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Intervista a Loredana D’Emilio

Loredana D’Emilio è Responsabile Servizi Educativi Soprintendenza Beni Archeologici Abruzzo e lavora presso il Museo Archeologico Nazionale di Villa Frigerj di Chieti. L’abbiamo intervistata per voi.

D. Qual’è stato il suo percorso formativo?
R. Laurea in Lettere Classiche indirizzo archeologico, specializzazione triennale in archeologia medioevale.

D. E il suo percorso professionale?
R. Titolare di cattedra di storia dell’Arte presso l’Istituto d’Arte “V. Bellisario” di Pescara, sono attualmente in servizio presso la Soprintendenza Beni Archeologici Abruzzo quale Responsabile dei Servizi Educativi della Soprintendenza.

D. Di cosa si occupa attualmente?
R. Cura e gestione dell’offerta formativa dei musei archeologici afferenti alla Soprintendenza ( cfr. sito istituzionale http://www.archeoabruzzo.beniculturali.it/ I Servizi educativi- Offerta formativa musei)
Progettazione di percorsi di educazione al patrimonio archeologico con le scuole del territorio e loro attuazione in tutte le fasi.

D. Per quali enti o istituzioni lavora?
R. prioritariamente con le scuole e in partenariato con altri enti.

D. Il progetto più importante su cui ha lavorato?
R. A livello di partenariato attivo quello con la rete di scuole elementari e medie di Chieti e il Comune attraverso un protocollo d’intesa .

D. Il prossimo impegno lavorativo?
R. I workshop di settembre con gli insegnanti presso i musei per la presentazione dell’offerta formativa del prossimo anno scolastico e i progetti didattici con i Comuni di Alfedena, Bolognano, Chieti.

D. Ha collaborazioni all’estero? Se no, prevede di averle?
R. No e non prevedo di averle.

Musei

D. La sua opinione sui musei italiani?
R. Non saprei generalizzare.

D. Come aumenterebbe il numero dei visitatori?
R. Io mi occupo di didattica e non di divulgazione e non tutti i musei fanno didattica. Con le scuole abbiamo ottimi numeri soprattutto a Villa Frigerj dato il rapporto di fidelizzazione con gli insegnanti. Operando principalmente sulla fascia di utenza scolastica di concerto con la Direzione del museo, il nostro approccio con il bene culturale è diverso. Per noi più numeri non è più guadagno in termini economici, è investimento a lungo termine per creare competenze spendibili in diversi contesti.

D. La cultura deve essere a pagamento o sul modello British Museum?
R. Ho in parte risposto sopra.

D. Ritiene utile la “realtà virtuale” nei musei? Se si, in che misura può esserci?
R. Tutto è utile per una buona mediazione. Non è importante lo strumento ma lo sono i contenuti e le modalità di veicolazione ai diversi pubblici.

D. Gli archeologi italiani sanno divulgare?
R. Non saprei generalizzare.

Beni culturali e privati

D. Cosa pensa dell’affidamento dei beni archeologici ai privati?
R. E’ la vexata quaestio di cultura e profitto. Ci sono fiumi di letteratura

D. I fondi a disposizione dell’archeologia italiana sono sufficienti?
R. Come tutti i fondi ormai riservati allo Stato!

D. Meglio continuare a scavare, o studiare e valorizzare quel che è nei magazzini?
R. Anche sul termine valorizzazione c’è un mare di letteratura!

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