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Intervista a Angelika Fleckinger sulla mostra Ötzi20

Angelika Fleckinger dirige il Museo Archeologico dell’Alto Adige presso il quale il primo marzo 2011 verrà ufficialmente inaugurata la mostra temporanea dedicata al ventesimo compleanno della seconda vita della famosa mummia Otzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio. La abbiamo intervistata per voi.20 anni dalla scoperta di Ötzi: quando sono iniziati i lavori per l’allestimento dell’esposizione celebrativa?

Lavoriamo intensamente al progetto da due anni. Nella preparazione della mostra sono coinvolti numerosi esperti, dai consulenti che si occupano dei contenuti dell’esposizione a coloro che si curano dell’aspetto tecnico.

Avete apportato dei cambiamenti all’allestimento del Museo, in vista di questa grande mostra?
I 1.200 mq di superficie espositiva del Museo Archeologico dell’Alto Adige sono stati completamente riallestiti. Se l’esposizione permanente non presenta solo l’Uomo venuto dal ghiaccio, ma anche i più pregevoli ritrovamenti archeologici dell’Alto Adige, la mostra temporanea Ötzi20 è dedicata esclusivamente alla mummia, affrontando il tema in modo complesso e variegato.

Chi ha partecipato all’allestimento dell’esposizione e con quali ruoli?
Curatore della mostra è il museologo svizzero Beat Gugger. Per noi era importante incaricare una persona esterna al museo che fornisse un approccio nuovo e fresco all’argomento. A fianco di Gugger naturalmente si è mosso un gruppo di lavoro composto da collaboratori del museo e consulenti per i rispettivi contenuti. Dal punto di vista grafico e architettonico l’allestimento è stato realizzato dalla ditta “Gruppe Gut” di Bolzano. Il percorso espositivo è disseminato di numerosi video prodotti ad hoc, mentre numerosi artigiani hanno realizzato la costosa architettura.

Può fornirci qualche anticipazione sul percorso espositivo?
L’esposizione temporanea occuperà tutti e quattro i piani del Museo Archeologico dell’Alto Adige, per un totale di 1.200 m2, all’insegna rispettivamente dei temi life, reality, science e fiction, ovvero Ötzi come è stato incontrato e vissuto nei primi giorni dopo la sua scoperta, com’era e com’è nella realtà, nei resoconti e nelle pratiche dei ricercatori così come nelle domande (aperte) poste dalla scienza ed infine nella rappresentazione massmediatica e popolare. Il design ed i materiali scelti per allestire ogni piano sono ispirati alle rispettive tematiche e producono trasparenze e prospettive incrociate. Le stazioni interattive disseminate lungo il percorso espositivo e l’utilizzo di filmati, interviste e installazioni “hands-on” catturano l’attenzione del visitatore trasmettendo i contenuti della mostra in modo avvincente. “Ötzi20” non è solo una retrospettiva sui vent’anni seguiti alla scoperta dell’Uomo venuto dal ghiaccio. L’esposizione è piuttosto un’ “istantanea dinamica” in equilibrio tra passato e futuro, tra antichità archeologica e fenomeno sociale, dove trova spazio il costante mutamento delle conoscenze su Ötzi e delle rappresentazioni che ne abbiamo. Per l’intera sua durata, infatti, “Ötzi20” sarà aggiornata con le scoperte scientifiche dell’ultima ora e i più recenti spunti di discussione suscitati dalla mummia. Una mostra aperta, in divenire, che non intende pronunciare parole definitive sull’Uomo venuto dal ghiaccio, ma lo considera una parte di noi, del nostro tempo.

Otzi20 è stata presentata al pubblico in anteprima lo scorso a novembre. Come si è svolta la presentazione?
(Risponde Igor Bianco, addetto stampa del museo) La mostra è stata presentata in anteprima in una conferenza stampa a inizio novembre, con la partecipazione della direttrice del museo, del curatore e degli ideatori dell’architettura espositiva. Grazie anche all’ausilio di una presentazione multimediale, sono stati illustrati alla stampa i temi salienti affrontati dall’esposizione che caratterizzano i singoli piani del museo. Per l’occasione, sono stati forniti anche schizzi dell’allestimento. Inoltre, il curatore ha esposto il concetto generale della mostra.

Vuole illustrare i punti focali della mostra?
La mostra comincia con la storia del ritrovamento di Ötzi e la presentazione del ruolo che i mass media hanno giocato per renderlo ciò che è oggi: una delle più celebri mummie del mondo. Come per l’esposizione permanente, punto centrale rimane il complesso dei ritrovamenti, cioè la mummia con la sua attrezzatura e il suo vestiario. I visitatori hanno anche la possibilità di eseguire esperimenti in prima persona in un laboratorio scientifico e conoscere le più recenti ricerche su Ötzi. Inoltre, con la mostra Ötzi20 il Museo Archeologico dell’Alto Adige a Bolzano presenta al pubblico una nuova ricostruzione a grandezza naturale di Ötzi, basata su immagini anatomiche tridimensionali del cranio e sui più recenti metodi ricostruttivi della medicina forense. L’hanno realizzata i due esperti olandesi Alfons ed Adrie Kennis, artisti già noti per avere dato un volto all’Uomo di Neandertal. La nuova ricostruzione sostituisce quella, vetusta, già esposta al museo. L’esposizione prevede anche una sezione dedicata a curiosità relative all’Uomo venuto dal ghiaccio: per esempio, strane storie sorte intorno a Ötzi o i racconti di persone che credono di esserne la reincarnazione o di avere comunicato con lui nell’aldilà. Ma la mostra parla anche di tutti coloro che con Ötzi e grazie a Ötzi lavorano: in che modo la mummia ha influenzato le loro vite? Quali tracce vi ha lasciato?

In questa occasione Otzi assumerà un nuovo aspetto. Può svelarci qualche dettaglio?
Il volto dell’Uomo venuto dal ghiaccio verrà reso pubblico il 25 febbraio 2011. Comunque, posso anticipare che la nuova ricostruzione è assai verosimile e rende davvero “vivo” Ötzi. Egli è immortalato in un momento di tensione della sua vita – mentre si sta voltando leggermente: forse sta cercando con lo sguardo il suo inseguitore?

La casa editrice Folio Verlag ha pubblicato il catalogo della mostra di cui Lei è curatrice. Vuole anticiparci qualche elemento?
Il volume intende indagare per la prima volta Ötzi al di là dell’aspetto scientifico, chiedendosi ad esempio quale immagine della mummia si sia affermata, e quale ruolo abbiano giocato i mass media al riguardo. E ancora: che fenomeni sono sorti intorno all’Uomo venuto dal ghiaccio, a quali singolari sviluppi hanno portato? Che direzioni hanno preso le vite delle persone che hanno accompagnato Ötzi negli anni passati? Oltre a ciò, la mostra propone una nuova presentazione della mummia e del suo corredo basata sulle più recenti conoscenze scientifiche.

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