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Intervista a Igor Bianco e Katharina Hersel dell’ufficio stampa del Museo Archeologico dell’Alto Adige

Il museo archeologico dell’Alto Adige, sito a Bolzano (BZ), in Via Museo 43, è stato fondato nel 1998 ed espone più di tremila reperti risalenti a diversi periodi storici, quali l’età della Pietra, l’età del Rame, l’età del Bronzo, l’età del Ferro, l’epoca Romana e il primo Medioevo. La sua area d’interesse comprende il periodo che va dalla preistoria e dalla protostoria dell’Alto Adige dalla fine dell’ultima era glaciale (15.000 a.C.) fino all’epoca di Carlo Magno (800 d.C.).
L’estensione del museo è di oltre 1000 metri quadrati e si sviluppa su quattro piani a spazio aperto dove non ci sono sale, ma solo percorsi all’interno di ciascun piano attraverso pannelli ed espositori. La struttura è diretta dalla Dottoressa Angelika Fleckinger, archeologa.
Abbiamo intervistato per voi il Dottor Igor Bianco e la Dottoressa Katharina Hersel dell’ufficio stampa del museo.

D In breve, ci racconti la storia del museo.
R Il Museo Archeologico dell’Alto Adige a Bolzano è stato inaugurato nel marzo 1998 ed è ospitato in un prestigioso edificio di inizio ‘900, un tempo sede del Banco austroungarico e poi della Banca d’Italia. Il museo è nato per conservare ed esporre l’Uomo venuto dal ghiaccio, soprannominato “Ötzi”, la mummia umida più antica del mondo, risalente al 5.300 a.C. circa (prima età del Rame) e ritrovata nel settembre del 1991 a 3.200 metri di altitudine sul Giogo di Tisa nelle Alpi della Ötztal, sulla linea di confine tra Italia ed Austria. Dopo il ritrovamento, Ötzi fu acquisito dalla gendarmeria austriaca e conservato presso l’Istituto di Anatomia dell’Università di Innsbruck. In seguito, un’indagine appurò che l’Uomo venuto dal ghiaccio si trovava in territorio italiano e nel gennaio del 1998 venne trasferito nel nuovo Museo Archeologico a Bolzano, dotato di sofisticate attrezzature tecniche per la sua conservazione.

D Il reperto più importante?
R Il reperto più importante è di certo l’Uomo venuto dal ghiaccio, esposto con l’abbigliamento e l’equipaggiamento originali, impressionanti per completezza e qualità. Vi si trova, tra le altre cose, il berretto in pelliccia d’orso, le scarpe, i gambali, il marsupio, l’arco con 14 frecce, la faretra, la bellissima ascia, il pugnale, la gerla e numerosi oggetti più piccoli.

D La sala più importante?
R Non è una vera e propria sala, ma la cella frigorifera appositamente ideata per conservare l’Uomo venuto dal ghiaccio, visibile attraverso un oblò. La cella si trova al primo piano del museo, interamente dedicato alla mummia ed al suo equipaggiamento. La cella frigorifera di Ötzi ricrea artificialmente le originarie condizioni di conservazione nel ghiacciaio, cioè una temperatura di -6°C ed un’umidità del 98%, e per evitare l’essiccamento della mummia è stata completamente rivestita di piastrelle di ghiaccio. Un raffinato sistema di sensori permette di tenere sotto controllo parametri quali pressione atmosferica, temperatura, umidità relativa, composizione dell’aria e peso corporeo. Inoltre, filtri speciali sottraggono alla luce della cella tutti i raggi ultravioletti ed infrarossi. Accanto alla cella principale esiste anche un’identica cella secondaria d’emergenza. Entrambe sono attivate da due motori indipendenti.
Tale impianto di refrigerazione è sinora unico al mondo.

D Avete una attività per le nuove acquisizioni? Da quali fonti provengono?
R Gli oggetti esposti al Museo Archeologico dell’Alto Adige sono di proprietà della Ripartizione provinciale ai Beni Culturali e provengono da scavi effettuati nella provincia di Bolzano. Per questo motivo, il museo di solito non effettua acquisizioni.

D Prevedete una periodica rotazione dei pezzi tra magazzino e sale?
R Una periodica rotazione dei pezzi tra magazzini e sale non è all’ordine del giorno. E’ prevista solo quando in seguito a nuovi scavi dovessero emergere reperti più belli o significativi di quelli finora esposti.

