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Giulio Cesare: De bello Gallico

Giulio Cesare: De bello Gallico

De bello Gallico

Il commetario De bello Gallico è dedicato alla campagna di conquista in Gallia, iniziata nel 58 a.C. e conclusa nel 52 a.C. Ognuno dei libri dei quali è composta l’opera è incentrato su un anno di guerra, secondo il modello dell’antica annalistica.

Secondo alcuni, Cesare avrebbe scritto l’opera solo alla fine delle conquiste, riunendo gli appunti che aveva precedentemente dettato ai propri segretari o che gli erano giunti dai luogotenenti; secondo altre ipotesi, invece, l’autore avrebbe scritto l’intera opera solo successivamente, componendo il commentario per gruppi di capitoli o di libri, negli spazi di tempo liberi da impegni politici e militari.

I Galli non erano certo sconosciuti ai Romani. Agli inizi del IV secolo a.C. essi erano scesi nella Pianura Padana, a causa della spinta di popolazioni germaniche che li incalzavano verso sud. Invasero prima l’Umbria e poi assediarono Chiusi, nel 390 si diressero verso Roma.

I difficili rapporti con i Galli indussero i Romani a rivolgersi verso il sud della penisola per le proprie azioni di conquista. Infine, nel 120 a.C., facendo leva sulla città greca di Marsiglia, alleata di Roma, fu ridotta a provincia la Gallia mediterranea da Nizza a Tolosa, quella parte della Francia che prederà il nome di Provenza.

Il De Bello Gallico permette di fare uscire dalla semioscurità usi e costumi di popoli in parte sconosciuti a Roma e per i quali la città stessa nutriva curiosità: molti capitoli sono dunque dedicati alla descrizione di popolazioni della Gallia, della Germania e della Britannia. Cesare, per indicare questi popoli, si serve del nome barbari solo in fasi critiche della guerra ma, generalmente li chiama con il nome di tribù, dando della Gallia una descrizione geoetnica molto puntuale. Egli dimostra un interesse specifico e non solo descrittivo per queste realtà.

Argomenti dei libri del De bello Gallico

  • Libro I
    campagna contro gli Elvezi che intendono occupare tutta la Gallia. Cesare, per impedire ciò, si reca direttamente sul posto e li sconfigge. Poi l’attenzione si sposta sul germano Ariovisto, re degli Svevi, che ha oltrepassato il Reno per portare aiuto agli Averni e ai Sèquani, ma che si è stabilito nel loro territorio per estendere i propri domini. Cesare lo sconfigge e Ariovisto è costretto a tornare al di là del Reno.
  • Libro II
    in seguito alle vittorie di Cesare, i Belgi, preoccupati, hanno formato una coalizione contro i Romani. Cesare li affronta e li sconfigge, vendendo come schiavi alcune tribù.
  • Libro III
    Cesare compie campagne in Armorica, Aquitania e Gallia Belgica.
  • Libro IV
    viene oltrepassato il Reno grazie a un ponte costruito dai soldati romani e Cesare compie la prima spedizione in Britannia.
  • Libro V
    seconda spedizione in Britannia e campagna contro gli Euburoni una volta tornato in Gallia.
  • Libro VI
    Cesare fa costruire un nuovo ponte sul Reno, ma un po’ più a nord rispetto al primo, per inseguire gli Svevi, colpevoli di aver fornito aiuto ai Galli ribelli. Segue un’ampia digressione sui Galli e sui Germani. Successivamente Cesare torna indietro, perchè teme di restare senza grano in un paese dove è del tutto sconosciuta l’agricoltura.
  • Libro VII
    i Galli approfittano del fatto che Cesare è trattenuto a Roma da impegni politici e si ribellano con a capo Vercingetorìge, comandante degli Averni. Dopo vari tentativi da parte dei Romani di sottomettere i Galli, essi si rifugiano ad Alesia, città dei Mandubii, posta sulla sommità di un colle e per questo ben difendibile. Ma Cesare espugna la città e porta Vercingetorìge in catene in trionfo a Roma.

Aulo Irzio, luogotenente di Cesare, provvederà ad aggiungere un VIII libro all’opera, che faccia da congiunzione con il commentario successivo del De Bello Civili e che narri gli eventi fino al 50 a.C.

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