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Intervista a Maria Elena Arcorace

Maria Elena Arcorace, capo sala presso un Centro di salute mentale, è socia del Gruppo Archeologico “Paolo Orsi” di Soverato. L’abbiamo intervistata per voi.

D. Qual’è stato il suo percorso formativo?
R. Diploma di agrotecnico

D. E il suo percorso professionale?
R. Infermiera,ostetrica,capo sala.

D. Di cosa si occupa attualmente?
R. Capo sala in un Centro di salute mentale.

D. Per quali enti o istituzioni lavora?
R. A.S.Prov.Cz

D. Ha collaborazioni all’estero? Se no, prevede di averle?
R. No.

D. Il suo sogno nel cassetto?
R. Visitare i siti archeologici della Libia.

Archeologia italiana

D. Cosa pensa dello stato attuale dell’archeologia italiana?
R. Versa in totale stato di disinteresse da parte degli enti preposti.

D. Quali sono le tre emergenze che andrebbero risolte?
R. Il degrado dei beni ed intervento con veloci restauri.Il finanziamento di nuovi scavi e la tutela degli stessi da eventuali furti. La sensibilizzazione culturale attraverso le scuole per indurre gli studenti ad apprezzare il nostro immenso patrimonio artistico.

D. Cosa dovremo imparare dall’estero?
R. Il rispetto e la tutela del patrimonio culturale come valore individuale.

D. Cosa possiamo invece insegnare loro?
R. La tenacia dei gruppi verso le istituzioni a segnalazione del degrado e la depredazione ambientale.

D. Chi dovrebbe dare di più, e cosa, per aiutare l’archeologia italiana?
R. Lo Stato dovrebbe finanziare queste attività prevedendo un fondo specifico per questo settore così abbandonato a sé stesso.

D. Scavare e pubblicare: ci vorrebbe un limite massimo di tempo per farlo?
R. Certo le lungaggini non sono ammesse. Andrebbero pagati gli esperti e non si dovrebbe lavorare in regime di volontariato.

Musei

D. La sua opinione sui musei italiani?
R. Sono dei luoghi validi di divulgazione storica a seconda della tipologia.

D. Come aumenterebbe il numero dei visitatori?
R. Assicurando l’apertura continua nei festivi con personale apposito e manifestazioni culturali correlate.

D. La cultura deve essere a pagamento o sul modello British Museum?
R. La cultura deve essere fruibile con un minimo di pagamento. Ad es : a Madrid si pagano tre euro per l’ingresso al Prado.

D. Ritiene utile la “realtà virtuale” nei musei? Se si, in che misura può esserci?
R. Certo dà un’idea del contesto storico in cui quella civiltà era collocata. Và inserita in tutti i musei.

D. Archeologia e informazione. Come vede questo rapporto?
R. C’è poca informazione in tv sull’attività degli archeologi in Italia.

D. Gli archeologi italiani sanno divulgare?
R. Parlano poco della loro attività.

D. E le riviste, fanno buona divulgazione archeologica?
R. Quelle specialistiche sì.

Beni culturali e privati

D. Cosa pensa dell’affidamento dei beni archeologici ai privati?
R. No vanno gestiti dagli enti pubblici.

D. Ritiene la Ronchey una buona legge?
R. No.

D. I fondi a disposizione dell’archeologia italiana sono sufficienti?
R. No sono inesistenti.

D. Meglio continuare a scavare, o studiare e valorizzare quel che è nei magazzini?
R. Andrebbero percorse entrambe le vie con adeguati fondi a disposizione per pagare gli esperti.

D. E’ giusto rendere fiscalmente vantaggiose le donazioni per la cultura?
R. Certo.

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