Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Intervista a Isabella Caneva, responsabile degli scavi a Yumuktepe

Abbiamo intervistato per voi la dottoressa Isabella Caneva, direttrice degli scavi a Yumuktepe.

Il tumulo di Yumuktepe rappresenta uno degli insediamenti umani più antichi del sud dell’Anatolia. Vuole illustrarci le fasi storiche che lo hanno interessato?
La definizione “tumulo” non si riferisce, come normalmente in italiano, a un monumento funerario, ma a una speciale forma di insediamento stratificato, tipica del Vicino Oriente, e chiamata in arabo tell e in turco tepe, in cui la sovrapposizione di livelli di abitato nel tempo e nello stesso luogo finisce per formare una collina totalmente artificiale. Quella di Yumuktepe è alta 23 metri, con una sovrapposizione di abitati di diverse fasi del Neolitico (7000-5800 a.C.), di altrettante fasi del Calcolitico (5800-4500 a.C.), del Bronzo (2800-1500 a.C.), del Ferro (8-5 sec. a.C.) e dell’età Bizantina, fino al XIII sec.

Quando è iniziata la campagna di scavi che ha portato al ritrovamento dei due crani ittiti?
L’ultima campagna di scavo è iniziata il 15 luglio 2009 ed è appena terminata.

Chi vi ha partecipato?
Come sempre, l’équipe è composta da archeologi specialisti delle varie epoche, archeozoologi, archeobotanici, disegnatori, topografi, e restauratori, italiani e turchi.

Vuole raccontarci come è avvenuta la scoperta dei due crani?
Stiamo scavando da alcuni anni un livello di età ittita, che comprende un abitato cinto da un grande muro di fortificazione in mattoni di fango. Quest’anno il muro è stato parzialmente smantellato per raggiungere i livelli sottostanti e al suo interno, con nostro grande stupore, sono stati rinvenuti i due crani umani.

A quando risalgono e a quale civiltà corrispondono?
Il problema della loro datazione è ancora aperto. Non presentano tracce di rimozione violenta dal corpo e sono quindi certamente precedenti il momento di costruzione del muro, nel Bronzo tardo. Sono forse attribuibili al livello che è stato intaccato dalle fondazioni del muro, in cui presumibilmente si trovavano le tombe originali: il livello è datato a 4500 anni a.C., ed è probabile che gli Ittiti, 3000 anni più tardi, abbiano scoperto le tombe nello scavare la fossa di fondazione del muro, e ne abbiano salvato i crani con una sorta di sepoltura rituale all’interno della nuova costruzione.

Il sito di Yumuktepe era già stato interessato da precedenti campagne archeologiche?
Il sito è stato scavato da archeologi inglesi di grande prestigio negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale ed è già noto agli studiosi soprattutto per la lunghezza e la continuità della sua occupazione.

Se sì, quante, chi le ha condotte e cosa è venuto alla luce?
Gli scavi moderni sono stati ripresi circa 15 anni fa e hanno già fornito importanti risultati non solo sulla sequenza culturale del sito ma anche sull’evoluzione dell’ambiente, che viene studiato attraverso analisi di resti vegetali e animali da ogni periodo. L’organizzazione degli scavi è dell’Università del Salento.

Il sud dell’Anatolia ha mai restituito reperti similari e parimenti antichi?
Certamente, l’Anatolia è una delle zone del mondo più ricche di resti archeologici antichissimi e ben conservati e protetti.

1 Commento su Intervista a Isabella Caneva, responsabile degli scavi a Yumuktepe

  1. Buongiorno,
    come membro dell’equipe della Prof.ssa Caneva, lavorando per questa missione da dieci lunghi anni, volevo comunicarvi che gli scavi sono tuttora in corso e che le ultime missioni hanno portato alla luce interessantissimi ritrovamenti che meriterebbero di essere conosciuti, e perche no, visitati da tutti!! vi aspettiamo a Yumuktepe la missione inizierà a Settembre 2014.
    Saluti e buon lavoro
    Dott.ssa Silvia Ficco

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*