D Qual è la filosofia espositiva? Cronologica, per contesti, tematica, geografica?
R L’esposizione si sviluppa in ordine cronologico, attraversando la storia dell’Alto Adige dal Paleolitico e Mesolitico fino all’epoca carolingia.

D Che tipo di allestimento avete?
R L’esposizione permanente è interattiva e cerca di coinvolgere i diversi sensi, dalla vista, all’udito, al tatto. A questo scopo si utilizzano vetrine, modelli, ricostruzioni, video ed elementi interattivi.

D A quando risale l’ultimo allestimento? Chi lo ha curato?
R L’ attuale esposizione permanente risale all’inaugurazione del 1998. È stata allestita dall’Ufficio Beni Culturali della Provincia di Bolzano in collaborazione con l’agenzia di design “Gruppe Gut” di Bolzano. Da tre anni a questa parte il team del museo e diversi museologi hanno avviato un percorso di ripensamento e riprogettazione dell’allestimento. Alcuni cambiamenti sono già stati realizzati nel piano dedicato all’Uomo venuto dal ghiaccio e nei prossimi anni saranno estesi anche agli altri piani conformemente alle possibilità finanziarie.

D Avete un ufficio interno per progettare gli allestimenti?
R Attualmente, l’allestimento è progettato e coordinato dal team del museo e dai suoi consulenti, ma i lavori (grafica, falegnameria, ecc.) sono realizzato tramite ditte esterne.

D Organizzate mostre? Se si, la più recente?
R Sì, organizziamo mostre. La più recente, attualmente in corso ed in programma fino al 25 ottobre 2009, è “Mummie. Sogno di vita eterna”. Con oltre 60 mummie umane ed animali e numerose installazioni multimediali, “Mummie. Sogno di vita eterna” è una delle più importanti mostre temporanee al mondo dedicate al fenomeno della mummificazione. La mostra è un viaggio attraverso varie culture e intende far riflettere sul fenomeno della morte e sull’ eternità. “Mummie. Sogno di vita eterna” è stata ideata dai Musei Reiss-Engelhorn di Mannheim, ma a Bolzano il concetto è stato esteso. La mostra qui è arricchita dalla presenza dell’Uomo venuto dal ghiaccio, da ulteriori prestiti e da elementi interattivi che la rendono originale.

D Avete servizi aggiuntivi come bookshop o bar?
R All’interno del museo è presente un bookshop.

D Ci sono progetti di ampliamento? Se si, quali?
R Il museo ha sede in un edificio storico e fare degli ampliamenti non è facile, anche se necessario. Oltre a quello che ospita la mostra permanente, il museo non ha infatti a disposizione alcuno spazio espositivo ulteriore, tanto che per allestire “Mummie. Sogno di vita eterna” siamo stati costretti a sgombrare tre piani del museo dai reperti solitamente esposti. Esiste da tempo il progetto di una sala espositiva in comune con il prospiciente Museo Civico di Bolzano, da realizzare sotto la strada che collega i due musei, ma è stato recentemente rimandato per motivi finanziari.

D Patrocinate o partecipate a progetti di ricerca sul campo?
R Nel giugno del 2007 è stato fondato l’ “Istituto per le mummie e l’Iceman” presso l’Accademia Europea di Bolzano EURAC (www.eurac.edu). La ricerca sull’Uomo venuto dal ghiaccio viene coordinata dall’Istituto in stretta collaborazione con il museo. Il Museo Archeologico dell’Alto Adige investe inoltre molto nel settore della mediazione culturale e della didattica museale, in cui gli è stato riconosciuto un ruolo di preminenza a livello nazionale.

D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R Oltre alla grande cura che riserviamo alla mediazione culturale, nostri “fiori all’occhiello” sono gli elementi interattivi inseriti nell’esposizione permanente, la biblioteca scientifica, l’attenzione per la verifica costante della qualità dell’offerta museale. Siamo anche molto orgogliosi di aver prodotto una guida per bambini elaborata da bambini e di aver creato lo “spazio famiglia”, un ambiente aperto nei mesi di luglio e agosto dove adulti e bambini possono rilassarsi e giocare in maniera costruttiva.

