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Gran Bretagna, Devon. Scoperto un relitto dell’età del Bronzo (1)

Devon. Scoperto un relitto dell'età del Bronzo

Uno dei relitti più antichi del mondo è stato scoperto al largo dalla costa del Devon, (una contea del Regno Unito, che si trova sulla penisola della Cornovaglia), dopo essere rimasto sul fondale marino per circa 3.000 anni. La nave, di evidente tipologia mercantile, al momento del naufragio trasportava un carico di stagno, metallo estremamente prezioso per l’epoca, e centinaia di rudimentali lingotti di rame.

Gli esperti sostengono che la scoperta è “incredibilmente eccitante” e fornisce nuovi elementi di prova riguardo l’estensione e la complessità dei legami commerciali tra la Gran Bretagna e l’Europa continetale durante l’ Età del Bronzo, nonché la notevole abilità di navigazione della popolazione di questo periodo.

Il rame e lo stagno venivano utilizzati per la fabbricazione del bronzo – che durante quel periodo era il prodotto primario delle lavorazioni e che veniva utilizzato nella fabbricazione, non solo di armi, ma anche di strumenti, utensili, gioielli, ornamenti di vario tipo e anche altri oggetti di uso quotidiano.

Gli archeologi ritengono che il rame, ma forse anche lo stagno, venisse importato in Inghilterra e avesse la sua origine in diversi luoghi di estrazione sparsi in tutta Europa, piuttosto che provenire da un’unica località. Questo dato dimostrerebbe l’esistenza di una complessa rete di percorsi commerciali in tutto il continente europeo. Gli archeologi dell’Università di Oxford stanno svolgendo ora ulteriori analisi chimiche del carico al fine di stabilire le sue esatte origini in termini di miniere di estrazione. Tuttavia, già a una prima valutazione si pensa che il rame provenisse da miniere localizzate nella penisola iberica, nelle aree alpine dell’Europa, e in particolare in quella che oggi è la Svizzera; è possibile inoltre che vi fossero luoghi di estrazione in Francia, nel Massif Central, o addirittura in Austria.

L’importanza della scoperta risiede anche nel fatto che è la prima volta che vengono trovati in Gran Bretagna dei lingotti di stagno risalenti a questo periodo. Questa è una scoperta che potrebbe supportare la teoria secondo la quale lo stagno all’epoca veniva estratto nel sud ovest della Gran Bretagna. Se così non fosse, allora è probabile che provenisse anch’esso dalla penisola iberica o dalla Germania orientale.

Il relitto è stato trovato a 300 metri dalal costa, su un fondale di circa dieci metri, in una baia vicino Salcombe, nel Devon meridionale, da un team di archeologi subacquei dilettanti che fanno parte del South West Maritime Archaeological Group.

In totale, sono stati recuperati circa 295 reperti, per lo più pani di metallo, che raggiungono un peso totale di oltre 84 kg. Il carico recuperato include 259 lingotti di rame e 27 di stagno. E’ stata trovata anche una spada di bronzo, due oggetti in pietra che potrebbero essere proiettili da fionda e tre torques d’oro o braccialetti.

La squadra di ricercatori deve ancora portare alla luce i resti dello scafo, ammesso che siano sopravvissuti fino ad oggi e non siano stati invece cancellati dal tempo e dalla corrosione. Tuttavia, gli esperti ritengono che il relitto fosse lungo circa 13,5 metri e largo fino a un massimo di circa 2 metri; si pensa che sia stato costruito con delle tavole di quercia unite tra loro, oppure con una struttura in legno ancorata a una rudimentale chiglia. L’ equipaggio doveva essere di circa 15 persone e assicurava la propulsione mediante pagaie o rudimentali remi.

Gli archeologi ritengono che questo modello di imbarcazione, per quanto apparentemente rudimentale, fosse tranquillamente in grado di attraversare il Canale della Manica tra Devon e la Francia, collegando in questo modo l’isola con le diverse reti commerciali europee, ed evitando inoltre di dover viaggiare lungo la costa per andare a utilizzare il passaggio tra le moderne Dover e Calais, che permette di passare il Canale in un punto più stretto.

Anche se il carico della nave veniva da lontano cioè dall’ Europa meridionale, è improbabile che il viaggio si svolgesse tutto a bordo della stessa imbarcazione, ma veniva piuttosto compiuto attraverso vari tratti costieri di breve durata grazie all’utilizzo di una serie di barche differenti.

Il sito del relitto si trova in un fondale chiamato Wash Gully; a terra vi sono ampie tracce di campi coltivati durantein età preistorica e di capanne dell’età del Bronzo, e si ritiene che la nave sia probabilmente affondata durante il tentativo di prendere terra per raggiungere questi insediamenti, oppure durante un passaggio in navigazione lungo la costa. Quest’ultima è notoriamente infida ed è anche presente nelle vicinanze una scogliera sommersa, che potrebbe aver casuato l’affondamento della nave.

Il lavoro di recupero del carico del relitto ha avuto luogo tra febbraio e novembre del 2009, ma la scoperta non è stata annunciata fino all’appuntamento con l’ “International Shipwreck Conference che si è tenuta a Plymouth.

I ritrovamenti sono stati segnalati sia all’ “English Heritage” che al “Receiver of Wreck”, gli enti che amministrano tutti i ritrovamenti subacquei che avvengono nelle acque della Gran Bretagna. I reperti recuperati verranno consegnati al British Museum nel corso del mese di marzo 2010. Essi saranno valutati in modo indipendente e il Museo pagherà alla squadra il premio di rinvenimento.

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