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Gran Bretagna, Jersey. Nuove scoperte sui Neanderthal nel sito di La Cotte

Neanderthal

Dal 1856, quando è stato scoperto e riconosciuto come specie, l’uomo di Neanderthal ha attirato l’attenzione di tutti, dagli studiosi ai semplici appassionati, godendo nel tempo di alterne vicende. Fino ad ora gli esperti pensavano che si trattasse di un ramo secco dell’evoluzione, ma studi recenti propongono una possibile ibridazione tra Sapiens e Neanderthal, prima esclusa tassativamente, per via della presenza, nell’uomo contemporaneo, di una piccola percentuale – fra 1 e 4% – di materiale genetico neandertaliano.

Nuove indagini presso l’area di La Cotte de St Brelade, sull’isola di Jersey, hanno apportato nuovi dati alla ricerca archeologica, rivelando che il popolo neandertaliano sia stato sottostimato. Il sito indicherebbe una frequentazione quasi continua della grotta per circa 250 mila anni, mostrando un grande successo adattativo ai mutamenti dell’ambiente e del clima, molto prima della comparsa dell’Homo sapiens. Il sito conserva anche la più corposa collezione della prima tecnologia neandertaliana dell’Europa del Nord, contando oltre 250 mila strumenti, fra cui anche i bifacciali, testimoniando, attraverso l’accuratezza della lavorazione, l’alto livello tecnologico raggiunto dai primi neandertaliani.

Il sistema di caverne di La Cotte indica una particolareggiata sequenza di occupazione e occasionale abbandono, in una condizione di cambiamento climatico, in un’era glaciale, quando la Gran Bretagna era ricoperta interamente dai ghiacci. Comprendere come i Neanderthal reagirono alla comparsa di questi periodi freddi consentirà agli studiosi una conoscenza migliore dei loro limiti di tolleranza.

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