavorazione dei metalli, ci sono le fibule, fibbie che fungevano da spille, molto utilizzate nel mondo antico: assumevano diverse sembianze ed erano particolarmente diffusi. Questi oggetti erano realizzati in bronzo, ma anche in argento, e potevano possedere delle decorazioni in metallo, che avevano lo scopo di rendere la fibula ancor più pregiata.

All’VIII secolo,  potrebbero essere attribuite fibule dalle caratteristiche più pregiate, arricchite di altri materiali, tra cui l’ambra o l’oro. Nella stessa epoca, ( Età del Ferro), potrebbero essersi diffusi dei fermacapelli per donna e altri monili, tra cui le collane, composti da lamine di argento ed oro.

Ma anche girocolli, composti da elementi dalle forme molteplici, congiunti ad inserti di pasta vitrea, ambra e perle. Il medaglione fu un’altra tipologia di monile che potrebbe essere ascrivibile a questa fase: caratterizzato da dischi di bronzo, e decorato con motivi geometrici ed in seguito orientalizzanti. In una prima fase un materiale come l’oro, venne sfruttato come elemento di copertura, di altri prodotti meno preziosi e fu lavorato a lamina o a filamenti spiroidali.

Con il diffondersi della cultura orientalizzante, nel corso della seconda parte dell’VIII e nel VII secolo a.C. si svilupparono anche nuove modalità di lavorazione.

Le nuove tecniche, subirono un’evoluzione con il progredire della cultura orientalizzante: orafi stranieri, portarono nuove procedure di lavorazione orafa, ad una civiltà in cui l’arte dell’oreficeria, fu sempre particolarmente apprezzata. Spicca una tecnica sofisticata come la granulazione, minuscoli granuli d’oro, venivano utilizzati nella decorazione dei gioielli. L’oro veniva separato in sottilissime parti, unite a carbone in polvere, compresso, esposto ad elevate temperature, che provocavano la fusione.

La reazione chimica che si instaurava, conferiva all’oro la particolare forma a piccoli granellini. Dopo la procedura di raffreddamento, l’oro si sottoponeva al lavaggio. Per montare i granelli e comporre il gioiello era sfruttata una colla, che permetteva ai granuli di essere inseriti, andando a formare il disegno che si voleva conferire al monile. Le piccole sfere d’oro, erano legate in modo definitivo al gioiello, sottoponendo l’oggetto al calore.

Contemporaneamente, comparsero anche nuove forme di gioiello: si disseminarono tante tipologie diverse di spilloni, orecchini, bracciali, collane e fibule. Per quanto riguarda la decorazione dei monili, si diffuse anche la rappresentazione di animali: dagli uccelli in volo ai felini, dalle scimmie alla raffigurazione di animali fantastici. Tra i soggetti, figuravano anche gli arabeschi fitomorfi. Per quanto riguarda le collane, erano costituite da un intreccio a catena, composte con elementi metallici, a volte erano abbellite con pendagli, dove venivano rappresentati tipi di decorazione orientale.

Tra le varie tipologie di pendente, vi erano anche quelli formati da uno scarabeo girevole, di probabile influenza orientale. Tra i bracciali, nella prima Età del Ferro, spiccavano quelli formati da un elemento circolare rigido; mano a mano, a questa prima tipologia, vennero ad aggiungersi gioielli dalla forma a fascia o a serpentina. Nuove modalità di lavorazione si ravvisarono anche nelle fibule.  I maggiori centri di produzione, potrebbero essere ravvisabili in Vetulonia e nell’area ceretana.

Le scelte che riguardano lo stile di raffigurazione, sembrano diversificarsi, nella parte settentrionale, la supremazia fu raggiunta da uno stile concentrato sul disegno, mentre nel meridione, si fece prevalente il gusto per una decorazione più lussuosa. Nella successiva Età Arcaica, particolarmente diffusi furono gli orecchini, composti da una lamina, decorata a filigrana, unita al lobo dell’orecchio tramite un piccolo filo.

Per quanto riguarda i gioielli dedicati al collo, nei pendenti, apparsero pietre dure; dalla metà del VI secolo a.C. invece, cominciarono a proliferare anelli digitali, la cui peculiarità era un castone trattato a sbalzo,  tramite incisione, oppure arricchito da gemme intagliate. Anche in alcuni prodotti di questa forma di gioiello, si avverte un’influenza di tipo orientale: ad esempio ci furono delle tipologie di anello influenzate dai cartigli egizi.

Ma anche anelli a losanga incisa, di derivazione greca; oppure, dalla metà del VI secolo a.C. forme di scarabeo girevole, per questo monile che va a decorare ed arricchire le mani. Durante il ciclo arcaico, l’arte etrusca evidenziò una decisa influenza derivante dall’ellenismo.

Al termine dal VI secolo a.C. alle tecniche orami acquisite ed in utilizzo, si sommò la presenza di una granulazione sottilissima, in grado di generare un effetto a pulviscolo, unita all’utilizzo di paste vitree e pietre dure, che andavano a produrre un suggestivo effetto, dal punto di vista coloristico ed ornamentale. Al termine del IV secolo a.C. si resero chiari dei possibili approcci con le creazioni macedoni e persiane.

I monili che si utilizzarono, furono diademi trattati a sbalzo, pendenti per le orecchie caratterizzati dalla forma anatomica del ferro di cavallo, oppure a scudo ellittico. In epoca ellenistica, si diffusero anche modelli caratterizzati da pendenti eseguiti in materiali diversi, dall’oro, all’ambra, con rappresentazioni di uccelli e di altre tipologie di animali.

Questa carrellata di gioielli, rende evidente l’importanza che assunsero nel mondo e nella civiltà etrusca: se inizialmente l’utilizzo dei monili, aveva lo scopo di decorare la tomba, col passare del tempo, questi oggetti, indossati tanto da uomini che da donne, si resero manifestazione dell’interesse per l’abbellimento del corpo, uno dei motivi per il quale, si realizzarono monili dall’incanto suggestivo, creati con l’acquisizione di tecniche avanzate.

Una vera e propria arte, questa orafa, in grado di generare risultati avvolti da un fascino privo di tempo, fino alla battuta d’arresto, legata allo sfiorire di questa interessante civiltà, in seguito al quale, molte delle evolute tecniche utilizzate, tramontarono per secoli.

Gioielli etruschi
Firenze. Scavo di una tomba etrusca da Casalmarittimo presso il Centro di restauro della Soprintendenza, bracciale in bronzo

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*