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Illuyanka

Illuyanka

Nella mitologia ittita, Illuyanka era un dragone, custode delle acque sotterranee, che venne ucciso dal dio Tarhunta, l’incarnazione ittita del dio urrita del cielo e della tempesta Teshub. La sua leggenda è stata tramandata da alcune tavolette rinvenute nel sito di ÇorumBo?azköy, l’antica capitale degli Ittiti, Hattusa. Sembra che questo mito venisse recitato durante la festa di primavera del purulli, forse una Grande Festa di Capodanno, come l’En?ma eliš babilonese. La leggenda che riguarda Illuyanka riporta due varianti.

Mito

Nella prima versione del mito, la più antica, Illuyanka si batté contro il dio Teshub, il quale venne sconfitto. Allora, per potersi rivalere sull’avversario e per ricevere dei saggi consigli, Teshub si recò da sua figlia Inara. Essa acconsentì a dare un aiuto a Teshub, ma in cambio chiese di poter avere l’amore del mortale Hupasiyas. A questo punto Inara escogitò una trappola: organizzò una grande festa ed invitò il dragone, a cui offrì una gran quantità di cibi e bevande facendolo saziare e bere fino a renderlo completamente ubriaco. Allora Hupasiyas catturò Illuyanka e lo imprigionò legandolo. Quando sopraggiunsero Tesub e altri dei, lo uccisero.

Illuyanka

In una seconda versione del mito, più recente, il violento scontro fra Teshub e Illuyanka fu vinto da quest’ultimo. Il dragone strappò gli occhi e il cuore di Teshub, che rappresentavano la compassione e la comprensione. Teshub meditò allora un’astuta vendetta: sposò la dea Hebat, figlia del mortale Arm, ed ebbe da lei un figlio, Sarruma. Una volta diventato adulto, Sarruma sposò la figlia del dragone Illuyanka. Teshub impose a suo figlio Sarruma di chiedere come regalo di nozze i suoi occhi e il suo cuore, che vennero prontamente donati a Sarruma. Una volta riavuti gli occhi e il cuore, Teshub tornò ad affrontare Illuyanka, ma nel momento in cui stava per sconfiggerlo, Sarruma capì di essere stato usato da suo padre per i suoi scopi. Allora Sarruma chiese al padre di prendere anche la sua vita, così Teshub uccise sia Illuyanka che Sarruma scatenando un violento temporale con pioggia e fulmini.

Questa versione è illustrata su un rilievo scoperto a Malatya (datato a 1050-850 a.C. ca) e si trova in esposizione al Museo delle Civiltà anatoliche di Ankara, in Turchia.

Il mito può essere letto come l’eterna lotta del bene contro il male per ristabilire il naturale ordine di tutte le cose. In questo caso, grazie alla sconfitta di Illuyanka, oltre all’ordine cosmico viene ristabilito anche il controllo delle acque.

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