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Intervista a Carla Galeazzi, Coordinatrice Commissione Nazionale Cavità Artificiali SSI

Commissione Nazionale Cavità Artificiali SSI

La Società Speleologica Italiana, fondata nel 1903 e rifondata nel 1950, è una libera associazione di e per gli speleologi italiani che ha come principale fine la promozione dei modi idonei e corretti di interazione tra il mondo sotterraneo e quanti lo esplorano, lo visitano per ricerca, studio o personale curiosità. La Società, presieduta da Giampietro Marchesi, conta circa 3000 soci, e ha la sua sede principale presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Bologna. Abbiamo intervistato per voi Carla Galeazzi, Coordinatrice Commissione Nazionale Cavità Artificiali SSI.
Recapiti: Tel. 051.250049 – segreteria@socissi.itinfo@socissi.it

NOTA: La Commissione, composta da sessanta ricercatori, è la commissione consultiva permanente della SSI per le tematiche relative alle cavità artificiali.
Coordinatore Nazionale: Carla Galeazzi
Recapiti: Tel. 335.6608319 – artificiali@socissi.it

D In breve, ci racconti la storia  della Commissione Nazionale Cavità Artificiali della SSI
R La Commissione consultiva permanente per le Cavità Artificiali, che coordina e promuove gli studi nel settore, nasce nel 1981 ed è composta da speleologi che si dedicano alla ricerca ed allo studio delle opere antropiche di interesse storico, in Italia e all’estero.

D In quali settori è attualmente impegnata?
R La Commissione è interlocutrice degli Enti preposti alla tutela del patrimonio storico – archeologico, collabora alla conoscenza del patrimonio ipogeo artificiale, alla sua protezione e tutela, alla individuazione e progettazione di itinerari sotterranei fruibili anche da non speleologi e destinati ad arricchire l’offerta culturale di molti Enti Locali. Gli obiettivi della Commissione spaziano dalla catalogazione tipologica degli ipogei artificiali alla conservazione dei dati acquisiti (Catasto nazionale), dalle campagne di studio e ricerche condotte all’estero alla presentazione dei risultati degli studi in occasione di convegni e congressi internazionali. Cura la rivista semestrale “Opera Ipogea – Journal of Speleology in Artificial Cavities”.

D Quali sono i principali progetti in corso?
R In questi giorni ci stiamo occupando delle indagine e del rilievo topografico delle antiche Grotte Caetani, a Cisterna di Latina (LT), frutto di una convenzione stipulata fra il Comune di Cisterna e la SSI – Commissione Cavità Artificiali. Nel contempo abbiamo messo in cantiere un corposo numero speciale della rivista “Opera Ipogea”, che uscirà nel dicembre 2011 con gli Atti del VII Convegno Nazionale sulle cavità artificiali da noi organizzato lo scorso anno. Proseguono anche i censimenti tematici denominati “Carta degli antichi acquedotti” e “Carta degli emissari artificiali dei bacini endoreici”.

D E quelli per il futuro?
R. Stiamo mettendo in cantiere un nuovo censimento tematico dedicato alle antiche opere minerarie ed un manuale di speleologia in cavità artificiali.

D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R Negli ultimi tre anni abbiamo lavorato moltissimo, desidero ad esempio citare i due convegni nazionali di Napoli (2008) ed Urbino (2010) che per partecipazione, alto livello degli argomenti trattati e numero di relatori si sono rivelati l’appuntamento biennale imprescindibile per tutti coloro che si interessano, a vario titolo, alle cavità antropiche di interesse storico. Ma il nostro fiore all’occhiello è senza dubbio il Catasto Nazionale delle Cavità Artificiali che, istituito nell’ormai lontano 1989, dal maggio 2010 è consultabile on-line all’indirizzo http://catastoartificiali.speleo.it/applications
Ad oggi vi si trovano raggruppati i dati essenziali delle prime 4.200 schede relative alle cavità studiate e censite dagli speleologi italiani, che comprendono insediamenti rupestri, gravine, antichi acquedotti che si sviluppano in sotterraneo per decine di chilometri. Una mappa geografica del sottosuolo antropizzato che riveste un’importanza fondamentale dal punto di vista documentale e storico-archeologico, trattandosi dell’unico progetto condiviso in ambito nazionale, ad oggi unico anche nel panorama speleologico internazionale, con enorme possibilità di crescita ed implementazione.

D Avete collaborazioni con enti e istituzioni italiani?
R Si, abbiamo varato qualche anno fa il progetto “Ipodata”: una collaborazione con l’Istituto Nazionale di Vulcanologia per l’individuazione di ipogei atti all’alloggiamento di sismografi in sottosuolo per l’implementazione della rete di monitoraggio sismico nazionale. Poi la partecipazione ad un progetto didattico, che la SSI ha condiviso con l’Istituto Italiano di Speleologia e l’Unione Internazionale di Speleologia (UIS): 45 lezioni (delle quali tre dedicate alle cavità artificiali) destinate ai dipartimenti universitari. In questo momento è in essere un convenzione con il Comune di Cisterna di Latina (LT) per lo studio, la mappatura ed il monitoraggio dei parametri di radon e CO2 nelle antiche Grotte Caetani, che saranno aperte al pubblico andando ad arricchire l’offerta culturale del luogo. Ci teniamo inoltre costantemente “in rete” con l’ANIM (Associazione Nazionale Ingegneri Minerari) e con l’Associazione Consortile “Italia Sotterranea” che raggruppa i gestori di alcune cavità artificiali aperte al pubblico.

