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India. Le ceneri del supervulcano Toba svelano i misteri dei primi indiani

L’Homo Sapiens potrebbe aver raggiunto il continente indiano 74,000 anni fa.

Gli archeologi hanno scoperto degli antichi strumenti di pietra in Andhra Pradesh, stato dell’India Centro Orientale. Questa scoperta suggerisce le presenza e la sopravvivenza dell’uomo moderno in India più di 74.000 anni fa, molto prima di quanto ritenuto fin’ ora. Grazie a questa particolare analisi genetica è possibile stabilire la presenza umana in India – al di fuori dell’ Africa – in un periodo che va da 50.000 a 60.000 anni fa. Questi elementi di pietra risultano essere precedenti rispetto alle più antiche tracce di utensili indiani, di almeno 15.000 anni.

“L’archeologia del Paleolitico Medio (da 300.000 a 30.000 anni fa) è più vecchia di quanto le evidenze genetiche di nostra conoscenza indicassero, e va da 70 a 50.000 anni fa. E’ proprio per questo motivo che la nostra scoperta risulta essere così significativa, ” ha detto Michael Petraglia dell’ Università di Oxford, ricercatore principale del progetto.

Un dato ancora più significativo è come questi primi “indiani” siano sopravvissuti alla colossale eruzione vulcanica di Toba — che risulta essere molto probabilmente il più catastrofico evento che la specie umana abbia mai dovuto sopportare. Molti studiosi ritengono che la “super-eruzione” indonesiana abbia portatoa sfiorare l’ estinzione del genere umano.

Ma i sette anni di scavi e la rimozione degli strati di cenere – derivanti appunto dell’eruzione vulcanica – da parte degli archeologi britannici e dei loro colleghi della Karnataka University di Dharwad e dell’Università di Allahabad, hanno messo in luce diversi elementi contraddittori.

Il fatto che alcuni elementi di pietra antica, con stili simili, siano stati trovati al di sopra e al di sotto delle ceneri suggerisce che, le persone sopravvissute all’ eruzione erano in realtà le stesse che utilizzavano in precedenza questo tipo di strumenti, dice il dr. Petraglia. Gli strumenti sono stati ora datati. Inoltre, le prove trovate suggeriscono che l’eruzione di Toba non fu così dannosa per l’ambiente come era invece ritenuto in passato. Naturalmente si ritiene che un danno ecologico abbia avuto luogo, ma non vi è alcuna prova di una “drammatica distruzione dell’ambiente”.

I siti di scavo nel villaggio di Jwalapuram e le grotte di Bilasurgam nel villaggio di Kurnool e Dhaba nella Son Valley.

In entrambi i siti gli strati di cenere vulcanica hanno mantenuto i reperti ben conservati – così come è avvenuto a Pompei, dove nel 79 d.C. a causa dell’eruzione vulcanica del Vesuvio, morirono migliaia di persone.

“Abbiamo oggi varie superfici di occupazione che sono giunte a noi perfettamente preservate dalla cenere; siamo quindi in grado di rintracciarle lungo tutta l’estensione di questo interessante paesaggio sepolto. La cosa interessante è che abbiamo riscontrato come gli oggetti si trovino al di sopra di zone umide. La cenere ha contribuito a mantenere tale superficie in uno stato di conservazione eccellente,” sostiene Petraglia..

Un recente resoconto delle ricerche presentato a Oxford ha dimostrato che gli strumenti di pietra sono simili a quelli realizzati dall’uomo moderno in Africa. Pertanto si può dedurre che l’uomo “moderno” era presente in India prima dell’eruzione del Toba, vale a dire più di 74.000 anni fa, molto prima di quanto fin’ ora sospettato.

Nessuna delle testimonianze è definitiva. La squadra è attualmente alla ricerca di un fossile umano che dimostri la presenza dell’ uomo moderno in India più di 74.000 anni fa.

“Abbiamo bisogno di fossili che ci permettano di essere assolutamente certi di quanto ipotizzato ed ecco perché stiamo lavorando nelle grotte, ricche di ossa di animali fossilizzate,” ha detto ancora Petraglia, aggiungendo che gli scavi andranno avanti almeno per i prossimi cinque anni.

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