Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Ilario di Poitiers

Sant'Ilario di Poitiers

Sant’Ilario di Poitiers

nato nel 315, morto nel 367

“Tutta l’immensità del cielo sta nel palmo di Dio
e tutta la vastità della terra è racchiusa nel suo pugno.
Ma la parola di Dio,
se giova certo a formarci un’idea irradiata di religiosità,
ha piú significato, per una comprensione profonda,
di quanto esteriormente si percepisca.
Infatti il cielo, racchiuso nel palmo di Dio,
è anche il suo trono; e la terra, contenuta nel suo pugno,
è anche lo sgabello dei suoi piedi.
Ma né il trono, né lo sgabello si possono interpretare
nel senso estensivo del corpo che siede,
perché quell’Essere infinito
può afferrare e racchiudere nel pugno
ciò che gli serve da sgabello e da trono.
In tutte queste realtà create ab origine, dentro e fuori,
si deve riconoscere Dio ad esse trascendente
e insieme intimo, cioè circonfuso e infuso in tutte;
infatti il palmo e il pugno che tutto contengono,
manifestano il suo dominio esteriore
sulla natura, invece il trono e lo sgabello manifestano
che tutte le cose sono a lui soggette
come ciò che è esterno a chi risiede nell’intimo.
Cosí egli, nella sua completezza,
tutto contiene in sé e fuori di sé
perché, per la sua infinità, egli non è lontano da tutto,
eppure tutte le cose sono esterne a lui,
che è infinito.

(dal De Trinitate, 1,6)

“Vescovo e dottore della Chiesa: elevato alla sede di Poitiers in Aquitania, in Francia, sotto l’imperatore Costanzo seguace dell’eresia ariana, difese strenuamente con i suoi scritti la fede nicena sulla Trinità e sulla divinità di Cristo e fu per questo relegato per quattro anni in Frigia; compose anche celeberrimi Commenti ai Salmi e al Vangelo di Matteo”. Così recita il Martirologio Romano a proposito di sant’Ilario, vescovo della località francese di Poitiers, autentico campione della lotta contro l’eresia ariana tanto da essere paragonato ad Atanasio di Nicea.

Come altri santi teologi e dottori dei primi secoli, anche Ilario non nacque in un contesto familiare cristiano, tuttavia i suoi precoci interessi per gli studi filosofici, in particolare per le dottrine neoplatoniche, destarono in lui il desiderio di pervenire alla Verità piena sull’uomo e sul suo destino, che egli trovò, dopo lunga ricerca, nell’incontro con Gesù Cristo. Anche nella vita di questo santo straordinario, che la Chiesa Cattolica venera il 13 gennaio, troviamo, dunque, la testimonianza del fatto che l’onestà intellettuale e la sincera ricerca del vero e del bene possono condurre l’uomo alla fede, per cammini che solo la Provvidenza conosce.

Alla morte del vescovo che presieva la comunità di Poitiers, nell’anno 353, Ilario venne immediatamente acclamato suo successore e si trovò ben presto inserito da protagonista nelle contese teologiche che caratterizzarono gli anni immediatamente successivi alla celebrazione del concilio di Nicea del 325 : com’è noto, la prima assise ecumenica della storia della Chiesa ebbe, quale principale preoccupazione, la corretta definizione dei rapporti in seno alle tre Persone della SS. Trinità e dichiarò l’eterodossia della posizione ariana, secondo cui Gesù, il Figlio, non sarebbe stato “della stessa sostanza del Padre” (per approfondire i contenuti della dottrina dell’arianesimo si vedano i links http://www.eresie.it/it/id065.htm e http://www.eresie.it/it/id215.htm). Ma dal pronunciamento di Nicea scaturirono nuove divisioni sull’interpretazione da fornire al concetto di “consustanzialità”: esso, infatti, si doveva intendere come sinonimo di “sostanza identica” oppure di “sostanza simile”? (1)

Ilario si fece interprete delle varie istanze in gioco e, nella stesura della sua fondamentale opera De Trinitate, durante gli anni dell’esilio in Frigia a cui fu condannato nell’ambito del sinodo di Béziers del 356, nonché nella lettera De synodis seu de fide orientalium, offrì un mirabile contributo per la composizione del conflitto interpretativo, senza mai scendere a compromessi con l’arianesimo più radicale. Ilario, insomma, pagò di persona la propria fedeltà al credo di Nicea, esattamente come Atanasio, di cui il lettore può reperire la scheda in questo stesso sito e che, nell’anno 362, fece convocare un Concilio ad Alessandria per ribadire pienamente la formula dell’ homooúsios e la messa in secondo piano di tutte le altre. Nei dodici libri del suo scritto dedicato alla Trinità, come rileva l’attuale pontefice Benedetto XVI in una sua recente catechesi, “Ilario espone il suo personale cammino verso la conoscenza di Dio e si preoccupa di mostrare che la Scrittura attesta chiaramente la divinità del Figlio e la sua uguaglianza con il Padre, non soltanto nel Nuovo Testamento, ma anche in molte pagine dell’Antico, in cui già appare il mistero di Cristo. Di fronte agli ariani egli insiste sulla verità dei nomi di Padre e di Figlio e sviluppa tutta la sua teologia trinitaria partendo dalla formula del Battesimo donataci dal Signore stesso: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

Il Padre e il Figlio sono della stessa natura. E se alcuni passi del Nuovo Testamento potrebbero far pensare che il Figlio sia inferiore al Padre, Ilario offre regole precise per evitare interpretazioni fuorvianti: alcuni testi della Scrittura parlano di Gesù come Dio, altri invece mettono in risalto la sua umanità. Alcuni si riferiscono a Lui nella sua preesistenza presso il Padre; altri prendono in considerazione lo stato di abbassamento (kénosis), la sua discesa fino alla morte; altri, infine, lo contemplano nella gloria della risurrezione”. Il passaggio dell’intervento del Papa, qui riportato, permette di cogliere la mirabile articolazione dell’opera di Ilario, il quale elabora le proprie argomentazioni a partire dalla considerazione del contenuto della fede ricevuta nel Battesimo.

