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Intervista a G. Claudio Bottini, Decano dello Studium Biblicum Franciscanum

Lo Studium Biblicum Franciscanum – Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia rientra nell’orbita della Pontificia Università “Antonianum” ed è stato istituito nell’anno accademico 1923-1924. Vengono offerti corsi di archeologia, escursioni di studio sui siti archeologici in Israele e nei Territori dell’Autorità palestinese e escursioni di studio (ad anni alterni) in Giordania, Egitto, Turchia e Grecia preparati da appositi seminari. I docenti sono muniti di titoli accademici conseguiti in Universtià Pontificie o di Stato. Gli studenti devono essere muniti dei titoli di studio appropriati alle discipline richiesta al proprio curricolo di studio. Abbiamo intervistato per voi G. Claudio Bottini, Decano della Facoltà.

In breve, ci racconti la storia della scuola.
Lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme (SBF) fu ideato nel 1901 dalla Custodia Francescana di Terra Santa (CTS) come centro didattico e centro di ricerche. Riconosciuto nel 1927 come “parte integrante” del Collegio di S. Antonio in Roma, e nel 1933 come “parte complementare” dell’Ateneo Antonianum, fu promosso nel 1960 a “sezione biblica” della facoltà teologica del Pontificio Ateneo Antonianum (PAA). Nel 1982 fu riconosciuto come ramo parallelo della facoltà teologica del PAA. Nel 2001 con decreto della Congregazione per l’Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi) è stato eretto in Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia del PAA (Pontificia Università Antonianum – PUA dal 2005).

Oltre all’insegnamento, quali sono i principali progetti in corso?
Lo SBF conduce ricerche bibliche sotto l’aspetto linguistico, storico, esegetico, teologico e ambientale. Si dedica inoltre allo studio dell’archeologia biblica, in particolare alla riscoperta dei Luoghi Santi del Nuovo Testamento e della Chiesa primitiva in Terra Santa e nel Medio Oriente, allo studio delle fonti letterarie e alla illustrazione dei santuari Luoghi Santi in continuità con la tradizione dei palestinologi francescani di Terra Santa.
Tra i principali scavi archeologici dello SBF vanno ricordati: Nazaret, Cafarnao, Gerusalemme (Getsemani, Dominus Flevit, S. Sepolcro, Ascensione), inoltre Ain Karem, Betlemme, El-Qubeibeh/Emmaus, Herodion, Kafr Kanna, Macheronte, Magdala, Nebo (Siyagha, Mukhayyet), Umm er-Rasas, Tabgha, Tabor.

E quelli per il futuro?
La continuazione dello studio delle antichità attraverso scavi e pubblicazioni. Attualmente due sono i luoghi dove la Facoltà è particolarmente impegnata: Monte Nebo in Giordania, Magdala presso il lago di Tiberiade in Israele.

Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
Annesso allo SBF si trova il Museo dove vengono esposti i reperti più significativi degli scavi archeologici dello SBF. Strutturato in funzione didattica per gli studenti e i pellegrini, comprende sale che illustrano rispettivamente gli scavi di Nazaret, di Cafarnao e del “Dominus Flevit”, delle fortezze dell’Herodion e di Macheronte e dei monasteri del Deserto di Giuda. Degne di menzione sono anche la raccolta numismatica delle città della Palestina (Giudea, Samaria e Galilea) e della Transgiordania (Decapoli e Provincia Arabia), una serie di lucerne bizantine con iscrizioni in greco e una collezione di vasi dell’antica Farmacia del convento di S. Salvatore (sec. XVII-XIX, Scuola di Savona). Il Museo è aperto al pubblico.

Avete collaborazioni con altri enti e istituzioni italiani?
Abbiamo scambio di pubblicazioni con diverse Facoltà e Istituti di Lettere, Storia Antica, Archeologia. Ogni anno la Facoltà riceve le collaborazione didattica di alcuni docenti invitati.

E con enti e istituzioni stranieri?
Abbiamo varie forme di collaborazione con l’École biblique et archéologique française di Gerusalemme, con l’Istituto di Archeologia della Hebrew University of Jerusalem, con l’Israel Museum e il Bible Lands Museum etc.

Qual’è il rapporto con le Soprintendenze?
La Facoltà chiede e ottiene regolarmente permessi di scavo e di studio dei siti archeologici di proprietà della Custodia di Terra Santa in Terra Santa (Israele, Autorità Palestinese, Giordania).

Quali sono i processi di formazione sul campo per gli allievi?
Esiste la possibilità di partecipare agli scavi tenuti generalmente durante l’estate. Alcuni studenti collaborano allo studio, registrazione dei reperti archeologici con vari docenti.

Il budget annuale su cui potete contare è adeguato?
Sì; esso è garantito dallo sponsor principale che è la Custodia di Terra Santa, dai contributi provenienti dalle tasse accademiche, da sovvenzioni occasionali.

Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
Sì, sia italiani che esteri.

Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico?
Lo SBF cura varie pubblicazioni scientifiche: la rivista Liber Annuus, le collane Collectio Maior, Collectio Minor, Analecta e Museum. Pubblica inoltre un bollettino informativo “Notiziario dello SBF”. Le Edizioni di Terra Santa (SRL, Milano) si occupano della pubblicazione e della pubblicità dei libri. L’editore Brepols in Belgio distribuisce la nostra rivista e altre pubblicazioni maggiori su scala internazionale. La Facoltà dispone di un sito internet (http://www.sbf.custodia.org/) costantemente aggiornato con notizie riguardanti la Facoltà e le novità archeologiche della regione “Taccuino” (http://www.custodia.org/-SBF-Taccuino-.html?lang=it).

Il vostro rapporto con la stampa?
Il centro multimediale della Custodia di Terra Santa “Franciscan Multimedia Center” ha prodotto un CD su storia, attività, personale, programmi di studio della Facoltà. Il medesimo centro informa tempestivamente degli avvenimenti riguardante la Facoltà nel proprio sito (http://www.franciscanmc.tv/).
I professori pubblicano in giornali e riviste di cultura e alta divulgazione.

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