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Gran Bretagna. La scoperta di un tesoro di monete costringe a rivedere i confini dell’Impero romano

Gran Bretagna. La scoperta di un tesoro di monete costringe a rivedere i confini dell'Impero romano

La scoperta di una grande quantità di antiche monete potrebbe provare che gli antichi romani conquistarono una parte del Sud Ovest della Gran Bretagna molto più grande rispetto a quanto si pensava fino a oggi.

Si è sempre pensato che Exeter, nel Devon, sia stato l’ultimo avamposto dell’antico impero, ma un fortunato ritrovamento di monete e l’evidenza di un grande insediamento ancora più ad ovest potrebbe indurre gli studiosi a riscrivere parte della storia. Questo ritrovamento, infatti, viene considerata una delle più grandi scoperte relative alla storia dell’antica Roma degli ultimi decenni, e mette in dubbio la credenza che la feroce resistenza di alcune tribù locali avesse fermato le loro mire espansionistiche, impedendo all’impero di espandersi ulteriormente. Sam Moorhead, uno studioso del British Museum, ha affermato che ci si trova alle fasi inziali di un processo che permetterebbe si modificare e rivedere quanto finora si sa riguardo all’invasione e all’occupazione romana del Devon.

Le monete sono state ritrovate da due archeologi amatoriali che setacciavano la zona con dei metal detector, e che hanno immediatamente consegnato il tesoro ritrovato alle autorità. Dopo aver approfondito le ricerche nella zona interessata durante la scorsa estate, è stato ritrovato, con grande stupore di tutti gli archeologi, un grandissimo insediamento che, per motivi di sicurezza, è stato identificato solamente come un sito ‘a qualche miglia a ovest di Exeter.”

Nell’insediamento sono tati ritrovate almeno tredici case a pianta rotonda, cave di ghiaia e sentieri che coprivano qualcosa come una dozzina di campi: si tratta del primo ritrovamento di questo tipo per il paese. I lavori di scavo veri e propri del sito cominceranno verso la fine di agosto e saranno condotti da un gruppo di studiosi ed esperti archeologi britannici.

Uno studioso del British Museum ha affermato che ritrovamenti di questo tipo e di questa importanza non sono molto comuni nella zona del Devon, per questo si tratta di una scoperta davvero entusiasmante per tutta la comunità archeologica. I primi scavi preliminari, infatti, hanno portato alla luce le prove di attività di scambi commerciali molto intensi con tutta l’Europa, una via di collegamento verso un insediamento di dimensioni maggiori ad Exeter e alcune strutture davvero interessanti, oltre che ad altre monete. Ma la cosa più eccitante per il gruppo di scavo è stato il ritrovamento di due tumuli sepolcrali che sembravano essere stati posizionati di fianco alla strada principale dell’insediamento: questo ritrovamento potrebbe essere considerato il primo segno di un antico cimitero romano, nonché un primo indizio sulle persone che hanno vissuto abitato in questa comunità.

Gli scavi effettuati finora ancora non sono in grado di stabilire il periodo esatto della fase di occupazione del sito, ma le monete che sono state ritrovate risalgono a un periodo leggermente precedente all’invasione romana, fino al 378 d.C. I romani hanno raggiunto Exeter durante l’invasione britannica del 50-55 d.C., e una legione capitanata da Vespasiano ha costruito una fortezza su uno sperone di roccia che sorgeva sopra il fiume Exe. Questa legione si è stabilita nella zona per i successivi venti anni prima di spostarsi nel Galles. Un paio d’anni dopo la partenza dell’armata, Exeter si è trasformata in un vivace insediamento britannico-romani conosciuto col nome di Dumnoniorum, con tanto di palazzi pubblici romani, bagni e un tribunale: costituiva anche la città principale dei Dumnonii, una tribù nativa britannica che ha abitato il Devon e il Cornwall.

Fino ad oggi si credette che la resistenza alle regole e all’influenza romane e a qualsiasi forma di ‘romanizzazione’ avesse impedito l’ulteriore espansione dei romani in direzione sud ovest, e per tantissimo tempo si è creduto che Exeter fosse il vero e proprio limite dell’insediamento romano nel sud ovest della Britannia, e che le restante parti della zona fossero abitate da tribù locali ostili e poco propense alla socializzazione. È stata ritrovata qualche evidenza di occupazione romana nel Cornwall e nel Dartmoor, ma si pensò che fossero solo punti di stoccaggio di provviste.

Questo ritrovamento è solo l’inizio di una serie di scavi e di ricerche che, si spera, faranno ancora più luce sulle attività romane in quelle zone d’Europa.

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