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Intervista a Daniela Cisilino, Conservatrice del Museo di Attimis

Il Museo Archeologico Medioevale di Attimis apre le sue porte nel 1999 allo scopo di mostrare la vita dei castelli tra il XII e il XV secolo. Può contare su circa 250 reperti esposti in nove sale che si sviluppano su 100 metri quadrati. La Conservatrice del Museo è la Dottoressa Daniela Cisilino. La abbiamo intervistata per voi.

D In breve, ci racconti la storia del museo.
R Il Museo nasce nel 1999 nell’ambito di un progetto di valorizzazione di un territorio (già detto “Terra dei Nove Castelli” e ora “Parco Archeologico dei Castelli”) compreso fra i Comuni di Attimis, Faedis e Povoletto dove si trovano i resti di nove castelli costruiti nell’XI sec. circa.
Primo museo in regione dedicato alla vita quotidiana nei castelli medievali, raccoglie reperti archeologici e presenta fedeli ricostruzioni di ambienti, costumi ed oggetti.

D Il reperto più importante?
R I due reperti più significativi sono sicuramente le due Madonne col Bambino di XIII sec.
Una è la piccola statuina (h.8 cm ca.) in osso ritrovata a Soffumbergo e rappresentante la Madonna che porge il pettirosso al Bambino; l’altra è una Madonna policroma in legno proveniente dalla chiesa di Sant’Osvaldo di Partistagno.
Di notevole interesse è anche la corazza del cosiddetto “Cavaliere di Soffumbergo”: un gruppo di placche di corazza, appartenenti forse a più corredi, che per provenienza ed epoca hanno consentito di affiancarli in un’unica ricostruzione che permette di dare un’idea abbastanza chiara dell’aspetto di un uomo in armatura pesante alla fine del ‘300.

D La sala più importante?
R. Sicuramente la sala più interessante è quella in cui sono state allestite due scene medievali, ambientate nel XII e nel XIV secolo, a grandezza naturale.
La prima mostra Corrado d’Attems, feudatario del castello superiore di Attimis, mentre riceve nella sua casa-torre un ufficiale militare.
La seconda scena è stata ambientata nell’autunno del 1399 in una sala del “palatium” del castello di Partistagno, una residenza signorile fortificata ma più comoda ed elegante dell’austera torre-mastio.

D Avete una attività per le nuove acquisizioni? Da quali fonti provengono?
R Non sono previste nuove acquisizioni almeno fino al trasferimento del Museo nella nuova sede (Partistagno) che avverrà non prima della metà 2010. In quell’occasione potrebbero essere esposti reperti provenienti dagli scavi del castello di Zucco effettuati dall’Università di Udine e da fondi privati.

D Prevedete una periodica rotazione dei pezzi tra magazzino e sale?
R Come detto precedentemente, almeno fino al trasferimento a Partistagno l’esposizione presumibilmente rimarrà l’attuale.

D Qual’è la filosofia espositiva? Cronologica, per contesti, tematica, geografica?
R L’esposizione può essere considerata “tematica”: al primo piano è illustrato l’interesse mostrato nel tempo verso i castelli dopo il loro abbandono, la continuità abitativa del territorio fin dall’epoca preistorica, la nascita del castello e la dislocazione dei castelli nel territorio; una sala dedicata alla numismatica introduce poi alla sala didattica dove si possono approfondire attivamente i temi del conio, della stratigrafia archeologica e della ceramica.
Al secondo piano l’esposizione è incentrata sulla descrizione della vita quotidiana nei castelli: agricoltura, allevamento, caccia, armamento, alimentazione, svago ecc. vengono descritti attraverso i reperti e le ricostruzioni a grandezza naturale.

D Che tipo di allestimento avete?
R Gli oggetti sono esposti in vetrine, modellini e ricostruzioni permettono una fruizione interattiva del Museo (per es. è possibile coniare una copia di una moneta patriarcale).

D A quando risale l’ultimo allestimento? Chi lo ha curato?
R L’allestimento attuale è quello relativo all’inaugurazione, curato dall’arch. Antonio Guarneri e dal geom. Paolo Binutti su progetto dell’arch. Fabio Piuzzi.

D Avete un ufficio interno per progettare gli allestimenti?
R No.

D Organizzate mostre? Se si, la più recente?
R L’ultima mostra organizzata dalla Parco Archeologico dei castelli, che ha in gestione il museo, è stata “Goti, dall’Oriente alle Alpi” allestita presso la sala consiliare del Comune di Attimis (dicembre 2007-marzo 2009); presso il Museo nel dicembre 2006 è stata allestita la mostra “Vivere nei Castelli alla fine del Medioevo”, in cui erano esposti alcuni oggetti provenienti dagli scavi di Zucco.

D Avete servizi aggiuntivi come bookshop o bar?
R Abbiamo un piccolo bookshop in cui si possono trovare libri specialistici e gadget personalizzati del museo oltre ad una serie di oggetti in ceramica realizzati artigianalmente con disegni ispirati dai disegni tradizionali della ceramica medievale.

D Ci sono progetti di ampliamento? Se si, quali?
R Si prevede il trasferimento della collezione presso il Palatium del Castello di Partistagno, uffici amministrativi, magazzino, biblioteca saranno probabilmente trasferiti al castello di Zucco,. Al momento non è possibile stabilire una data per il trasferimento.

D Patrocinate o partecipate a progetti di ricerca sul campo?
R Il museo ha in essere una convenzione con l’Università di Udine che partecipa ad un progetto di scavi e ricerche nel territorio del Parco.

D Avete collaborazioni con altri enti e istituzioni italiani?
R Attiva risulta la collaborazione con i Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte del Castello di Udine.

D E con enti e istituzioni stranieri?
R Occasionalmente con il museo di Mikulov Repubblica Ceca per il prestito di due reperti in occasione di una mostra.

D Qual’è il rapporto con il mondo universitario?
R Attiva una convenzione con l’Università di Udine.

D E con le Soprintendenze?
R Molto buono.

D E con le Amministrazioni Locali? Mostrano sensibilità?
R Abbastanza.

D Avete processi interni di ulteriore formazione per il personale?
R No.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato?
R Non proprio.

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R Sì nel caso di organizzazione di Mostre.

D Avete rapporti con le scuole?
R La maggior parte dei nostri utenti è rappresentata dagli alunni delle scuole medie a cui proponiamo diverse attività didattiche specifiche fra le quali la “Caccia al tesoro” che ha riscosso notevole successo.

D Fate iniziative didattiche? Se si, rivolte a quale pubblico?
R Oltre all’iniziativa di cui già detto, proponiamo visite sul territorio di mezza o di una giornata rivolte soprattutto ai gruppi di adulti.

D Come gestite la divulgazione del vostro museo verso il grande pubblico?
R Oltre a depliant illustrativi distribuiti presso i centri informazione della regione, partecipiamo da diversi anni a “Friuli doc” e da due anni anche alle giornate medievali di Valvasone.

D Avete materiale divulgativo? Una guida? Un catalogo?
R Il museo e il territorio sono illustrati approfonditamente da un catalogo e da un sito internet (www.museoattimis.it), gli utenti, inoltre, sono accompagnati nella visita da una “guida breve” in due versioni (adulti e ragazzi) consegnata ad inizio giro e da restituire all’uscita

D Fate pubblicità istituzionale sui media?
R No, anche se in passato qualcosa è stato fatto.

D Il vostro rapporto con la stampa? Avete un ufficio stampa?
R No, la nostra realtà è troppo piccola, ma abbiamo relazioni con tutte le testate regionali.

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