D Avete collaborazioni con altri enti e istituzioni italiani?
R Ci piacerebbe poter collaborare di più con altre strutture italiane nazionali e regionali afferenti al Ministero per i Beni e le attività Culturali, come ad esempio le Soprintendenze. Tale collaborazione è però attualmente difficile per motivi di pianificazione: per ragioni di finanziamento ed organizzative, quali ad esempio l’ancoraggio a programmi di tour operator, convegni, corsi formativi e simili, il museo deve programmare con almeno due anni di anticipo e le proposte di collaborazione di altri enti pervengono sempre con una scadenza troppo ravvicinata.

D E con enti e istituzioni stranieri?
R Per l’organizzazione della Giornata internazionale dei musei (ICOM-Day) e dei congressi museologici ci orientiamo su quanto accade all’estero, in particolare nell’area di lingua tedesca. Manteniamo inoltre i contatti con l’Università di Innsbruck (Austria), che ha conservato e studiato l’Uomo venuto dal ghiaccio per sette anni.

D Qual è il rapporto con il mondo universitario?
R Relativamente alla ricerca sull’Uomo venuto dal ghiaccio, il rapporto col mondo universitario è stretto, in particolare, come detto, tramite l’Accademia Europea di Bolzano e l’Università di Innsbruck. Inoltre forniamo a studenti e laureandi che li richiedano l’accesso alla biblioteca del museo ed informazioni scientifiche. Non è infrequente che ci contattino anche studenti di altri continenti per ottenere informazioni su Ötzi.

D E con le Soprintendenze?
R La sinergia con le Soprintendenze non è molto avviata, per i motivi già illustrati.

D E con le Amministrazioni Locali? Mostrano sensibilità?
R Da parte delle amministrazioni locali c’è sicuramente sensibilità. Con la Ripartizione Beni Culturali della Provincia Autonoma di Bolzano la collaborazione è stretta, ma anche il Comune di Bolzano, nel cui territorio il museo è situato e che gestisce il prospiciente Museo Civico, ha dimostrato attenzione nei nostri confronti.

D Avete processi interni di ulteriore formazione per il personale?
R Sì.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato?
R Considerata la rilevanza internazionale del Museo Archeologico dell’Alto Adige, sarebbe opportuno poter contare su un budget più elevato.

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R Sì, in particolare per finanziare singoli progetti. Ad esempio, la mostra temporanea “Mummie. Sogno di vita eterna” è stata sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano. Lo stesso dicasi per l’iniziativa della “Lunga notte dei musei”.

D Avete rapporti con le scuole?
R Sì, a livello regionale la collaborazione con le scuole è stretta. In generale, i rapporti con le scuole, che ci vengono a visitare da tutta Italia e anche dall’estero, sono numerosi, tanto che nel museo è attiva una squadra di cinque persone dedicata esclusivamente alla didattica museale.

D Fate iniziative didattiche? Se si, rivolte a quale pubblico?
R Vi sono iniziative didattiche mirate per le scuole e conferenze e seminari per il pubblico adulto, specializzato (ad esempio, insegnanti) e non. Tutte le iniziative didattiche sono gestite da professionisti del settore.

D Come gestite la divulgazione del vostro museo verso il grande pubblico?
R Abbiamo un ufficio stampa ed un ufficio marketing, che si preoccupano di tenere i rapporti coi media e di pubblicizzare il museo su giornali, radio e riviste. Inoltre, sono numerose le televisioni che vengono a riprendere Ötzi e ne divulgano l’immagine in tutto il mondo.
Ci relazioniamo al grande pubblico anche attraverso il nostro sito internet www.iceman.it.

D Avete materiale divulgativo? Una guida? Un catalogo?
R Presso il bookshop è disponibile la guida del museo. Vi sono inoltre alcune pubblicazioni divulgative e materiale didattico sull’Uomo venuto dal ghiaccio. Oltre a ciò, all’ingresso sono disponibili piccole brochure e piantine gratuite del museo. I mediatori culturali del team di didattica museale utilizzano nelle loro azioni con le scuole materiale specifico ideato ad hoc.

D Fate pubblicità istituzionale sui media?
R Sì.

D Il vostro rapporto con la stampa? Avete un ufficio stampa?
R Sì, abbiamo un ufficio stampa, un responsabile per la gestione dei diritti di immagine e le riprese televisive ed un responsabile per il settore marketing.

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