Grazie a Google Earth scoperti 14.000 siti archeologici

Oggi grazie all’aiuto di internet e delle foto satellitari, l’archeologia si semplifica, tanto da rendere quasi un gioco la scoperte di quattordici mila insediamenti antichi. I moderni archeologi o i semplici appassionati possono esplorare i territori comodamente da casa guardando un semplice schermo e con l’ausilio di Google Earth avere accesso alle foto satellitari attraverso le quali esaminare i resti in pietra e velocizzare l’individuazione di possibili luoghi in cui organizzare una spedizione. Direttamente dall’MIT e dall’Università di Harvard arriva un nuovo programma in grado di rilevare i resti antichi. Il software si serve delle foto satellitari fornite dal satellite

Google Earth

Oggi grazie all’aiuto di internet e delle foto satellitari, l’archeologia si semplifica, tanto da rendere quasi un gioco la scoperte di quattordici mila insediamenti antichi. I moderni archeologi o i semplici appassionati possono esplorare i territori comodamente da casa guardando un semplice schermo e con l’ausilio di Google Earth avere accesso alle foto satellitari attraverso le quali esaminare i resti in pietra e velocizzare l’individuazione di possibili luoghi in cui organizzare una spedizione.

Direttamente dall’MIT e dall’Università di Harvard arriva un nuovo programma in grado di rilevare i resti antichi. Il software si serve delle foto satellitari fornite dal satellite ASTER della NASA identificando gli insediamenti attraverso il colore del terreno che risulta differente dove c’è stata frequentazione umana, e ad altri fattori. Utilizzando il programma sviluppato dalla collaborazione tra l’archeologo Jason Ur e un esperto di informatica, è stato quindi possibile trovare oltre 14 mila villaggi umani, costruiti negli ultimi 8 mila anni. la scoperta è avvenuta esaminando 23 mila chilometri quadrati di immagini satellitari dell’antica Mesopotamia, nella parte orientale della Siria. Oltre 9 mila sono i siti più elevati rispetto al suolo circostante e questo significa che nel corso del tempo ci sarebbero stati più insediamenti edificati sulle macerie dei precedenti.

Autore dell'articolo

2 Commenti

  1. Giovanni Lattanzi
  2. Iside

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.