D E con enti e istituzioni stranieri?
R All’estero abbiamo diversi contatti con enti di tutela ed istituzioni di ricerca grazie alle molte campagne esplorative condotte da alcuni membri della nostra Commissione.
Ad esempio, da ormai venti anni i membri del Centro Studi Sotterranei di Genova facenti parte della Commissione Nazionale Cavità Artificiali svolgono studi sul patrimonio ipogeo artificiale della Turchia. Dapprima in Cappadocia, successivamente ad Anì al confine con l’Armenia, dal 2007 ad Ahlat nella zona del Lago di Van, Roberto Bixio e Andrea De Pascale svolgono progetti di ricerca in collaborazione con le Università Gazi e Haccetepe di Ankara, con l’Università Pamukkale di Denizli e con il Museo di Nevsehir. Così per i membri del Centro Ricerche Sotterranee Egeria di Roma, anch’essi afferenti alla Commissione, che hanno partecipato a campagne di studio in Cappadocia e Karlik (Turchia), e per Carlo Germani e Marco Meneghini che hanno preso parte all’indagine speleologica dei sotterranei del Castello di Shawbak (Giordania), a supporto della missione archeologica coordinata dal prof. Guido Vannini (Università di Firenze). Facciamo inoltre parte della Commissione Internazionale Cavità Artificiali della UIS ed abbiamo rapporti di partnership con la Fédération spéléologique européenne.

D Il rapporto con il mondo dell’istruzione e della formazione?
R Lo definirei reciprocamente proficuo.

D Organizzate corsi e seminari?
R Dal 2 al 4 dicembre 2011, abbiamo in programma un Corso Nazionale su “Cavità artificiali: dalla riscoperta alla valorizzazione” che si terrà ad Urbino, presso l’ex Collegio Raffello e si rivolge principalmente agli Enti Locali interessati a valorizzare il sottosuolo urbano inserendolo in percorsi di turismo culturale. Il corso si propone anche come strumento didattico per gli afferenti ad alcuni ordini professionali interessati a conoscere “cosa c’è sotto i nostri piedi”, cosa prevede la legislazione vigente, cosa fare in caso di incidente. Nella primavera 2012 un workshop internazionale che si terrà a Torino porrà invece a confronto speleologi provenienti da vari Paesi sulla codifica tipologica delle cavità artificiali. Per informazioni su entrambi gli appuntamenti: artificiali@socissi.it Poi parteciperemo al Congresso Internazionale di Speleologia (Brno 2013) con una sessione dedicata alle cavità artificiali.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato per i vostri scopi?
R Nota dolentissima, assolutamente no, ahimè! E qui non parlo della sola Commissione ma dell’intera Società Speleologica Italiana, che può contare sui soli proventi delle quote associative, con i quali gestisce la biblioteca “Franco Anelli”, di Bologna: la biblioteca tematica più vasta al mondo (www.cids.speleo.it), stampa le riviste Speleologia ed Opera Ipogea, assicura a tutti i soci una copertura assicurativa, produce strumenti didattici, cura il Catasto Nazionale delle cavità artificiali e molto altro… A volte mi chiedo come sia possibile farcela, più spesso evito di pormi domande e ringrazio la nostra capacità di fare squadra, di spostare montagne grazie al volontariato, sperando che questa meravigliosa energia non venga mai meno.

D Gli enti pubblici sono sensibili alle vostre attività?
R Enti locali si, soprattutto in città di piccole e medie dimensioni. Ministeri no… o forse non ancora…

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R Non sappiamo cosa sia una sponsorizzazione ed i finanziamenti sono rarissimi. Diciamo che su qualche progetto si riesce ad ottenere al massimo un parziale rimborso delle spese sostenute, il che vale a dire che, anche in questi casi, lo studio viene intrapreso a titolo professionale ma volontaristico, utilizzando giorni di ferie e sottraendo tempo libero alla famiglia, alla casa.

D Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico?
R Principalmente attraverso la nostra rivista, Opera Ipogea, che ci auguriamo presto di lanciare in veste anche digitale, oltre che cartacea. Poi attraverso i social network, abbiamo una pagina su facebook (Ssi Commissione Cavità Artificiali) e le mailing list speleologiche nazionali.

D Il vostro rapporto con la stampa?
R Vuoi una risposta sincera o diplomatica? Optiamo per la seconda: no comment! Ma qui invece ci si sente a casa. Mal comune mezzo gaudio?

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