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Grecia: nascita della scultura monumentale

Introduzione alla nascita della scultura monumentale greca

Con i contatti apertisi nel corso del VII sec. a.C. tra il mondo greco e l’Oriente vi furono nuove sperimentazioni dal punto vista artistico, con la nascita di botteghe innovatrici. Le varie città che componevano il mondo greco si distinguevano ognuna per un proprio stile artistico, cosi come differenti per ogni regione i dialetti di tipo ionico, dorico ed eolico.

Tali differenziazioni furono dovute sia alla varietà etnico- culturale interna alla Grecia stessa, sia dal modo in cui ciascuna regione percepì il nuovo apporto culturale del Medio Oriente. In ogni caso, tutte le scuole artistiche locali si indirizzarono verso i materiali maggiormente reperibili, come il marmo, la pietra calcarea, il bronzo o la terracotta.

All’origine della scultura monumentale in pietra, legno e altri materiali i greci ponevano la figura di Dedalo di Creta, leggendario scultore che divenne l’ideale prototipo d’artista nonché emblema stesso delle arti figurative. In realtà il Dedalo storico non è mai esistito, ma la sua figura assume piuttosto il valore di un ideale artistico che inizia ad affermarsi proprio nel corso del VII sec. a.C.

La scultura monumentale a tutto tondo dell’età orientalizzante nasce e si sviluppa nell’isola di Creta, area che più di tutte le altre recepisce al meglio dell’influenza mediorientale e zona in cui iniziano le prime sperimentazioni sulla scultura di grandi dimensioni in pietra e bronzo. La mitologia, tra l’altro, colloca proprio a Creta un gruppo di geni artigiani, i Dattili del monte Ida, che scoprirono la natura del ferro e del bronzo e la loro lavorazione mediante l’uso del fuoco.

Allo stile dedalico cretese sono attribuiti due tipi scultorei a soggetto votivo: le cosiddette xoana, piccole statue di culto in legno, avorio, marmo, o bronzo, e le sphyrelata, statue di dimensioni più vaste, ottenute battendo con un martello una lamina in bronzo posta attorno a una sagoma lignea.

A questa seconda categoria appartiene la “Triade Divina” del Tempio di Apollo a Drero.

Apollo, la figura centrale, è raffigurato accanto alla madre Latrona e alla sorella Artemide. Le due figure femminili, alte circa 40 cm, presentano maggiore ieraticità, con il tipico polos orientale calzato in testa. Apollo è invece di maggiori dimensioni ed è caratterizzato da una più spiccata vitalità.

Triade Divina, dal Tempio di Apollo a Drero
Triade Divina, dal Tempio di Apollo a Drero

Al pieno stile dedalico è ascrivibile la Dama di Auxerre , figura alta 65 cm dalla forme solide e compatte, con grandi quadri concentrici che ne scandiscono la gonna. Un’alta cintura chiude la veste in vita; le spalle sono larghe, avvolte in una mantellina, mentre i capelli sono acconciati in un motivo a trecce che cadono sulla testa a mo’ di parrucca. Il corpo ha ormai abbandonato la struttura a silhouette dell’età geometrica, lasciando il posto ad una potenza nuova, con volto triangolare, occhi grandi e sporgenti. La rotondità del volto e delle braccia contrastano con mani e piedi sproporzionati.

Dama di Auxerre
Dama di Auxerre 

Da Creta lo stile dedalico si diffuse presto verso la Grecia Continentale e nelle Cicladi.

Monumentale è la Kore di Nikandre, alta 1,65 m e dedicato ad Artemide da una fanciulla di Nasso, di nome Nikandre. E’ una figura eretta, vestita con un peplo aderente stretto alla vita e i capelli che si dispongono in trecce lungo i lati del volto. Non è chiaro se la statua rappresenti Nikandre, uccisa come si legge nell’iscrizione dalle frecce di Artemide, o forse la stessa dea che proprio a Delo condivideva col fratello Apollo la sacra isola.

Kore di Nikandre
Kore di Nikandre 

Lo stile dedalico si manifesta anche in alcune statuette in bronzo del VII secolo, come ad esempio l’Apollo di Mantiklos da Tebe, alto 20 cm. Vi è rappresentato Apollo, con l’arco nella sinistra e probabilmente le frecce nella mano destra, oggi perdute. Le masse muscolari sono molto accentuate, e una linea verticale divide la figura in due parti, e costituisce il discrimine dal quale sono assemblate le cosce, il torace e il lungo collo.

Apollo di Mantiklos
Apollo di Mantiklos 

Le più antiche statue votive del VII secolo sono tutte comemorative, votive o funerarie. Esse rappresentano la pietrificazione del defunto che diventa ora custode del santuario o della tomba dell’uomo; in questo discorso, per concludere, rientrano soprattutto la Kore di Nikandre e la Dama di Auxerre, figure che anticipano di quasi mezzo secolo le figure maschili monumentali noti come kouroi.

Bibliografia

  • Alan Shapiro, Tradizioni regionali, botteghe e stili d’arte in S. Settis I Greci, Una storia greca, Formazione, pp. 1181-1207;
  • Bejor, Castoldi, Lambrugo , Arte Greca, dal X al I sec. a.C. , L’età orientalizzante

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