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Guerra di Ramses III contro i Popoli del Mare

Jardins de la Fontaine, del Ninfeo e del Tempio di Diana a Nimes.
  • LUOGO: Bacino meridionale del Mediterraneo Orientale
  • DATA: Inizio del XII secolo a.C.
  • ESERCITI COINVOLTI: Egiziani, Filistei, Zeker, Shekelesh, Danuna, Weshesh e altri minori
  • VINCITORE: Egiziani, che respinsero l’attacco

ramses-popoli-mare

Se le lettere di Ugarit rappresentano un’importante fonte ‘storica’ per la comprensione del quadro generale delle invasioni avvenute lungo il bacino orientale del mediterraneo, le iscrizioni e i rilievi monumentali di Ramses III presenti a Medinet Habu in Egitto vanno presi con ‘le molle’ e filtrati dalle influenze autocelebrative del faraone. Rappresentano comunque una fonte preziosa sullo scontro che vide il faraone vittorioso sui “Popoli del Mare”.

La battaglia nelle iscrizioni di Medinet Habu

Sappiamo infatti come la megalomania dei faraoni (i resoconti di Ramses II sulla battaglia di Qadesh rappresentano una conferma) abbia condizionato i resoconti, dipingendo il faraone come un eroe trionfante e protettivo, distruttore dei nemici, colui il quale giganteggia sui corpi straziati degli sconfitti. I rilievi egizi raffigurano gli invasori con i loro caratteristici copricapo con le penne (i Filistei) o a corna (probabilmente gli Sherdana ed altri gruppi) con lunghe spade e piccoli scudi tondi, in processione o in combattimento a terra o in mare.

La lunga iscrizione riportata sulle pareti dello splendido tempio di Medinet Habu e risalente all’anno cinque del regno di Ramses inizia ricordando una campagna militare contro i vicini occidentali dell’Egitto, identificati con il termine di Tjehnyu, a cui era stato imposto un reggente egizio non gradito alle popolazioni locali. Come accadde durante il regno di Merenptah pochi decenni prima, furono alcune tribù ad infastidire e mettere in discussione il potere centrale egiziano. Le tribù vengono rese note con il nome di Libi, Sped e Meshwesh, questi ultimi già precedentemente nominati sotto il regno di Amenhotep III alla fine del XV secolo a.C.

Superato l’ostacolo della confederazione libica, Ramses III dovette affrontare l’invasione dei ‘Popoli del Mare’ avvenuta durante l’ottavo anno del suo regno. Le rappresentazioni lungo le pareti del tempio sono molto eloquenti e ritraggono un quadro assai significativo sulle condizioni degli invasori. Essi vengono infatti rappresentati con i loro caratteri fisionomici in grandi processioni formate anche da donne, bambini e carri trainati da buoi, tipiche immagini di trasferimento di massa alla ricerca di nuove terre da occupare.

Il racconto egizio

L’attacco venne sferrato contemporaneamente via terra e via mare, a cui parteciparono certamente i già citati Sherdana, ma anche i Danu (forse i Danai dell’Iliade), i Peleset (i Filistei) e i Tjekker, la cui iscrizione nel tempio di Medinet Habu ne riporta la fragorosa sconfitta.

Ecco un significativo stralcio delle iscrizioni:

I paesi stranieri ordirono un complotto nelle loro isole. La guerra si diffuse contemporaneamente in tutti i paesi e li sconvolse e nessuno potè resistere alle loro armi, a incominciare dal Khatti, Kode Karkamis, Arzawa e Alashya…… Un attendamento fu posto in una località di Amor ed essi devastaronoe spopolarono quel paese come se non fosse mai esistito. Essi avanzarono verso l’Egitto, con le fiamme davanti a sé. La loro confederazione era formata dai Peleset, Tjekker, Sheklesh, Danu e Weshesh ed essi si impossessarono dei paesi di tutto l’orbe terrestre, con cuore risoluto e fiducioso: “il nostro piano è compiuto!”. Ma il cuore di questo Dio il Signore degli Déi, era preparato e pronto a prenderli nelle reti come uccelli…… Stabilii il mio fronte nel Djahi, tenni pronti ad affrontarli i principi locali, i comandanti di guarnigione e i Maryannu. Feci approntare le foci del fiume a guisa di vallo fortificato, con navi da guerra, galere e navigli leggeri, che furono completamente equipaggiati, da prua a poppa con arditi combattenti che portavano le loro armi; il fior fiore della fanteria egizia, simili a leoni ruggenti sulle montagne; esperti guerrieri montati su cocchi e tutti i prestanti ufficiali le cui mani erano bene addestrate. I loro cavalli fremevano in tutte le membra , pronti a schiacciare le terre straniere sotto i loro zoccoli……Fu preparata una rete per intrappolarli e quelli che entrarono nelle foci del fiume vi rimasero presi e cadevano dentro, erano infilzati sul posto, massacrati e i cadaveri fatti a pezzi”.

Dopo la vittoria sui ‘Popoli del Mare’, Ramses III dovette contrastare, durante l’undicesimo anno di regno, una nuova invasione libica, anch’essa respinta e mirabilmente descritta lungo le pareti del tempio di Medine Habu. Con la respinta delle invasioni barbariche, venne di poco rinviata una crisi politica ed economica che culminerà (inizio del X secolo a.C.) con la conquista dell’Egitto da parte dei Libici.

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