Gesù, infatti, ha comandato ai suoi Apostoli di battezzare “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”: tutta la Trinità è presente nel momento in cui rinasce alla vita di grazia e alla figliolanza divina nel sacramento dell’iniziazione; e la Trinità è la scaturigine di ogni bene: “Uno solo – rimarca Ilario – è l’Autore di tutte le cose, perchè uno solo è Dio Padre, dal quale tutto procede. E uno solo il Signore nostro Gesù Cristo, mediante il quale tutto fu fatto, e uno solo lo Spirito, dono in tutti”. Nel dono di Suo Figlio fatto uomo, il Padre ha offerto all’uomo l’unica, vera speranza di salvezza: Gesù ha assunto pienamente la condizione umana, tranne che nel peccato, e ha riscattato l’uomo dalla sua lontananza da Dio, riaprendo il passaggio alla vita eterna che il peccato del primo Adamo aveva sbarrato; con il Battesimo ogni creatura viene innestata nella vera vite, che è Cristo, ed è destinata a portare molto frutto nella misura in cui resta unita a Gesù attraverso il sistematico rinnegamento delle opere dell’uomo vecchio, ossia l’egoismo in tutte le sue manifestazioni.

Rientrato dall’esilio a Poitiers nell’anno 359, Ilario riprese la sua missione pastorale di vescovo, coadiuvato dall’appoggio del giovane Martino, poi vescovo di Tours. La coraggiosa lotta per la difesa e l’affermazione della vera fede, che Ilario non aveva mai interrotto nemmeno nei duri anni dell’esilio, durante i quali si era premurato di agire per la conversione degli ariani con cui entrava in contatto, proseguì, ottenendo significativi successi come, ad esempio, la deposizione di alcuni prelati, primo fra tutti Saturnino di Arles, che avevano sostenuto la causa filoariana portata avanti dall’imperatore Costanzo, sul trono dall’anno 337 sino al 361, e avevano contribuito alla condanna e all’esilio dello stesso Ilario. Alla deposizione di Saturnino, disposto dal Concilio di Parigi, svoltosi fra 360 e 361, fece seguito, di lì a poco, un altro evento che diede il colpo di grazia all’arianesimo in Occidente, ossia la morte dello stesso Costanzo.

L’assise alessandrina dell’anno successivo, convocata da Atanasio, segnò il trionfo non solo della fede di Nicea, ma anche, in definitiva, della linea d’azione adottata da Ilario, il quale, in anni tanto travagliati e in una situazione politica e dottrinale così tesa ed ingarbugliata, seppe offrire un luminoso esempio di tenacia, di pazienza, di apertura al dialogo e alla conciliazione, pur senza mai venire meno alla difesa della propria posizione. Nel corso della sua esistenza, Ilario attuò pienamente quanto egli stesso scrisse nell’ottavo libro del De Trinitate: “La santità senza la scienza non può essere utile che a se stessa. Quando si insegna, occorre che la scienza fornisca un alimento alla parola e che la virtù serva di ornamento alla scienza”. Il sapere teologico diventa eloquente e convincente nella misura in cui si esprime nella condotta pratica di chi lo coltiva e lo promuove.

Negli ultimi anni, Ilario fu impegnato su un nuovo fronte di contrasto all’eresia, precisamente quello della diocesi di Milano, a capo della quale si era insediato dall’anno 355 Aussenzio, di fede ariana e già colpito nel 369 dalla condanna di papa Damaso e, immediatamente prima, da quella del Concilio di Parigi summenzionato. Nei confronti del vescovo milanese, a cui l’imperatore Valentiniano I, sia pure aderente al cattolicesimo, aveva concesso di conservare il suo ruolo, Ilario scrisse il Sermo Contra Auxentium o Contra Arianos vel Auxentium Mediolanensem liber, suddiviso in 15 capitoli.

L’intervento nella questione di Milano fu l’ultimo della lunga carriera di Ilario per il contrasto dell’arianesimo e la tutela della vera fede. Al vescovo di Poitiers si devono, peraltro, anche scritti di carattere biblico-esegetico, quali il Commentarius in Evangelium Matthaei e il Tractatus super Psalmos, nonché alcuni Inni sacri

Approfondimenti

Per approfondimenti sulla figura di sant’Ilario si vedano i links http://www.santiebeati.it/dettaglio/25700 e http://www.nonsolobiografie.it/biografia_ilario_di_poitiers.html, corredati anche di opportuni repertori bibliografici.

All’indirizzo http://www.documentacatholicaomnia.eu/20_40_0315-0367-_Hilarius_Pictaviensis,_Sanctus.html è possibile reperire e leggere i testi di molte opere di Ilario di Poitiers, sia in latino sia in traduzione in lingua inglese.

Utili indicazioni bibliografiche di approfondimento sono reperibili agli indirizzi http://www.sources-chretiennes.mom.fr/upload/doc/bibliographie_hilarienne_alphabetique.pdf e http://www.sources-chretiennes.mom.fr/upload/doc/bibliographie_hilarienne_chronologique.pdf

mentre il link http://www.sources-chretiennes.mom.fr/index.php?pageid=Hilaire_index propone un utilissimo indice teologico dei termini impiegati nel fondamentale trattato De Trinitate.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*