Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Il libro dall’altro mondo: il Manoscritto Voynich

Un manoscritto oscuro, vergato a mano in un linguaggio misterioso, con lettere a noi ignote e decorato con illustrazioni che raffigurano fiori e piante sconosciute, donne senza vestiti e inspiegabili schemi astrologici, risalente a cinque, se non otto secoli addietro. Si tratta del Manoscritto Voynich, un libro che pare giunto da un mondo diverso dal nostro e sul quale, da alcuni decenni, linguisti, crittografi e scienziati si scervellano, senza risultati, per decriptarne il contenuto.

voynich_manuscript01
Il manoscritto Voynich

 Nel 1666 iniziarono le vicende di questo piccolo manoscritto (le sue dimensioni sono ridotte: centodue fogli che misurano 16X22 cm), dal povero aspetto e costituito da carta di qualità poco pregevole, quando il preside dell’Università praghese inviò una lettera a un decifratore del tempo. Grazie ad essa sappiano che il libro venne acquistato da Rodolfo II di Boemia, imperatore del Sacro Romano Impero dal 1576 fino al 1612, che lo pagò seicento ducati (3,50 kg d’oro!) e che chiese al preside di scoprire un esperto capace di decrittarlo.

Purtroppo la decifrazione non riuscì e furono perse le tracce del manoscritto che riapparve in Italia nel 1912, nel momento in cui Wilifrid Voynich, un collezionista americano, lo comprò, con la missiva del preside dell’Università di Praga, a Frascati, vicino a Roma, dai gesuiti residenti in Villa Mondragone, che decisero di metterlo in vendita poiché necessitavano di fondi per ristrutturare la villa. Da qui incominciarono i vagabondaggi del manoscritto, battezzato Manoscritto Voynich, tra i laboratori scientifici e le biblioteche.

Qualche anno dopo, nel 1919, William Newbold, ricercatore attivo presso l’University of Pennsylvania, rivelò di aver compiuto la decifrazione del libro affermò che si trattava si una copia degli appunti di laboratori appartenente al famoso alchimista, scienziato, filosofo teologo duecentesco inglese, Roger Bacon. Però, la traduzione di Newbold tratta di congegni quali il telescopio e il microscopio che lo studioso del Duecento non poteva conoscere dato che vennero ideati molti secoli dopo.

Newbold morì rifiutando di aver fallito, e dopo di lui, altri studiosi cedettero di aver risolto l’enigma. Ma il massimo che riuscirono a fare fu decifrare alcune pagine senza capire il significato e l’origine del manoscritto.

Addirittura, uno studente dell’Università americana di Yale, tale Robert Brumbaught, ha avanzato l’ipotesi che il libro è un falso che aveva lo scopo di ingannare Rodolfo II, mentre le esigue pagine comprensibili vennero realizzate appositamente per mostrare all’Imperatore che l’acquisto del manufatto valeva la pena.

Invece, Jorge Stolfi, studioso brasiliano, ultimamente ha proposto un’ipotesi basata sullo studio statistico degli enigmatici caratteri presenti nel manoscritto, alcuni dei quali compaiono soltanto in specifiche posizioni, come se il linguaggio del libro assomigliasse al cinese. Difatti, le parole cinesi sono costituite da 3 parti fonetiche: un prefisso (tono del vocabolo), una componente centrale (consonante) e un suffisso (vocale). Però, qualunque sforzo di decifrare il testo rintracciando somiglianze con il dizionario cinese non ha condotto a esiti positivi.

Nell’ardua impresa si sono messi alla prova anche i biologi, usando l’analisi spettrale, una tecnica impiegata per trovare le alternanze delle basi chimiche del DNA umano, che è una sorta di alfabeto costituito da combinazioni formate da quattro caratteri. L’indagine ha dimostrato che la successione delle lettere e degli spazi nel manoscritto seguono modelli statistici che assomigliano agli schemi delle lingue a noi note. Dunque, è vero che gli spazi dividono le parole e che non furono messi in maniera casuale allo scopo di spiazzare chi avrebbe tentato di decifrare il testo.

Attendendo che si scoprano delle parole di una lingua conosciuta che corrispondano a quelle del libro, esso continua a celare il suo segreto, custodito nella biblioteca dell’Università di Yale.

4 Commenti su Il libro dall’altro mondo: il Manoscritto Voynich

  1. Nel silenzio più assordante un giovane sacerdote italiano ha svelato il mistero del Voynich in un libro. Vi segnalo questo link icustodi.wordpress.com

  2. sembra una rappresentazione fumettistica di parti microscopiche del corpo umano, per esempio alcune piante somkgliano a mitocondri, altre ricordano la struttura del rene, e la figura sopra ricorda il sistema nervoso con assoni e nodi di ranvier

  3. a me sembra una dispensa e/o un tacquino di appunti relativi ad alcune lezioni teorico-pratiche e/o descrizioni analitiche di “oggetti” (fiori/piante; uteri/ovaie vene/arterie pianeti/stelle) osservati e studiati in laboratorio e/o sul campo
    le immagini soprattutto quelle relative alla sezione di bio-genetica ?! descrivono il processo di inseminazione,di gestazione indicando con le immagini gli organi interessati.
    pertanto le “parole chiave” da decodificare per tradurre il testo didascalico dovrebbero essere sangue ovaia utero…. proverei con una forma abbreviata della scrittura cuneiforme e con l’antico ebraico

  4. il manoscritto riserva indubbiamente della mano del cosmopolita, io non l’ho ancora letto, guardando queste figure si nota la tecnica criptografica del grande maestro. Può darsi che io mi sbagli, comunque rimane solo un libro di alchimia, nessuno lo può traddure senza la solita chiave.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*