Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Intervista a Gian Andrea Cescutti, presidente della Società Friulana di Archeologia

La Società Friulana di Archeologia nasce nel 1989 allo scopo di conservare, tutelare, valorizzare, ricercare e studiare i Beni archeologici. L’associazione, che conta circa 650 soci, ha la sede principale a torre di porta Villalta in Udine, ma si articola anche in altre quattro sezioni: sezione della Carnia con sede a Tolmezzo, sezione del Medio Friuli con sede a Codroipo, sezione dell’Isontino con sede a San Canzian d’Isonzo, sezione della Destra Tagliamento con sede a San Vito al Tagliamento. Abbiamo intervistato per voi il dottor Gian Andrea Cescutti, presidente della Società.

D In breve, ci racconti la storia dell’Associazione.
R La Società nasce 22 anni fa da un piccolo gruppo di sognatori, appassionati che credevano di poter svolgere un ruolo importante per la tutela dei Beni archeologici regionali, in quanto Beni appartenenti a tutti. Nasce in un periodo non facile, di totale chiusura da parte delle Soprintendenze verso qualsiasi forma di intromissione esterna, quasi i Beni archeologici fossero proprietà di pochi eletti e non patrimonio comune. Dopo 22 anni è cambiato tutto, ora il dialogo con le Soprintendenze è molto buono e produttivo. La Società è una associazione di volontariato ONLUS, perciò senza fini di lucro. Al suo interno operano , assieme agli iscritti, archeologi, restauratori, specialisti nelle diverse discipline. La Società è titolare diretta di concessioni ministeriali di scavo ed ha un proprio laboratorio di restauro.
Opera sul territorio con numerose attività, quali lezioni, conferenze, convegni ( anche nazionali), mostre, corsi, pubblicazioni , campagne di scavo, laboratorio di restauro. Ha da sempre una attenzione particolare per il mondo scolastico, con interventi per studenti di istituti di ogni ordine e grado. La Società agisce in stretta collaborazione con i Civici Musei di Udine.

D In quali settori è attualmente impegnata?
R Annualmente è impegnata in almeno tre campagne di scavo , alcune ormai più che decennali, che riguardano un castello medievale, un castelliere protostorico, un sito con lunga frequentazione che va dal periodo protostorico all’età medievale. Fondamentale il “progetto Paestum”, che porta la Società ad operare ormai da nove anni nell’area archeologica di Paestum, in Campania, uno dei più grandi ed importanti siti archeologici esistenti.

D Quali sono i principali progetti in corso?
R Paestum, dove annualmente portiamo a lavorare dai 50 agli 80 studenti di quattro Licei di Udine, tutto con il benestare e l’appoggio entusiastico della Soprintendenza locale e della direzione del Museo archeologico nazionale. Il convegno nazionale “ Presenze longobarde nelle Regioni italiane”,del cui progetto è responsabile la Società, di frequenza biennale e che quest’anno è giunto al terzo atto e si tiene nelle Marche, dopo aver toccato ovviamente il Friuli e la Campania.

D E quelli per il futuro?
R Per la prima volta in assoluto, con convenzione già firmata con la Soprintendenza regionale, dal settembre 2010 la Società ha cominciato a lavorare ad Aquileia, fino ad oggi praticamente intoccabile e continuerà a farlo per molti anni , istituendo un campus ad apertura nazionale. Stiamo in pratica riportando alla luce le mura bizantine di Aquileia, scomparse da sempre ma imponenti nei loro resti.

D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R Paestum, ovviamente. Un esempio di solidarietà culturale che per ora non ha uguali. Devo dire purtroppo. Le Istituzioni potrebbero ricavare moltissimo dal mondo del volontariato.

D Avete collaborazioni con enti e istituzioni italiani?
R Domanda ambigua. Se si tratta di collaborazioni culturali, sì, con musei, le Soprintendenze di Paestum, della Regione Friuli , archeologi, Università. Ancora, con Comuni, Province e Comunità.

D E con enti e istituzioni stranieri?
R Con archeologi e musei di Slovenia, Austria, Croazia, ma anche Spagna, Germania, Ungheria.

D Il rapporto con il mondo dell’istruzione e della formazione?
R Fondamentale , come detto lavoriamo molto con le scuole di ogni ordine e grado. La sensibilizzazione dei giovani nei riguardi dei nostri beni culturali, nella fattispecie archeologici, era e resta un obiettivo primario.

D Organizzate corsi e seminari?
R Sì, sempre quando occorre , come ad esempio corsi di restauro delle anfore o della ceramica medievale o seminari su argomenti legati al mondo romano o alla frequentazione longobarda.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato per i vostri scopi?
R Ovviamente no, anche perché i fondi concessi per attività a progetto arrivano sempre in ritardo e quasi sempre a fine anno. Comunque non si arriva mai al 100%.

D Gli enti pubblici sono sensibili alle vostre attività?
R Devo dire di sì. Le nostre attività sono ben viste in generale. Tutto cambia se visto dal lato finanziario, considerata la situazione pesante di crisi, che si riflette pesantemente , a cascata, dal centro alla periferia.

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R Gli sponsor non esistono più da tempo. Per il resto tutto funziona a progetto. La Società è titolare o partecipa anche a progetti Interreg : se si viene ammessi, i finanziamenti europei sono ovviamente più sicuri. Ma in caso di progetto Interreg la gara tra i partecipanti è dura.

D Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico?
R Con un nostro giornale o con news letter per gli iscritti, con un sito Internet per tutti. Con articoli ad hoc sui quotidiani locali.

D Il vostro rapporto con la stampa?
R Non sempre buono con i giornali locali. Nemo propheta…….Forse diamo fastidio a qualcuno, perché no?

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*