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Giulio Cesare: De Bello Civili

Giulio Cesare: De Bello Civili

De Bello Civili

Il commentario De Bello Civili ha per oggetto gli avvenimenti degli anni 49 e 48 a.C. e comprende le campagne contro Pompeo e i pompeiani condotte in Italia, Spagna, Africa e Oriente, fino alla battaglia di Farsàlo. La narrazione si interrompe lasciando in sospeso l’esito della guerra di Alessandria.

Fin dalle prime righe, Cesare non perde occasione per ribadire di essere stato costretto allo scontro e per precisare il fatto che egli non è un sobillatore, ma che il suo unico scopo è riportare la pace. Questi tentativi di giustificare il suo operato sono dovuti al fatto che adesso non muove più guerra contro nemici esterni, ma contro cittadini romani come lui; inoltre deve difendersi dalle accuse degli avversari che si scagliano contro di lui per aver riaperto un nuovo capitolo di guerra civile.

A differenza del primo commentario, il teatro di svolgimento delle azioni è più vario, ci sono continui spostamenti; inoltre, la materia narrativa è trattata con maggiore pathos dall’autore, essendo di fronte a una guerra civile dove nessuno è mai nè amico nè nemico fino in fondo. Infine, un ampio spazio della narrazione è riservato all’esaltazione del coraggio dei propri soldati, che Cesare descrive con notazioni brevi ed incalzanti, che in più punti evidenziano il legame affettivo fra loro e il comandante.

Contenuto dei libri del De Bello Civili

  • Libro I
    si apre con la seduta del Senato del 1 gennaio del 49 a.C., nella quale viene imposto a Cesare di sciogliere l’esercito in armi. Cesare varca il Rubicone, Pompeo e i senatori fuggono a Brindisi e si imbarcano per Durazzo. In un primo momento Cesare non lo insegue, a causa dell’inadeguatezza della flotta e deve fronteggiare i pompeiani a Marsiglia e in Spagna.
  • Libro II
    continua lo scontro a Marsiglia, che resta fedele a Pompeo, ma Cesare ottiene infine la resa. Lo scontro si sposta in Africa, dove la disfatta cesariana è tremenda.
  • Libro III
    da Brindisi Cesare salpa verso l’Epiro, per raggiungere l’esercito di Pompeo; ottiene la sottomissione delle città della Tessaglia. Pompeo si accampa presso Farsàlo, dove avviene lo scontro decisivo. Pompeo ripiega in Egitto, ma Tolomeo XIII lo fa uccidere. Cesare viene coinvolto nelle tensioni fra Tolomeo e la sorella Cleopatra.

Il resto della narrazione viene completato dal Bellum Alexandrinum di Aulo Irzio.

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