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Guerriero di Gültlingen

guerriero di Gültlingen

Il guerriero di Gültlingen

La tomba di un uomo con un corredo molto ricco è stata rinvenuta a Gültlingen, a trentacinque chilometri da Stoccarda, nel 1901. La tomba è frutto di un rinvenimento casuale: in quegli anni tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, l’estrazione del tufo calcareo in questa zona ha portato alla scoperta di diversi contesti tombali che, purtroppo, mancano di una documentazione e di una descrizione adeguate sulla disposizione dei rispettivi corredi. È il caso anche di questa sepoltura, sulla quale sappiamo con precisione soltanto che l’elmo era posto ai piedi del defunto.

L’elmo, del tipo Spangenhelm, è composto da sei piastre di rame dorate, con una tiara in ferro. Tra le piastre della calotta si trovano, inchiodate, piastre di ferro. È provvisto di paraguance mobili, ricoperti di lamine di rame dorato. Il paranuca non si è conservato, ma doveva essere composto da anelli di ferro intrecciati. Questo tipo di elmo era diffuso in tutta Europa. L’origine pare, però, romana e a sua volta risale alle steppe dell’Iran settentrionale.

È probabile che i romani mandassero questi elmi, opere di maestranze specializzate, come doni nell’Europa centrale barbarica, o come paga per i servizi militari.

Nel corredo, era compresa una spada d’oro, una spada lunga a due tagli, probabilmente opera di officine bizantine, con impugnatura rivestita, sul davanti, da una sottile lamina d’oro. Questo tipo di spada, nel corso del V e VI secolo d.C., era indossata da esponenti dell’aristocrazia alemanna e franca, per evidenziare il loro status.

La cintura per portare la spada era ornata con quattro granati incastonati in oro e da un’estremità a forma di scudo, con inserti e granati.

Nel corredo si trovavano anche: una francisca, oggetto tipicamente franco, un’ascia da getto piuttosto malridotta, un piccolo scudo con umbone in ferro, alcune guarnizioni in argento e una lancia.

Un pezzo unico del corredo è un pendente con guarnizioni, a forma di croce, in oro e con granati incastonati. L’oggetto era, forse, cucito su un supporto e usato come chiusura per un sacchetto. Per la lavorazione è da riferire alla zona del medio Danubio. All’interno del sacchetto è stato rinvenuto un ago da cucito di bronzo.

Di derivazione franca è una coppa di vetro verde-azzurro, con una decorazione a spirale bianco-opaca su un margine. Si tratta di un oggetto piuttosto grande, con un diametro superiore ai quindici centimetri, importato quasi sicuramente dalla Renania.

Inoltre, erano presenti alcuni frammenti di ferro, andati perduti, forse pertinenti a una presa di scudo e un altro ago da cucito d’argento usato probabilmente come chiusura decorativa.

I ricchi e raffinati oggetti del corredo mostrano la sua appartenenza ad un uomo benestante, al quale, sicuramente, spettava un ruolo sociale rilevante, soprattutto per la presenza delle armi ben lavorate e della coppa in vetro, materiale molto costoso all’epoca, perché frutto di importazioni. Il sacchetto con all’interno l’ago da cucito, invece, potrebbe essere un oggetto femminile, forse un dono della moglie al marito defunto, o anche il simbolo di un’appartenenza a un clan, o un oggetto caro al defunto in vita.

La datazione della sepoltura è da ricondurre agli anni fra il 460 e il 480 d.C.. L’intero corredo è custodito a Stoccarda, al Württembergisches Landesmuseum (inv. 11539).

Bibliografia

  • Kokkoditis Klaus Georg , Il guerriero di Gültlingen ( Germania ), in catalogo della mostra Roma e i barbari, 2008 pag. 318.
  • Wolfram Herwing, I germani, Bologna 2005 pagg. 7-119.

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