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Gran Bretagna, Devon. Scoperto un relitto dell’età del Bronzo (2)

Relitto dell'eta del Bronzo nel Devon

Mick Palmer, il Presidente del “South West Maritime Archaeological Group”, ha detto: “per le isole britanniche questa scoperta è estremamente importante. Questa era una nave da trasporto di grande scala. Laggiù c’è molto di più e quindi proseguiremo certamente nelle nostre ricerche. Prevediamo con fiducia che verrà trovato ancora altro”.

Dave Parham, docente di archeologia marina presso l’ Università di Bournemouth e membro del team, ha detto: “È come se stessimo vedendo un documentario sul commercio dell’epoca. Nello studio delle antiche merci che venivano trasportate oltre Manica stiamovivendo una fase nuova: non siamo infatti limitati allo studio di quelle trovate stoccate in qualche deposito disperso sul territorio, ma stiamo esaminando questi materiali direttamente sulla barca che li strasportava”.

“Tutto ciò che era sulal nave è affondato con essa è giace da qualche sui quei fondali. Questa nave è quella che oggi potremo chiamare un portarinfusa. Trasportava grandi quantitativi di ciò che per quell’epoca erano importanti materie prime.”

Il Dr Peter Northover, uno scienziato che lavora presso l’Università di Oxford, ha analizzato il ritrovamento e ha affermato: “Questo carico raggruppa i prodotti nativi di una moltitudine di paesi, localizzati in tutta l’ Europa, lungo la costa atlantica e nell’ entroterra; è quindi il risultato di una combinazione dei luoghi e mostra la grande diversità di fonti realizzata dal commercio dell’epoca”.

“I commercianti di metallo e gli artigiani che lo lavoravano scambiavano tra loro partite di metallo. Esso veniva trasportato attraverso vari passaggi, muovendosi lungo le varie reti di collegamento esistenti in Europa e in Gran Bretagna; lo scambio di metallo avveniva come e quando ce n’era bisogno, secondo una ben precisa richiesta del mercato”.

Il dottor Stuart Needham, un archeologo che studia l’Età del bronzo, ha detto: “Tutto questo è davvero emozionante. Tutti sanno che l’uomo sta esplorando la terra da tempi quasi immemorabili, ma penso che la gente resterà sorpresa nel sapere che questi uomini erano già prefettamente in grado di affrontare le vie del mare a quell’epoca, andando su e giù per la costa atlantica, e addirittura attraversando la Manica. È palese che vi fosse un complesso reticolo di interazioni commerciali attivo in tutta Europa durante tutto quel periodo. Molte merci venivano trasportate via terra, ma è probabile che, già in questa fase storica, vi fossero delle reti di scambi marittimi piuttosto sofisticate con imbarcazioni che muovevano su rotte precise e guidate da esperti navigatori – persone in grado di leggere le maree e le stelle, che non uscivano certo in mare casualmente come se stessero per andare a pesca. L’esistenza di individui specializzati in questo settore, in grado di solcare le acque dell’Atlantico, rende realistica la possibilità che essi effettuassero una raccolta organizzata di materiali e materie prime in vari luoghi, creando poi dei punti di stoccaggio collocate lungo la costa. Sempre secondo Needham “Il cardine di questa rete di scambi potrebbe essere stata una flottiglia di piccole navi che intraprendevano brevi viaggi lungo costa. Ciò non esclude naturalmente che esistessero all’ epoca navi e uomini che intraprendere viaggi più lunghi, come appunto quello di cui stiamo studiando il naufragio”.

Un’altra nave dell’Eta del bronzo era stata trovata precedentemente nei pressi di Salcombe, ma dal relitto erano stati recuperati soltanto 53 reperti. Altri otto oggetti, sempre risalenti all’Età del bronzo, sono stati recuperati in un terzo sito sommerso, nelle vicinanze, e ciò indica la possibile esistenza in quel tratto di mare di un altro relitto coevo.

L’unico altro relitto dell’ Età del Bronzo trovato nel Regno Unito venne scoperto sulla terraferma, o meglio sul bagnasciuga, a Dover and North Ferriby, sull’Humber. Ben Roberts, specialista dell’archeologia di quel periodo al British Museum, parlando del relitto di recente scoperta ha sostenuto: “è un ritrovamento incredibilmente stimolante dal punto di vista scientifico e quello che abbiamo qui è davvero una eccellente testimonianza delle antiche pratiche di commercio. Non siamo a conoscenza di molti siti di questo tipo e la possibilità di studiare questo è una vera rarità. È infatti quasi impossibile riuscire a scoprire tracce di questo tipo di attività colte nell’atto dello svolgimento, ossia del trasporto. E’probabile che su queste imbarcazioni che attraversavano il Canale ci fossero anche degli animali e passeggeri”.

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